Visualizzazione post con etichetta Due stelle. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Due stelle. Mostra tutti i post

mercoledì 12 luglio 2017

Recensione: "Il Segreto della Regina Rossa" di A.G. Howard

Con il caldo di questi giorni una delle cose che preferisco fare è sicuramente rimanere in casa, vegetando sul letto e leggendo un libro. Certo, tutto dipende dal libro in sé: di sicuro preferisco una storia avvincente a una quasi tragica (e non mi riferisco al livello del dramma). Se avete letto le mie recensioni precedenti de Il mio splendido migliore amico e Tra le braccia di Morfeo sapete sicuramente quanto mi siano piaciuti i primi due volumi di questa trilogia. Se non l'avete fatto, non leggetele perché non ne vale neanche la pena, tanto sono delusa.

Titolo: Il segreto della regina rossa
Autrice: A. G. Howard
Editore: Newton Compton Editori
Data di pubblicazione: 5 Maggio 2016
448 pagine

Dopo essere sopravvissuta al disastroso ballo, Alyssa si sente più coraggiosa che mai ed è decisa, nonostante sia una follia, a salvare i suoi due mondi e le persone che ama. Anche se questo significa sfidare la Regina Rossa su un campo minato da trucchi e astuzie, e anche se l’unico modo per raggiungere il Paese delle Meraviglie, ora che la tana del coniglio è chiusa, è quello di passare attraverso lo specchio, una dimensione parallela popolata da pericolosi mutanti. Con l’aiuto del padre, Alyssa affronta così il viaggio verso il centro della magia e del caos alla ricerca di sua madre. Riuscirà, insieme a Jeb e Morpheus, a salvare il mondo dalla distruzione in cui è intrappolato?


   Che dire, non trovo neanche le parole per definire questo scempio tanto sono delusa. Forse sarà colpa mia, avendo aspettato più di un anno per leggerlo, forse mi sono illusa troppo, non lo so. Fatto sta che questo libro, in confronto ai suoi predecessori, mi ha fatto venire la nausea.
Non si tratta solo dei vuoti nella trama, dei personaggi non coerenti a se stessi, semplicemente è il complesso che risulta confuso e insensato. Ma andiamo con ordine.

   C'è questa ragazza, Alyssa, con una famiglia con malattie mentali alle spalle, divisa tra due mondi: quello umano e quello del paese delle meraviglie. Dopo una serie di disastri che ha causato, entrambi sono in pericolo, ma non solo: anche i suoi genitori, Jeb e Morpheus rischiano la vita. La trama che nel primo libro mi ha colpito profondamente, che nel secondo risultava confusa, sì, ma comunque ben organizzata, qui... ecco, quando parlavo di tragedia è proprio a questo che mi riferivo. Non solo la narrazione è confusa e fin troppo veloce, ma è anche incoerente a se stessa. Vedete, nei primi due libri Alyssa era una ragazza normalissima, che viene incoronata Regina del paese delle meraviglie e in lotta costantemente con se stessa: la sua metà umana, buona e sognatrice e quella Netherling, oscura e intrigante. Questa lotta le provoca la separazione in due del cuore. Letteralmente (torneremo dopo su questo argomento). 
   Ma perché dico che la trama è incoerente? Nei primi due libri (sì, li tirerò spesso in ballo da ora in poi) il fulcro della storia era la magia, il paese delle meraviglie, la storia di Alice, arricchita da dettagli come la storia d'amore della protagonista. Ebbene, in questo terzo libro quest'ultima diventa il fulcro di ogni cosa, la trama torna in secondo piano e... non mi è piaciuta questa cosa, anzi, a tratti risulta anche imbarazzante, e sono piuttosto sicura che non fosse questo lo scopo dell'autrice. Vedete, quando un libro viene descritto come fantasy avvincente non è che non mi aspetto una storia d'amore, ma perlomeno vorrei che il fantasy sia in primo piano, proprio come è accaduto nei due libri antecedenti a Il segreto della regina rossa. Sì, le storie d'amore sono necessarie, incuriosiscono il lettore... e se il romanzo fosse rosa posso accettare che siano al centro della trama. Prendiamo, per esempio Twilight, che per dire, a me è piaciuto. Perché è descritto per quello che è: una storia d'amore, tutto il libro è incentrato su questo, il fantasy è solo il contorno della storia. Quando però un libro dovrebbe avere come tema centrale il fantasy, la magia, e invece mi ritrovo la metà e più della trama con i pensieri della protagonista sul triangolo amoroso in cui si ritrova... be', è una delusione. Soprattutto perché, ecco che torno a citarli, nei primi due libri era la magia l'argomento centrale della trama.

   Negli Young Adult, direte, è normale avere una storia d'amore come fulcro della narrazione. E sì, lo posso anche accettare. Se non fosse che, come ho già detto, non era così nei primi due libri. Anzi, non li avrei definiti neanche Young Adult quanto libri per ragazzi, anche se mi rendo conto che la differenza è così sottile da risultare quasi inesistente. L'autrice aveva sì basato la narrazione sui temi tipici di un fantasy YA, ma allo stesso tempo li aveva adattati al suo libro. Quest'opera è totalmente diversa, sembra che sia fatta con lo stampino, copiata da uno dei tanti YA che si vedono nelle librerie. Tutto ciò che rendeva unica questa saga sembra essere assente in questo terzo volume.

domenica 3 luglio 2016

LA STRADA CHE MI PORTA A TE | Moriah McStay

Buonsssalve miei carissimi Honeys!
Allora...avete visto ieri gli europei? Io si, anche se odio il calcio .-. mi sono fatta prendere tantissimo dalla partita XD

Annnnywayyy sono qui con l'ennesima recensione u.u portate pazienza! Purtroppo come già sapete tra scuola e altro ne ho lasciate tantissime indietro e...insomma sono una pessima blogger D:

Oggi parliamo di un libro che ho letto tipo a ottobre se non ricordo male.

SCHEDA DEL LIBRO:

Titolo: La strada che mi porta a te 
Autore: Moriah McStay
Casa editrice: De Agostini
Prezzo:    cartaceo € 14,90
                 ebook € 6,99
Trama: UNA RAGAZZA. DUE STORIE.

Timida, riservata e con pochi amici. Fiona Doyle ha metà volto sfigurato a causa di un incidente. Riempie montagne di taccuini con i testi delle canzoni che inventa e in cui riversa tutti i suoi sogni, le sue frustrazioni e il suo amore impossibile per Trent, il golden boy della scuola. Vorrebbe trovare
il coraggio di esibirsi in pubblico, ma farlo significherebbe mettersi alla mercé degli altri e lasciarsi giudicare solo per le maledette cicatrici che porta sul viso. Qualcosa, però, sta per cambiare… e presto Fiona scoprirà che lei è molto di più di quello che gli altri vedono.

E SE L’INCIDENTE NON FOSSE MAI ACCADUTO?

Brillante, sicura di sé e con un unico obiettivo: diventare una stella dello sport. Fi Doyle non ha tempo per le storie d’amore, specialmente se a provarci è il suo migliore amico, Trent. Ma quando la fortuna le volta le spalle, costringendola a interrompere la carriera sportiva, Fi si ritrova per la prima volta a fare i conti con se stessa. E con una domanda che potrebbe cambiare il corso della sua vita per sempre: Fi può essere di più di ciò che tutti vedono?

IL MIO PENSIERO:

Questo libro per quanto riguarda la trama aveva davvero del potenziale che per me non è stato sfruttato appieno. Sinceramente mi aspettavo molto di più, riguardo soprattutto i personaggi. 

Fiona2 l'ho trovata davvero odiosa, non riuscivo proprio a sopportare la parte della sua storia...Viziata (a mio parere) molto prepotente e egoista, una persona che è il completo opposto di Fiona1
Con Fiona1 invece è andata meglio anche se non mi ha lasciato una grande impressione. Mi è sembrato tutto davvero slavato...sbiadito e piatto, compreso lo stile di scrittura, che non è riuscito a coinvolgermi e che ho trovato...acerbo.  

Avendo già letto una storia in passato riguardo a questo argomento non ho potuto fare a meno di paragonare i due libri. So che è una cosa che non si fa, però è stato inevitabile a mio parere. 

Peccato davvero perchè l'inizio è davvero carino, parte bene e insomma, vuoi anche andare avanti per vedere come si evolvono gli eventi nelle due vite di Fiona, però cavolo...dopo è diventato tutto noiosissimo e ripetitivo. Odio dirlo ma non vedevo l'ora di finirlo per togliermelo dai piedi.

Un aspetto che ho amato è stata l'idea di base, ovvero come in base alle casualità e alle scelte che compiamo, la nostra vita possa cambiare radicalmente...insomma avete mai pensato a come si sarebbero svolti gli eventi se in quel momento aveste fatto quella scelta? E' un argomento che mi ossessiona a dir la verità, per questo sono presa in giro come "l'eterna indecisa" 

giovedì 25 febbraio 2016

Recensione: "Raccontami di un giorno perfetto" di Jennifer Niven

Un fenomeno della letteratura, un libro indimenticabile, qualcosa di magico che lascia il segno: ecco come molti di voi avranno descritto Raccontami di un giorno perfetto dopo averlo letto. Io, però, non la penso così. Un libro che tratta tematiche importanti, per l'amor di Dio, ma assolutamente non realistico e mal strutturato!
Titolo: Raccontami di un giorno perfetto
Autrice: Jennifer Niven
Casa editrice: De Agostini
Data di pubblicazione: 31 marzo 2015
Prezzo: 14,90 €(cartaceo) 6,99 €(ebook)
298 Pagine

È una gelida mattina d’inverno quella in cui Theodore Finch decide di salire sul tetto della scuola solo per capire che cosa si prova a guardare di sotto. L’ultima cosa che si aspetta però è di trovare qualcun altro lassù, in bilico sul cornicione. Men che meno Violet Markey, una delle ragazze più popolari del liceo. Eppure Finch e Violet si somigliano più di quanto possano immaginare. Sono due animi fragili: lui lotta da anni con la depressione, lei ha visto morire la sorella in un terribile incidente d’auto. È in quel preciso istante che i due ragazzi iniziano a provare la vertigine che li legherà nei mesi successivi. Una vertigine che per lei potrebbe essere un nuovo inizio, e per lui l’inizio della fine… 
Un romanzo straordinariamente toccante. Una storia che spezza il cuore in tutti i modi possibili.

Voglio sempre essere particolarmente tragica nelle mie recensioni, specialmente in quelle "negative". Non mi piace imporre il mio volere, e capisco perché molti di voi abbiano amato Raccontami di un giorno perfetto. Io no. Non mi piace neanche dire qualcosa, però, senza spiegarne il motivo e i ragionamenti che ci sono dietro.
Come ho già detto, la Niven affronta nella sua opera diversi temi particolarmente drammatici: suicidio, lutto, depressione, bipolarismo. Lo si può capire dalle prime due righe del romanzo. Violet Markey ha da poco perso la sorella in un tremendo incidente d'auto, se ne sente in qualche modo responsabile: decide perciò di gettarsi dalla torre campanaria della scuola, dove però non sarà sola. Finch vive in una famiglia disagiata, e adesso andremo a vedere perché. E' palesemente depresso, ha bisogno di aiuto, eppure sarà lui ad aiutare Violet, impedendole di buttarsi e dicendo in giro di essere stato salvato da lei. E già qui partiamo con il piede sbagliato.
Sarebbe anche un bel libro, se non fosse per la totale mancanza di realismo. L'incontro tra i due è palesemente forzato: okay, hai salvato la ragazza, le hai detto tre parole, e già ne sei innamorato? Per favore. E tra l'altro lei neanche gli aveva rivolto la parola, ancora. E' tutto un film mentale nella testa di Finch. E qui ci troviamo a due opposti: lui, i cui dialoghi sono finti quasi quanto il personaggio, che si mette a recitare citazioni di Cesare Pavese e Virginia Woolf anche per chiedere "Scusa, il bagno dov'è?" (magari sto esagerando un po'); e poi lei, che praticamente è un'automa priva di carattere e personalità.
Entrambi sono assistiti da uno psicologo, in particolare Finch, che lo visita una volta a settimana a scuola. E qui siamo cascati di brutto. Lo psicologo si chiama Embrio, e, riassumendo, è un incapace. Non solo aggredisce Finch (ehi, sveglia! Quel tizio è palesemente depresso, stiamo parlando di un ragazzino, e tu gli dici di non uccidersi perché senno perderesti il tuo schifoso lavoro?!), ma la sua figura è sviluppata talmente male da sembrare una satira di un personaggio che invece sarebbe dovuto essere importante. Parliamo di un sedicenne, okay? Di un minorenne, qui come nello stato dell'Indiana, dove la storia è ambientata. Anche io ho frequentato la psicologa della mia scuola, e so per esperienza che di vero, nel libro della Niven, non c'è neanche una virgola. Come già detto, essendo Finch minorenne, la diagnosi (prima di depressione, poi di bipolarismo) che gli viene fatta andrebbe comunicata alla madre, non a lui, e non al telefono. Perché ciò che si limita a fare Embrio è questo: svegliarsi la mattina, andare al bagno e pulirsi il didietro con la sua laurea (sì, la sto paragonando alla carta igienica), lasciare un messaggio alla madre di Finch e lavarsene le mani di tutto. Messaggi che, tra l'altro, non arriveranno mai: verranno tutti intercettati da Kate, la sorella più grande di Finch.
Questo ragazzo, con dei palesi problemi, viene praticamente abbandonato a se stesso. Viene richiamato dal preside, i suoi voti sono penosi, viene addirittura espulso, ma in quella scuola cose come i colloqui sono troppo mainstream. Ma neanche le lettere spedite a casa, no? Ma della famiglia, altro fattore ridicolo, ne parleremo dopo.
Soffermiamoci invece sull'altra psicologa, quella di Violet, di cui mi sfugge anche il nome. Anche lei del tutto incapace, anche lei invece di parlare con i genitori della ragazza dei suoi palesi problemi dopo la morte della sorella li esclude del tutto. Ma a differenza di quelli di Finch, i genitori di Violet sono presenti, sono forse gli unici personaggi resi decentemente nel romanzo. Perché di sicuro due genitori mandano la figlia dalla psicologa per liberarsi di lei due orette, non perché vogliono aiutarla, no no.

domenica 19 ottobre 2014

Recensione: The One di Kiera Cass

honeys, scusate tantissimo l’assenza, ma sto per pubblicare un libro, e cavolo, richiede tempo! Come se non bastasse, sono (come al solito) malata, e la scuola mi sta consumando… Ma andiamo oltre! Oggi vi parlo di The One, libro della celebre (forse per gli alieni) serie The Selection, di Kiera Cass. Siccome la storia aveva iniziato a sembrare leggermente migliore, gli do addirittura due stelline!
Voto: ★★
WARNING SPOILER

The One[1]

Titolo: The One (The Selection #3)
Editore: Sperling & Kupfer
Uscita: 9 Settembre 2014
Autrice: Kiera Cass
Prezzo: 16,90 €
Pagine: 324
La Selezione che ha cambiato per sempre la vita di trentacinque ragazze sta per concludersi. E l’emozione e la confusione del primo giorno, quando America Singer ha percorso la scalinata del Palazzo, sono ormai solo un ricordo. Di certo America non avrebbe mai immaginato di arrivare così vicino alla corona, o al cuore del principe Maxon. Eppure per lei non è stato facile. Divisa tra i suoi sentimenti per Aspen, guardia a Palazzo e suo primo amore, e la crescente attrazione per Maxon, ha dovuto lottare con tutta se stessa per essere dov’è ora. A un passo dalla fine della Selezione, America però non può più permettersi incertezze. Deve scegliere. Prima che qualcuno lo faccia per lei.

Be’, cominciamo dalla sinossi. “Sono ormai solo un ricordo” Giusto, perché è passato quanto, un mese? Troppo tempo per ricordare, eh! “Ha dovuto lottare con tutta se stessa per essere dov’è ora”. Certo, perché strafogarsi, vestirsi con abiti più costosi di casa mia, e pomiciare con una guardia e un principino significa lottare! Ma giusto, dall’autrice che nella biografia scrive “Nella sua vita ha baciato quattordici ragazzi” non aspettiamoci altro. La parte del “Non può permettersi incertezze… prima che qualcuno lo faccia per lei”, poi, è esilarante. Sto poverino di un principe ti vuole sposare e sei ancora indecisa?! Ma che cavolo di modo di fare è?!

Iniziamo il libro con un attacco ‘ribelle’. Lo metto tra virgolette, perché di ribelle non ha proprio niente. Sono solo dei poveracci morti di fame, che invece di lanciare il pallone da calcio, lanciano mattoni contro le finestre. Nessun morto, nessun rapimento, niente viene rubato. E tu questo me lo chiami attacco?! Fa più paura la battaglia tra Goku e il cattivo di turno di Dragon Ball, rispetto a questo! E viene descritto come se fosse la cosa peggiore del mondo! Per non parlare che tutti gridano, quando l’unico periodo è di dover riverniciare un po’ la casa!

“Lo so, ma le cose stanno così” “Non lo trovo giusto” Rise. “Perché, quando mai qualcosa nelle nostre vite è stato giusto?” Da The One

Cioè, Maxon, sei un principe e ti lamenti? Quando le persone stanno morendo di fame?
E allora, ripetiamo un po’ ciò che è successo negli altri libri:

  • America va alla Selezione (ma lei non voleva!)
  • America mangia
  • America si lamenta
  • America fa scelte stupide che le portano conseguenze stupide (ma lei non voleva!)
  • America si limona Maxon
  • America si limona Aspen
  • America si limona entrambi

Perciò, la Selezione è questa competizione con trentacinque ragazze, che di competizione (oltretutto scopiazzata da Hunger Games) non ha proprio niente: ci fosse UNA SOLA sfida per dimostrare le abilità delle ragazze! Ma più che ragazze, qui, vengono trattate come vacche! Sessismo oltre i limiti, devono essere “a disposizione” (o meglio, Maxon potrebbe essere anche il Christian Grey del futuro e loro non dovrebbero fiatare) del principe, devono solo vestirsi come tante bamboline e corteggiare l’inetto che un giorno diventerà re!
Le scelte stupide della protagonista, intanto, le fanno inimicare il padre di Maxon, descritto come se fosse un mostro, quando è solo un re!
Che poi il libro, di distopico non ha un sasso! E’ una semplicissima monarchia! Nelle monarchie, ci sono più classi sociali, i morti di fame e quelli che nuotano nell’oro: stessa identica cosa. Con la differenza che sono divisi in classe, dagli Uno agli Otto (che originalità! mlmlml!).

All’inizio, America (che ha tecniche di seduzioni che neanche Bella Swan ha), è una deficiente. Poi, fa scelte che dimostrano che è sul serio una deficiente. Alla fine, si immischia negli affari ribelli, e viene sparata ad un braccio. Di striscio, non chissà cosa. E sapeste cosa fa per un graffio! Un insulto a Lara Croft!

Morsi l’asciugamano, sperando che soffocasse le mie grida. Ero certa che in corridoio tutti sentissero le mie urla. Era come se Anne mi stesse toccando ogni nervo del braccio, e alla fine Marlee dovette sdraiarsi su di me per tenermi ferma. Da The One

Che cavolo, neanche i miei compagni in terza media fanno così, e hanno avuto anche di peggio! Cresci un po’, cara, che forse l’evoluzione funzionerà su di te.
Altro inetto è Maxon, che è un principe, ma si lamenta SEMPRE per ciò che ha. “Oh, cavolo, sono un principe! “Oh, cavolo, sono straricco!”. Ma wow, che maturità!
Ovviamente anche Ammmericuccia non perde tempo per lamentarsi:

Quando ero stata scelta per la Selezione, avrei tanto voluto trovare il modo di tornare alla mia vecchia esistenza: un mondo pieno della musica che avevo sempre amato. Ma ormai sapevo che quella non sarebbe più stata la mia vita. Da The One

Già, già… Poi c’è una scena, che trovo ESILARANTE. Maxon e America sono bloccati a Palazzo, perché il re ha paura dei ribelli e non vuole che nessuno esca fuori. Allora cosa fanno? Vanno sotto la pioggia, e c’è una scena tipo Titanic per bimbiminkia, e il re li scopre e si incavola tantissimo, neanche avessero fatto chissà cosa!

E ora, parliamo un po’ del finale. Finale uguale a Twilight.

Mi sembrarono trascorsi solo pochi secondi quando il respiro di Maxon si fece lento e regolare. Si era addormentato. Maxon non dormiva mai, Da The One

Ah, giusto, Maxon non è umano, Maxon non dorme! Ma quanto si può esser imbecilli?!

Dico che il finale assomiglia a Twilight, ma Breaking Dawn è fatto molto meglio! Io adoro la storia d’amore di Twilight, perché è questo, una storia d’amore. E se The Selection lo fosse, allora gli darei anche tre stelle. Ma viene chiamato il “nuovo Hunger Games, un successo mondiale”! Non lo è, è un insulto per i veri successi chiamarlo così! Hunger Games è una vera competizione, non una palla romantica! E’ un insulto al libro della Collins definirlo tale!
Perché dico che somiglia a Breaking Dawn? Più al film, comunque. Perché c’è anche la stessa battuta! Scena all’altare, dove America dice “Solo, non farmi cadere”. Vi ricorda qualcuno?!

E ora parliamo dei personaggi. Allora, che Maxon e America siano imbecilli, mi sembra si fosse capito. Maxon mi ricorda molto la fata madrina di Cenerentola, perché bibidibobidibù, fa tutto ciò che gli chiede America.
America… no comment.
Passiamo al re. Il re, che si comporta solo come dovrebbe fare un re, viene descritto come l’orco cattivo nelle favole per bambini. Ma è un re, deve fare il meglio per il popolo, e lui lo fa!
Aspen è il povero friendzonato di turno, della serie “Non smetterò mai di amarti… ops, dimenticato!”
Celeste, che è l’unica ad aver capito che la Selezione è una gara, e che poverina, non ha fatto niente, è descritta come la più stronza del pianeta, finché… finché la Cass non mi rovina anche il suo personaggio, e la fa diventare la figliol prodiga del giorno. Oh Cazz.
La madre di America che nel primo libro è descritta come una strega che costringe la figlia a prostituirsi, qui è una povera donna troppo buona. COERENZA 0%

Passiamo dunque alla trama. Idea di base carina, ma sviluppata malissimo. Tutto ciò che accade in tre libri potrebbe benissimo essere riassunto in uno solo, e forse sarebbe migliore.
La Selezione, un misto tra Uomini e Donne, Il Grande Fratello e Cenerentola, è un’idea terribile: non è un reality show, per niente. Le ragazze non devono fare altro se non starsi lì impalate, giudicate solo per l’aspetto fisico. Idea terribilmente sessista, sviluppata anche peggio.
Facciamo finta che Maxon fosse gay. O che fosse Maxonina, e fosse una lei. La Selezione non ci sarebbe, no? Perchè? Perché la Selezione è un privilegio per il grande uomo alfa cavernicolo, eh!
Ogni donna in tre libri, è sposata, evviva le single! Ogni donna che perde il marito va in rovina, perché pensare che una donna possa vivere anche da sola è troppo?! Maschilismo, maschilismo everywhere.
Il libro, pardon, la trilogia, è una palla romantica, ma questo l’ho già detto. Senza trama, senza trama completamente. Le uniche scene “movimentate” sono quando Maxon e America si interessano ai ribelli, che avrebbe dato anche un bel seguito, ma siccome l’autrice ha saputo gestire malissimo l’idea… no. E così lo sviluppo ribelle finisce a metà, quando sarebbe stato più interessante dei soliti bacini tra Maxon e America.
Perciò, sì, gli metto due stelline, perché non è proprio il finale che volevo… ma finisce come tutti ci aspettavamo. Dai, tutti sapevamo che America sarebbe diventata regina, il libro si chiama The One, cosa poteva accadere?!

Voto: ★★

lunedì 21 luglio 2014

Recensione: Multiversum di Leonardo Patrignani - Nora

Buonasera Honey! Eccomi qui con la mia seconda recensione, stavolta di un libro che ho appena finito di legge: sto parlando di Multiversum di Leonardo Patrignani!

Data di pubblicazione: marzo 2012
Titolo: Multiversum
Editore: Mondadori Chrysalide
Autore: Leonardo Patrignani
Prezzo: € 16,00
Voto:
Secondo la teoria del Multiverso, esistono infiniti mondi come infinite sono le possibilità della nostra esistenza. Si suppone che queste realtà non siano in contatto tra loro. Alex vive a Milano. Jenny vive a Melbourne. Un filo sottile unisce da sempre le loro vite: un dialogo telepatico che si verifica senza preavviso, in  uno stato di incoscienza. Fino a quando non decidono di incontrarsi e scoprono una verità che cambierà completamente le loro esistenze, distruggendo ogni certezza sul mondo in cui vivono. 


Ragazzi, dovete sapere una cosa di me: se un libro non mi piace, lo dico e do anche le mie motivazioni, ma con questo non critico né giudico il libro. Do solo il mio parere.
I personaggi su cui ruota la storia sono Alex, un ragazzo che vive a Milano, con una vita normale: va a scuola, studia e ama il basket; l’unica cosa fuori dall’ordinario sono i suoi “svenimenti”, cioè periodi di incoscienza in cui ha delle visioni. In queste visioni sente vari suoni e vede degli occhi, che nella realtà appartengono a Jenny. Jenny vive a Melbourne, in Australia, e come Alex, è una ragazza normale,  con una grande passione per il nuoto.  I due ragazzi, dopo quattro mesi di conversazione telepatica decidono di incontrarsi… e qui mi fermo per non fare spoiler!
“-Alex, perché non sei venuto? Non dirmi che non esisti, ti prego.-Jenny, io sono sul molo, sono qui!-Anche io. Esattamente dove dici di essere tu.” Da Multiversum