"Scusa," borbotto "avevo sete." Miles si gira verso di me e si appoggia con la spalla al frigo, incrociando le braccia al petto. "Non m'interessa se bevi il mio succo, Tate." Oh, wow. Una frase stranamente sexy. [??COSA??]
giovedì 7 aprile 2016
Recensione: L'incastro (im)perfetto di Colleen Hoover
lunedì 20 luglio 2015
Anteprima: "Un indimenticabile disastro" di Jamie McGuire.
lunedì 24 novembre 2014
Recensione: Uno splendido sbaglio di Jamie McGuire
Forse non lo sapete, ma io ho amato, adorato, amato di nuovo Uno Splendido Disastro. Non potevo non leggere, allora, questo nuovo libro della McGuire, incentrato sempre su un Maddox. E vorrei anche ringraziare la Garzanti per avermene fornito una copia.
Voto:
Autore: Jamie McGuire
Titolo: Uno splendido sbaglio (The Maddox Brothers Series #1)
Titolo originale: Beautiful Oblivion
Editore: Garzanti
Traduttore: Adria Tissoni
Data Pubblicazione: 6 Novembre 2014
Pagine: 282
Prezzo: 16,40 €
Quando un Maddox si innamora è per sempre.
Agli occhi di tutti Cami è forte e indipendente. Al secondo anno alla Eastern University, vive sola e si paga gli studi facendo la barista al Red Door. Ma dietro quell’aria da ragazza determinata e testarda si nascondono tante insicurezze. Perché Cami è dovuta crescere in fretta, circondata dai suoi possessivi fratelli e da un padre che non ha mai approvato nessuna sua scelta.
Trent Maddox fa il tatuatore e sa come mettersi nei guai. Se nasce una rissa è stato lui a cominciarla, e se c’è un cuore spezzato è quasi sempre colpa sua. Qualcosa nel suo passato gli ha lasciato ferite profonde mai rimarginate. Da quel momento ha chiuso il mondo fuori. C’è solo un avvertimento per quelli come lui: stargli alla larga. Cami lo conosce bene. Ha visto tutte le sue conquiste e le sue bravate, e sta molto attenta a mantenersi sempre a distanza di sicurezza. Ma una sera si incontrano per caso e Tren le offre da bere. Senza un secondo fine, vuole solo esserle amico. Cami non ci crede e avverte subito il pericolo, non ha intenzione di farsi travolgere da lui come fanno tutte le altre. Non si può essere solo amiche di un ragazzo come Trent. Eppure standogli accanto, giorno dopo giorno, scopre la dolcezza di quegli occhi che sembrano aver scoperto le sue fragilità e vogliono solo proteggerla. Fino a quando Trent confessa di volere qualcosa di più dell’amicizia. E come dice suo fratello Travis, se un Maddox si innamora è per sempre. Così è stato per lui e la sua Abby.
Ma Cami non può permettere che questo accada. Sarebbe un grosso, imperdonabile sbaglio. Perché c’è una verità che Trent non conosce e lei deve fare di tutto perché non la conosca mai.
Cami lavora come barista, vive in un appartamento con la sua compagna Raegan e ha un fidanzato di nome T. J., un padre crudele e dei fratelli troppo possessivi.
Trent ha un passato turbolento alle spalle, e vive in una famiglia un po’ complicata.
Due personaggi che nella prima parte del libro sono solo conoscenti, per poi diventare amici, e infine qualcosa di più. Che però non dovrebbe esserci, perché Cami è già fidanzata, e per quanto T. J. possa essere assente, con un lavoro top secret che è la sua priorità, è pur sempre il suo fidanzato.
Ecco, ciò che mi piace dei libri della McGuire, è che le protagoniste, come nei classici New Adult, non possono stare con tale ragazzo, ma c’è un motivo. Non la solita ragione, lui è cattivo. Abby non poteva stare con Travis perché nessuno doveva conoscere la sua vera identità, Cami non può stare con Trent perché è fidanzato. Oltre, ovviamente, perché è il classico cattivo ragazzo.
Ecco, la Mcguire ha usato uno dei più grandi e comuni cliché, ma ha dato un suo tocco personale, di stampo, appunto, McGuire.
“No. Non muore dalla voglia di rendere pubblica la nostra relazione, quindi non andrebbe sicuramente a parlare di me a Trent.”
Hank brontolò qualcosa e si allontanò per tornare poco dopo. “Non mi piace neanche questo. Dovrebbe gridare al mondo che ti ama, non nasconderti come uno sporco segreto!” Da Uno splendido sbaglio
Il fatto è che T. J. è sempre, sempre, sempre assente. E come Cami possa amarlo, per me è tuttora un mistero. Invece Trent c’è, e conosce Cami meglio di T. J. stesso. Compagno di divertimenti, spalla su cui piangere, pian piano il rapporto tra lui e Cami diventa qualcosa di più intimo, e forse è proprio l’assenza di T. J. a renderlo possibile.
Non mi mandava messaggi da tre giorni. Se prima lo giustificavo pensando che fosse impegnato, d’un tratto capii che cosa significasse trascorrere tanto tempo con qualcuno ed esserne contenta, e i messaggi sporadici, le telefonate, la speranza di rivedersi un giorno non mi bastarono più. Neanche lontanamente. Da Uno splendido sbaglio.
Perché il fatto è questo: Cami si era talmente tanto abituata alla distanza, e alla continua assenza di T. J., che ormai sembrava una cosa normale. Finché non viene Trent a rivoluzionare tutto, a sconvolgere le sue abitudini, e a cambiare completamente la sua vita.
Ci fissammo in silenzio. Ci guardammo soltanto e sorridemmo; subito dopo provai una sensazione familiare, un formicolio al ventre e un calore alle labbra. Mi concentrai sulla sua bocca e lui fece un passo verso di me. Da Uno splendido sbaglio
Una cosa che adoro della McGuire, è il suo modo di scrivere. Non solo le storie, quanto le emozioni che mi portano. Proprio come dopo Uno splendido disastro, dove un po’ tutti avremmo voluto un Travis Maddox tascabile, così è per Trent in Uno splendido sbaglio.
E preferisco di gran lunga Cami ad Abby, perché… è un personaggio più coerente con se stessa, prima di tutto, e perché le protagoniste “perfettine” non mi sono mai piaciute.
Ma la cosa che mi piace di più in Uno splendido sbaglio, è che tutti i personaggi sono caratterizzati, ognuno ha una propria storia, che viene spiegata anche piuttosto bene. Così, nonostante i protagonisti siano due, in realtà ne abbiamo dieci, quindici, venti.
Da lodare, però, è anche l’abilità dell’autrice di intersecare i fatti di Uno splendido sbaglio con quelli dei libri precedenti, senza sballare tempi o avvenimenti –cosa comunissima e fastidiosa.
Insomma, direi che è proprio un libro imperdibile, e se avete amato la serie Beautiful, non potrete non leggere e amare anche questo nuovo splendido libro.
domenica 2 novembre 2014
Recensione: Una ragione per amare di Rebecca Donovan
Honeys cari, oggi torno con un’altra –drastica- recensione. Di un libro, sì, dalla trama interessante, ma sviluppato forse con i piedi per il cattivo risultato che ne è venuto.
Voto: ★
Titolo: Una ragione per amare (Breathing #1)
Data di pubblicazione: 6 Febbraio 2014
Casa editrice: Newton Compton
Autrice: Rebecca Donovan
Prezzo: 9,90 €
Pagine: 448
Emma Thomas è una studentessa modello e un’atleta prodigio. Ma è una ragazza taciturna e solitaria: non frequenta nessuno tranne la sua amica Sara, non va alle feste, non esce e non ha un fidanzato. E si copre bene per nascondere i lividi, per paura che qualcuno possa indovinare quello che succede tra le pareti domestiche. Mentre gli altri ragazzi della sua età si divertono spensieratamente, Emma conta in segreto i giorni che mancano al diploma, quando finalmente sarà libera di andare via di casa. Ma ecco che all’improvviso, senza averlo cercato o atteso, Emma incontra l’amore. Un amore intenso e travolgente che entra prepotentemente nella sua vita. E adesso nascondere il suo segreto non sarà più così facile.
Prima di tutto, tendo a precisare che non ho letto tutto il libro: ne avrò letto 8/10, poi sono andata direttamente al finale, perché proprio non riuscivo più a leggerlo. E ora vi spiego perché.
L’idea di base, come ho scritto sopra, era molto, molto carina. Una ragazza orfana di padre, con la madre alcolizzata, che viene affidata agli zii. Gli zii che la picchiano, e la maltrattano, all’insaputa di tutti. La ragazza non può denunciarli, però, perché recherebbe danno ai cugini, dolci bambini che non hanno fatto niente di male, se non nascere da due mostri. O meglio, un mostro (Carol, la zia) e il complice, che non vede perché non vuole –e perché non gli conviene- vedere. La ragazza, Emma, si isola, e ha solo un’amica: Sara, ignara di ciò che le accade. Un giorno arriva un ragazzo che penetra nella sua invisibile barriera, e allora le cose si complicano.
Insomma, una delle classiche trame dei New Adult, tanto in voga in questo periodo.
L’autrice, ha anche un bel modo di scrivere, descrizioni lunghe e precise –forse troppo, ma io amo le descrizioni- e linguaggio ricco ma semplice.
Il punto è: ciò che accade in 448 pagine, è sempre la stessa identica cosa, con il risultato che il libro risulta noioso.
La trama si sviluppa sempre così: Emma sta con Evan, ma non può stare con lui, gli zii la picchiano, allora si allontana,si riavvicina a Evan, gli zii la picchiano, si riallontana. SEMPRE.
Un’altra cosa che non ho apprezzato per niente, in questo libro, è l’assenza di motivazioni, che spinge la protagonista a (non) fare molte cose. L’unica cosa che è veramente motivata, è il fatto che Emma voglia andarsene da casa, perciò studia molto, per ottenere una borsa di studio.
Non si capisce bene perché, però, non possa stare con Evan. All’inizio, sembra chiaro: lui è una distrazione, ed è troppo invadente. Okay, ci sta. Il fatto è che appena se ne va Evan, la protagonista si mette col primo che capita, distruggendo completamente le convinzioni che ci aveva dato in precedenza.
Non svelo altro della trama, perché credo di avervi già fatto capire quanto sia mal sviluppata.
Passiamo ora ai personaggi, ahimé, che personaggi!
Evan e Sara, sono entrambi poco caratterizzati, anonimi, nonostante siano in strettissimi rapporti con la protagonista. Diciamocelo: due alberi sarebbero stati più espressivi di questi due.
Gli zii della protagonista, sono cattivi, ma hanno una cattiveria immotivata. Non è chiaro il motivo che spinge Carol ad odiare Emma, men che meno quello che la spinge a picchiarla. George (credo si chiami così) è invece il classico tipo di mezza età, pelato e panciuto (o almeno così me lo immagino) che si fa abbindolare dalla moglie per non guardare in faccia la realtà. Il fatto è, che l’autrice, non ha reso bene il motivo della loro cattiveria, rendendoli solo degli illogici cattivi spietati.
Passiamo ora al medico che ha curato Emma –inutile parlare di lui, lo so, ma dovevo. Una ragazza si presenta da lui, con gravi contusioni sulla schiena, una commozione cerebrale, diversi lividi e cicatrici, e lui che fa? Giustamente, le chiede: “Sei sicura di essere solo caduta?” –sottinteso: ti hanno picchiata?. Emma risponde di no, e lui che fa? Indaga, manda gli assistenti sociali, insiste? No, no e no! Una viene mezza morta da te, e che fai? Le dici: “Okay, se ne hai voglia parlane con qualcuno”, ma che cazzo di ragionamento è?! Non sarebbe sorprendete se fosse detto da una persona qualunque, ma cavolo, sei un medico, ti DEVI occupare di queste cose!
Gli insegnati di Emma –a quanto pare, tutti deficienti- che non si accorgono di niente, ma non solo. Allora, io sono un tipo piuttosto timido, e non mi sono bene integrata nella classe. I miei professori, che comunque sanno che fantastica persona sia mia madre, non passano un giorno senza spingere me e qualche altro mio compagno, ad “integrarci con la classe”. E ripeto: noi in classe non abbiamo –almeno spero- di queste situazioni. Invece, gli insegnanti di Emma, no: l’alunna si presenta piena di graffi, tagli, lividi, zoppica, non riesce a camminare, sviene durante una partita (e non si sveglia!), nessuno le rivolge la parola, gli zii apparentemente la lasciano da sola e se ne fregano, insomma, una situazione sulla quale indagare; ma cosa fanno? NIENTE DI NIENTE. Telefonare a casa per vedere se l’alunna soffre di qualche problema? Mandarla da uno psicologo? Parlarle in privato? No, meglio: lasciamola schiattare!
Passiamo ora alla protagonista: Emma. Il suo vero nome è Emily, non si capisce bene perché, ma viene chiamata Emma. Prima cosa senza senso. Si vede che l’autrice era indecisa, e allora ha pensato: “Massì, mettiamoli entrambi!”. Posso capire che chi si chiama Emmalyne, Emmeline, o cose così, venga chiamata “Emma”. Ma che c’entra Emma con Emily?!
Per di più, la protagonista è priva di carattere. Completamente. E’ tipo un piccolo genio, fin troppo perfetta. Ma nella sua grande intelligenza, risulta completamente stupida. Senza cervello. 0%. E perché mai, vi chiederete? Mettiamo il caso che io sia vittima di violenza e decida di andarmene via da casa. E mettiamo il caso che mentre sto facendo la valigia, mio zio (il quale mi picchia), mi veda, e mi chieda di rimanere fino all’indomani. Una persona sana di mente cosa farebbe? Capirebbe che è un inganno, se ne infischierebbe, giusto? Sbagliato. La protagonista, che fa? CI CREDE. C I-C R E D E. Credere, voce del verbo CREDERE. C-R-E-D-E-R-E! Inizio a pensare che in una delle tante botte ricevute alla testa, il suo cervello ne sia uscito danneggiato. Okay, questa era cattiva, ma… si può essere così stupidi?! E, ovviamente, la protagonista viene punita della sua intelligente stupidità.
E ora, parliamo della relazione Emma-mondo. Allora, se io fossi completamente invisibile agli altri, non mi calcolerebbero, giusto? Be’, si vede che l’autrice anche qui era indecisa: non sapendo se fare la classica protagonista sfigata, che sta all’ombra della migliore amica, o quella invidiata da tutti, la super-bomba sexy, che cambia ragazzi come se fossero calzini… li mischia. Con il risultato che la protagonista crede di essere brutta, invisibile e odiata, e invece è amata da tutti, e invidiata. Che poi, se io sono figa, lo so! Se i ragazzi vogliono uscire con me, si capisce! Ma non è comprensibile che una che non venga considerata da nessuno, all’improvviso si scopre essere la più ammirata della scuola. No, no, no!
Altra cosa terribile del libro: la trama, descrive un libro drammatico, triste, insomma, se vengo picchiata, la vita non dovrebbe essere poi così semplice! E invece quest’aspetto non è considerato per niente, se non in alcuni casi, in media ogni due capitoli, dove l’autrice se ne ricorda, e dice: “Oh, aspetta, mettiamo la zia che la picchia!”, ovviamente senza motivo, o con motivi così stupidi che non si può. Praticamente il libro ruota intorno ad Evan. Diciamolo: assomiglia a un piatto mal cucinato. La portata principale è Evan, il condimento, a tratti troppo salato, a tratti troppo insipido, sono gli zii cattivi, la salsetta è la vita sociale della protagonista.
Così, del bel romanzo che ne poteva uscire, il risultato è un libro che dovrebbe essere drammatico, ma in realtà ruota intorno all’amore della protagonista per un ragazzo, e alla sua scelta –tutta improvvisa- di farsi finalmente una vita.
Deludente, deludente, deludente. Non è il peggior libro che abbia letto (quel posto lo lascio a C’era una volta l’amore ma ho dovuto ammazzarlo), ma siamo più o meno a quel livello.
Voto: ★
mercoledì 3 settembre 2014
Anteprima: Scommesse d'amore di Katie McGarry
Ma prima, con un argomento che non c'entra niente, ditemi PERCHE' CAVOLO NELLA MIA CITTA' NON PORTANO COLPA DELLE STELLE!
Ed ecco a voi Reggio Calabria, la città demmerda. Che cazz... portano anche i film delle Winx. Le WINX. E non portano il film che in America dicono diventerà il film dell'anno. OKAY.
Ora torniamo a noi, però. Perché prestissimo uscirà Scommessa d'amore, o meglio Dare You To, secondo della serie Oltre i Limiti, di Katie McGarry!
giovedì 3 luglio 2014
Anteprima: "Ti fidi di me?" di J. Lynn. C'e Cam! CAM. Ooooooh.
Quindi, Honey, iniziamo con le anteprime! Tante tante anteprime di libri che ci accompagneranno sotto l'ombrellone -un ombrellone dall'atmosfera moooolto romantica. Il libro di cui vi voglio parlare (conosciuto anche dagli alieni che la stessa autrice ha creato) si chiama Ti fidi di me? di J. Lynn, in uscita proprio OGGI. Oh yeah! Chi si fionderà in libreria? Io ci vado proprio ora!Ti fidi di me? è la stessa storia del primo libro, ma narrata dal punto di vista di... (sto per esplodere, ma non posso trattenermi, sto gridando) CAM. Avete amato "Ti aspettavo"? Ora, amerete Ti fidi di me?, capiiiito? E, appena vado in libreria, e lo compro, poi ci ritorno (necessita primaria di altri libri per colmare il vuoto e l'attesa lasciato da Ti fidi di me?) e farò come Hermione: "Io l'ho letto".

