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lunedì 23 novembre 2015

14/11/15 Intervista a Lauren Kate

Salve, amato Popolo di Internet!!
Oggi sono qui per parlarvi, anche se in ritardo (scuola, compiti, studio blah, blah, blah...) del mio pomeriggio trascorso, grazie alla splendida Giulia e alla Rizzoli, con la carinissima Lauren Kate @___@
Le domande sono mie, di Chiara (Il castello fra le nuvole) e Clary (Words of books) dato che, con mia grande sorpresa, è stata più una piacevole chiccherata che una rigida intervista!

Abbiamo parlato in inglese e devo dire che ce la siamo cavata alla grande anche senza la traduttrice (nonostante fosse presente).
Sappiate che ho cercato di fare del mio meglio con la traduzione :3

Chiara: Prima di tutto, parliamo del film: sei già stata sul set?

Si, sono stata sul set. Hanno filmato fuori da Budapest in un castello chiamato Tura e ho passato due settimane là e ho davvero amato tutto; sono stata molto coinvolta dal film sin dall'inizio, come produttore esecutivo,scrivendo molto dello script, nella scelta del casting...
ma stare là e vedere tutti quei trailer e tutta la squadra, sai, sorseggiare il loro caffè tra le pause...guardare tutte queste cento persone al castello che lavoravano a questa cosa che è partita come una mia piccola idea...è stato davvero sbalorditivo.
Gli attori sono molto talentuosi e hanno un grande c'è molta chimica tra di loro (che era la cosa di cui ero più preoccupata) e hanno superato le mie aspettative
Adoro il direttore e davvero penso sia un bel film, qualcosa di cui sono molto eccitata

Chiara: Ho un'altra domanda, perchè sono molto interessata a Jeremy Irwin (sono una fan), così ero curiosa di sapere se lui ti piacesse.

E' fantastico, ha preso il suo ruolo molto seriamente: ha letto tutti i libri e prima che esistesse Angels in the dark, ha trovato tutte le novelle online... ed era molto preoccupato sul prendere bene il personaggio e anche dopo che io avessi lasciato il set, ha continuato a chiedermi " Fanno questo? Quello?” oppure “Daniel come si sentirebbe, in questo modo o in quest'altro?”
Penso che lui e tutti gli attori ci tenessero molto profondamente a questo ruolo...ci stanno pensando come un lavoro a lungo termine, sperando di farne cinque film e stanno davvero crescendo dentro a questi ruoli. Lui era fantastico e che tutti fossero davvero impressionati da lui. è molto professionale e la sua intensità era fantastica...è anche molto carino!!

Io: Volevo sapere quale fosse la parte del libro che volevi vedere anche nel film.

Ahh...c'erano un paio di momenti a cui sono particolarmente legata e che speravo loro interpretassero nel modo giusto: uno di loro è il flirt (all'inizio) tra Luce e Cam che nel libro è ambientato al cimitero, ma che nel film è ambientato in questo parco suggestivo del campus e la chimica che c'è tra Jeremy (che fa Daniel) e Addison (Luce) è molto particolare e molto specifica ma è fantastica perchè lei può girarsi e fare una scena con Harrison (Cam) e c'è una chimica completamente diversa...è più sensuale e molto più intensa in modo diverso.
Penso che la prima sia molto emozionale e questa molto più fisica e palpabile. Così ero molto felice nel modo in cui e stata recitata quella scena e della chimica...è il modo giusto per me.
Un'altra scena che io volevo dal libro che è questa specie di confronto tra Luce e  Daniel che nel libro è nel laghetto, mentre nuotano, e che nel libro accade nella piscina, che è carica, importante e bellissima in modo simile.

Io: Grazie! Volevo anche sapere come è stato vedere i tuoi personaggi nel film.

E' stato più facile di quanto mi aspettassi perchè finii di scrivere Rapture nel 2011 e il film è stato filmato nel 2014...così, passati anni da quando finii di scrivere, ho avuto un po' distanza e prospettiva. Avendo già scritto la storia e data ai lettori da leggere, non sento come se fosse mia ormai ma più vostra...ero più preoccupata per voi ragazzi, a cui sono piaciuti i libri, se vi sareste sentiti attaccati al film, se l'avreste considerato come la vera incarnazione della serie. Questa è la mia principale curiosità e preoccupazione, andando sul set, ma ho la sensazione che, si,alle persone a cui sono piaciuti i libri, piacerà anche il film

Clary: Qual è stato il romanzo che ti ha spinto a scrivere?

E' chiamato White Noise (Rumore Bianco) di Don DeLillo...penso di averlo letto quando pensavo di poter diventare una scrittrice.
Ho incominciato a scrivere sin dalla mia infanzia, quando avevo sei-sette anni ma non mi sono mai presa sul serio...vado sempre nelle librerie e nelle scuole, e parlo ai ragazzi e ai bambini di quante ore al giorno spendo al computer, quanto mi ci vuole per scrivere, quello che faccio quando non riesco a risolvere un problema. Quando ero una ragazza, non ho mai incontrato nessuno, scrittore, insegnante, artista,  nessun adulto che ha fatto qualcosa di creativo con la sua vita e così non mi è mai sembrato possibile costruire la tua vita sulle storie.
Quando sono andata all'università e ho partecipato alla mia prima lezione di scrittura e stavo leggendo Rumore Bianco, ho solo pensato che, se questo si può fare...è ciò che voglio fare.

Io: Volevo sapere qual è l'ultimo libro che hai letto.

E' chiamato Love and other ways of dying, ne stavo parlando giusto ieri ma non penso sia ancora uscito in Italia. Speriamo presto perchè è davvero fantastico.
Parla di quanto quei sentimenti estatici come l'amore e la morte , i momenti più belli e i più brutti della nostra vita siano così simili tra loro, pensando a quello che ci fanno passare.
Davvero davvero un libro stupendo; l'autore è Michael Paterniti.

Clary: In Angels in the dark, non c'è nessuna storia su Luce e Daniel dopo Rapture. Leggeremo qualcosa su loro in futuro?

Sai, ho scritto una scena su Luce e Daniel, quando stavo scrivendo Unforgiven e io so dove sono e cosa sta succedendo e l'ho scritto; ne ho parlato al mio editor, a New York, e abbiamo deciso di toglierlo. C'è ma non so se la condividerò con i lettori. Penso ci sia qualcosa di importante e potente quando i lettori sono capaci di decidere da sè che direzione ha preso la storia , così non voglio dire troppo e penso che per me il modo in cui Rapture finisce è giusto ed è qualcosa che ha dato giustizia alla loro storia, ma chi lo sa...magari la farò uscire ad un certo punto.

Chiara: Se dovessi scegliere uno tra i tuoi personaggi (non solo da Fallen ma da tutti i tuoi libri) chi sceglieresti e perchè.

Cam è sempre il mio preferito. E' basato su mio marito perciò è stato molto facile innamorarmi di lui.

Io: A proposito del finale di Rapture, hai mai pensato ad un finale diverso o avevi già in mente quello sin dall'inizio?

Ho dovuto scrivere il finale di Rapture tre volte per inquadrarlo bene. Non è mai stato il modo in cui ho pensato potesse concludersi, ma alla fine era l'unica maniera in cui poteva finire.

Clary: Unforgiven, il prossimo libro, si concentrerà su Cam...avevi già in mente questa storia quando hai scritto la saga di Fallen o è nato dopo? 

Dopo...ho sempre saputo che avrei raccontato la storia di Cam, circa dall'inizio di Torment. Lui è molto interessante per me ed è diventato il mio preferito. Ho saputo che avrei trovato la sua storia, ovunque fosse e sai, per un paio d'anni dopo aver scritto Rapture, non sapevo dove fosse, stavo solo aspettando. Un lettore mi ha fatto una domanda, uno o due anni fa e io sono andata a controllare Passion per risponderle; ho solo riletto la scena quando lui incontra Lilith per la prima volta e lei ha questa esperienza con Cam che determina tutto ciò che poi lui diventerà. Il Cam che incontreremo alla Sword & Cross è il Cam che ha avuto questo grande cambiamento e che è diventato questa forza oscura proprio a causa di Lilith, e ho realizzato che quando ho scritto Lilith, non avevo idea di chi lei fosse e non avevo speso un attimo tempo cercando di stare con lei, cercando di capirla; così lei era la domanda più interessante per me quando ho incominciato a scrivere chi era e perchè aveva questo potere. La sua storia mi è venuta per prima e quando ho realizzato dove lei fosse per prima e cosa le succede, ho saputo che dovevo portare Cam.

Chiara: In Passion, hai scritto dei passati di Luce. Qual è stato il tuo preferito da scrivere? Perchè mi è davvero piaciuto quello ambientato in Italia!

Ahh! Anche a me piace quella in Italia, e siamo proprio qui! Amo molto quella italiana, le amo tutte, sono molto importanti per me!
Quella particolarmente emozionante per me è ambientata in Inghilterra perchè è partito tutto da quella e anche il prologo di Fallen è ambientato lì, e come nella scena di Lilith, non sapevo niente di questi personaggi, non sapevo niente delle loro morti o del loro rapporto, è tipo venuto a me come un'immagine, qualcuno che diceva addio e c'era molto sotto di quello che stavano dicendo e io ancora non lo sapevo.
E così, andare indietro e scrivere quella scena (l'ho scritta tre volte: nel prologo di Fallen, la scena dal punto di vista di Luce e poi dal punto di vista di Daniel in Passion) e vedere tutti gli strati...
La mia preferita da scrivere è stata quella sotto il punto di vista di Daniel, lui è lo spettatore e guarda sè stesso perderla e il dolore...quello è stato il momento in cui ho capito Daniel. Ci è voluto molto tempo, quasi oltre a metà della serie. Quello è il momento in cui ho realizzato del potere di ciò che lui ha passato. Lo capisco.

Io:  Mi piacerebbe sapere il messaggio che vuoi trasmettere ai lettori

Sai, ci sono un sacco di temi e concetti con cui lavoro tutto il tempo, immagini che trasmetto ancora e ancora ma sono molto cauta nell'offrire esplicitamente ai lettori qualche messaggio per un solo motivo: sono rimasta sbalordita da quanti messaggi e impressioni ho avuto dai lettori di tutto il mondo e non voglio limitarli dicendo che è su questo, questo è quello che tu dovresti trarne. Non ho mai voluto articolare il messaggio. Ovviamente è molto chiaro il fatto che io creda profondamente nell'amore e in come questo ci può trasformare e di come dobbiamo fidarci e lasciarci guidare da lui. 
Questo è tutto quello che posso dire riguardo al messaggio.

Chiara: Hai mai fatto sogni sui tuoi personaggi?

Si, moltissimi, specialmente quando arrivo alla fine della prima bozza, che per me è la parte più difficile quando scrivo. Ho davvero molta difficoltà con la prima bozza, amo revisionare e amo rileggere e sentirmi felice mentre lo faccio, ma la prima bozza può essere piuttosto stressante per me, non mi sento mai come se tutto potrebbe sistemarsi, o come se lo potessi finire, ma sogno un sacco sulle storie verso la fine, attorno alle ultime due tre settime e mi alzo nel mezzo della notte dicendo "Ho capito tutto!" e incomincio a scrivere sul mio telefono e mi alzo la mattina dopo e non ha nessun senso!

Ma hai pubblicato un sacco di libri, perciò probabilmente sai come funziona.

Si, forse c'è qualcosa che funziona nella mia mente.

Chiara: A novembre in America c'è il NaNoWriMo (National Novel Writing Month)... volevo sapere sei hai mai partecipato a quello.

Sono molto impressionata da tutti i lettori che l'hanno fatto e spero un giorno di farlo, dato che di solito cade in autunno quando  i miei libri sono usciti e io sono in viaggio promozionale...un giorno lo farò. 

Io: Magari questa domanda l'avrai già sentita un sacco di altre volte, ma volevo sapere qual è l'aspetto più bello e il più brutto del tuo lavoro.

Penso che la parte peggiore siano le prime bozze...far uscire le storie per me è davvero difficile e non diventa mai più facile ed è strano perchè so già come andranno le cose, che a metà libro incomincerò a sentirmi da schifo, ma sapere che succederà non mi aiuta. Sai penso che le persone a cui sono molto legata possano dire "Oh tu sei quasi a tre capitoli dalla fine, perchè sei sempre così quando sei a tre capitoli dalla fine".  C'è qualcosa davvero spaventoso in questo perchè io sono da sola, non condivido il mio lavoro, tranne qualche volta con il mio agente o con un amico molto stretto o con mio marito ma ancora mi sento molto isolata. Negli altri aspetti della mia vita sono molto socievole con un sacco di altre persone ma in questo è semplicemente impossibile così è, non lo so, mi sento sempre come se volessi mollare, ogni singola volta, e questa è la parte più dura: andare avanti.
La parte migliore...c'è tanto, così tanto da amare, tipo i giorni in cui funziona e penso che amo, come ho già detto, revisionare, capire quali sono i problemi e risolverli e prendere una scena che non va e portare qualcosa di un'altra scena che non va e metterle insieme e improvvisamente tutto prende vita. E' davvero eccitante ma direi anche che non stavo scrivendo intenzionalmente per un pubblico Young Adult, stavo semplicemente scrivendo una certa storia, ma incontrare i lettori che hanno letto questa storia, vedere l'entusiasmo di voi ragazzi, questo mi sprona ad andare avanti tutte quelle volte che voglio mollare tutto e penso a questo, penso a qualcuno che ho incontrato in Tennessee, Australia, e ricordare le vostre domande, ricordare a quanto voi teniate a tutto ciò... mi fa andare avanti.

Chiara: Hai detto che ti isoli molto quando scrivi, quindi la mia domanda è: scrivi a casa oppure, come vedo fare alcuni autori, ti metti in luoghi pubblici, come bar o altro?

No, non posso, ci sono troppi fattori a rischio: devo sempre essere molto controllata e mi piace la tranquillità. Lavoro a casa ma non ho molta tranquillità perchè ho due bambini che urlano. Da una parte è davvero molto bello essere in grado di stare loro intorno e andare a prendersi una pausa e poi pranzare e stare con  loro per mezz'ora ma non posso e ho un sacco di amici che scrivono e che dicono "Andiamo tutti insieme ad affittare una casa in montagna e scrivere lì" ma io non potrei mai farlo.

Sì, ho visto che l'hanno fatto da poco, tipo il mese scorso... ma non penso che potrei mai farlo.

Si, da un certo punto di vista suona romantico, andare tutti e trascorrere insieme le giornate, ma per me non è così semplice, non sono sempre pronta a uscire fuori dalla storia alla fine della giornata e parlarne, è davvero un continuo sforzo per mesi e mesi finchè non è finita: solo allora vado in montagna!

Maria  Concetta Scotto di Santillo (ndr: traduttrice dei libri della Kate): Nessuna però ha ancora parlato di Teardrop! Eppure devo dire che a me è piaciuto tanto, perchè comunque è un argomento molto diverso da angeli, vampiri...il mito di Atlantide comunque è una cosa nuova nel fantasy!

Si, credo che, non lo so... sono sempre stata interessata nel mito di Atlantide ma non ho mai saputo come sviluppare la storia ed ero interessata a storie di alluvioni e all'idea di un'apocalisse d'acqua ma non sapevo come trasformarlo nel tipo di storia che scrivo io che è qualcosa che tende al tema dell'amore e iniziai quando stavo leggendo delle cose su Atlantide e stavo finendo di scrivere Rapture ed ero in difficoltà con una scena ed ero, sai, nel mio brutto periodo e stavo pensando di mollare, stavo  piangendo e aspettavo un bambino! Mio marito non stava capendo, non mi stava ascoltando e abbiamo avuto questa lite su lui che non capiva che era la fine del mondo scrivere questo capitolo o qualsiasi cosa e stavo piangendo e lui mi guardo: con il suo dito prese la lacrima dal mio occhio e la osservò, poi la mise nel suo occhio e sbattè gli occhi, e dopo quello non abbiamo più dovuto dire niente e ho sentito che aveva capito cosa stessi passando e questa è anche la prima scena di Teardrop, questo momento in cui il ragazzo fa la stessa cosa a lei...

Io: Hai in mente qualche altro progetto?

Si, sto lavorando ad un altro progetto, non so come descriverlo, è troppo presto. E' un romanzo storico ed è ambientato nella seconda guerra mondiale ed è una storia d'amore di questi due nemici che si innamorano

Chiara: E' vero che non abbiamo parlato di Teardrop, ma non abbiamo parlato nemmeno di Princess! Puoi dirci qualcosa a proposito di questo libro?

Certo, questo è il mio primo libro, è un'adattamento del Macbeth di Shakepeare raccontato dal punto di vista di Lady Macbeth...insomma quello che succederebbe se Lady Macbeth fosse una ragazza che va alle superiori, con la determinazione nel diventare qualcuno e allo stesso tempo nascondere tutti gli errori che fa lungo la strada, così che possa continuare ad alzarsi. La gente mi chiede sempre di Fallen, se è autobiografico, se c'è qualche aspetto di me o se sono andata in questo tipo di scuola o se questo è successo anche a me. Tra tutti i libri Princess è il più autobiografico, non per quanto riguarda il narratore ma per il mondo...è molto simile alla scuola superiore che ho frequentato. Vengo da Sud e il grande Ballo di Benvenuto era il punto di svolta dell'anno e l'isteria in cui la scuola cadeva a causa di questo evento, la pazzia di alcun di noi, è tutto catturato in questo libro.
Perciò in parte sono io e in parte c'è Shakespeare.
In un certo senso questo è ciò che mi ha condotto a Fallen perchè prima di questo, la roba che stavo scrivendo era molto diretto: niente fantasy. Non ne ho mai letto molto, di fantasy. Ho scritto questo libro lavorando su Macbeth, in cui ci sono anche le streghe, perciò c'era questa specie di porta che conduceva al paranormale e così le streghe in questo libro non sono le tipiche streghe con il calderone, ma un tipo diverso connesso a qualcosa d'altro e penso che fossi molto interessata a loro più di qualsiasi altra cosa e ciò mi ha portato più profondamente nel mondo del fantasy ed è da lì che è nato Fallen.

E questo era tutto miei cari amici!! Ovviamente le figure di m**** da parte mia ci sono state, come sempre del resto (tipo perdere l'uso della parola e incominciare a parlare l'inglese con pronunce da prima elementare) ma hey! sono certa che ve lo aspettavate u.u

Colgo l'occasione per ringraziare ancora la Rizzoli e Giulia, che ci ha fornito anche una copia cartacea di Angels in the Dark, e anche Clary e Chiara, che mi hanno fatto compagnia in questo fantastico pomeriggio!!


(da notare la mia faccia che è la personificazione del disagio XD)


Questi i libri che ho fatto autografare (più Fallen che ho regalato alla mia migliore amica)


Warm Hugs xxx
Nora A.



















giovedì 25 settembre 2014

Intervista a Sofia Domino, autrice di Come lacrime nella pioggia!

hey honeys,
so che probabilmente vi siete stancati di sentire tutti i miei deliri! be’, mi spiace per voi, ma non smetterò. ora però basta ciance e presentiamovi quest’intervista!
RECENSIONE “COME LACRIME NELLA PIOGGIA” QUI.
1) Ciao Sofia! Ti va di presentarti ai lettori del blog? Certo, e grazie per avermi ospitato nel tuo blog! Mi chiamo Sofia, ho ventisei anni e vivo in Toscana. La mia più grande passione è la scrittura, ma adoro anche leggere, ascoltare della bella musica, trascorrere del tempo con la mia famiglia e i miei animali e viaggiare. Al momento sono stata in Spagna, in Francia, in Inghilterra e negli Stati Uniti, ma sogno di andare, un giorno, anche in India. Ho vissuto per un anno a Londra ed è stata un’esperienza che non dimenticherò mai, e per quanto riguarda gli Stati Uniti, sono segretamente innamorata di Los Angeles e dell’atmosfera che si respira in quella città.
2) Ora che abbiamo iniziato a conoscerti un po' meglio, che ne diresti di parlarci brevemente dei tuoi libri? Il mio romanzo d’esordio s’intitola “Quando dal cielo cadevano le stelle” e l’ho pubblicato su Lulu il 27 gennaio 2014, per la Giornata della Memoria. È ambientato in Italia, durante la Seconda Guerra Mondiale, e racconta la storia di Lia,tredicenne romana, con l’unica colpa di essere ebrea durante il fascismo e nazismo. In “Quando dal cielo cadevano le stelle”, mostro anche il 16 ottobre 1943, giorno in cui la Gestapo rastrellò il ghetto ebraico di Roma, ma non solo. Il romanzo prosegue e arriviamo ad Auschwitz e in altri campi di concentramento. Ammiro moltissimo il personaggio di Lia e la sua positività e ci tengo molto a scrivere una frase che lei ripete spesso durante il romanzo; “La vita è meravigliosa, non smettiamo mai di amarla”.
Il mio secondo romanzo, “Come lacrime nella pioggia”, accende i riflettori sulle condizioni di vita delle donne in India, sulla violenza sulle donne ma anche sulla loro forza. Il romanzo è diviso in tre parti e la prima e l’ultima sono raccontate da Sarah, ventiduenne americana, appassionata di fotografia, mentre la seconda è raccontata da Asha, quindicenne indiana venduta in sposa dal padre. Oltre a mostrare la triste realtà delle donne in India, il libro mostra anche l’importanza di un’amicizia pura, vera, come quella che nasce tra Sarah e Asha.
“Come lacrime nella pioggia” è leggibile gratuitamente e per richiedere il pdf basta inviarmi un’email a sofiaromanzo@yahoo.it
Inoltre,supporta Amnesty International, che da oltre cinquant’anni difende i diritti umani nel mondo.
Per aiutare le donne dell’India, ho anche lanciato una petizione su Change.org,indirizzandola al governo indiano. Firmare la petizione è veloce e gratuito.
https://www.change.org/p/to-the-governors-of-india-take-action-to-stop-sexual-harassment-and-to-protect-women-and-children-in-india
Grazie, con tutto il cuore, da parte e mia e da parte delle donne dell’India.
3) Quando hai iniziato a scrivere Come lacrime nella pioggia? E cosa lo ha ispirato? Ho cominciato a scrivere “Come lacrime nella pioggia” circa un anno e mezzo fa. Ricordo che non sapevo che quello sarebbe stato il mio secondo romanzo, che avrei scritto un libro su questo tema e neanche che, un giorno, lo avrei fatto uscire. Ammetto che non ne sapevo molto della condizione delle donne in India ma un giorno, casualmente, navigando su Internet mi sono imbattuta in alcune fotografie che ritraevano gruppi di donne indiane impegnate a manifestare. Tenevano i cartelli alzati e nei loro sguardi era leggibile la voglia di dire basta. Subito quelle immagini mi hanno colpita, e così mi sono informata. Stavano manifestando per i loro diritti e contro gli ultimi casi di stupro e violenza. Giorno dopo giorno ho appreso sempre più informazioni. L’India ha una cultura e una mentalità molto complessa, ed è stata definita dalle Nazioni Unite il Paese peggiore in cui nascere donna, in cui i casi di violenza sono in costante crescita e la persecuzione per una bambina comincia ancora prima della sua nascita. In nazioni come l’India parliamo anche d’infanticidio, aborti selettivi, feticidio femminile, omicidi per dote e mortalità materna. Inoltre, si stima che circa ogni 20 minuti una donna sia vittima di stupro.
Non potevo rimanere indifferente a tutto questo. Ho raccolto testimonianze di ragazze indiane, studiato lo stile di vita in India, letto informazioni e cercato i pareri dei viaggiatori che sono andati in India. Ho scritto “Come lacrime nella pioggia” solo dopo aver fatto numerose ricerche e la mia ispirazione sono state proprio loro, le donne dell’India.
4) Oltre a Come lacrime nella pioggia hai scritto anche Quando nel cielo cadevano le stelle, libri con tematiche serie e profonde; come mai hai scelto questo genere per dei libri? Adoro scrivere libri che mi emozionano, e scrivere romanzi che prendono spunti da realtà del nostro passato, o presente, in cui posso aggiungere una trama, decidere i personaggi da inserire e molti altri ingredienti. Tutto ciò mi permette di raggiungere a un livello emotivo che, altrimenti, non raggiungerei mai. Prima di capire che questo è il genere che preferisco scrivere mi sono cimentata anche in altri generi, ad esempio il fantasy, ma poco dopo ho capito che non era adatto per me. Solo scrivendo di argomenti accaduti nel nostro passato, o presente, allora riesco a esprimermi al meglio, perché tengo moltissimo ad accendere i riflettori su delle verità dimenticate, o nascoste.
5)So che stai gestendo un sito chiamato Un ponte per Anne Frank, che ne dici di parlarcene un po'? Lo faccio con molto piacere. Sono sempre stata interessata all’Olocausto, tanto da averci scritto il libro “Quando dal cielo cadevano le stelle”. Ed è stato proprio grazie a “Quando dal cielo cadevano le stelle”, e a tutte le ricerche che ci sono dietro la stesura del libro, che ho avuto modo di avvicinarmi ancora di più all’Olocausto, alle varie testimonianze e alla cattiveria dell’uomo. In una delle testimonianze che parlava della liberazione del campo di concentramento di Auschwitz, ricordo ancora che i prigionieri, sfiniti, disorientati ma ancora capaci di sperare, chiedevano una sola cosa “Non dimenticateci”. Adesso, quasi mi sento responsabile per quelle parole, per i sogni di coloro che sono morti dietro il filo spinato dei lager nazisti. UN PONTE per ANNE FRANK, tramite gli ideali di Anne Frank, incoraggia a non dimenticare uno dei lati più bui della nostra Storia, promuove la pace e il rispetto verso il prossimo e vuole cancellare ogni forma di discriminazione, violenza, razzismo, ingiustizia e intolleranza. Nel mio sito inserisco interviste rilasciate da fondatori di organizzazioni che trattano la mia stessa tematica, oppure testimonianze esclusive rilasciate da sopravvissuti all’Olocausto, ma non solo. Ci sono anche numerosi progetti e iniziative aperti a tutti. Inoltre, ho anche l’enorme piacere di essere in contatto con Buddy Elias, cugino di Anne Frank e ultimo membro della sua famiglia ancora in vita, e lui supporta pienamente gli ideali di UN PONTE per ANNE FRANK. Ci tengo moltissimo a condividere tutto questo con te e con i lettori del tuo blog, per lottare insieme per un mondo migliore. Per visitare il sito; www.unponteperannefrank.weebly.com
Oppure, vi invito a cliccare “mi piace” sulla pagina Facebook: http://www.facebook.com/unponteperannefrank
Grazie!
6) Hai altri progetti nel cassetto? Oppure non credi di pubblicare altri libri, in futuro?Scrivere è la mia più grande passione, e non potrei mai vivere senza. Nonostante gli impegni di UN PONTE per ANNE FRANK, sto anche pensando a un nuovo libro. L’idea è ferma nella mia testa da mesi, ma proprio in questo periodo ho cominciato a fare i vari appunti e le varie ricerche. La strada è ancora lunga, ma sento che un mio nuovo libro sta nascendo, e amo ogni lato di tutto questo. Fare appunti, scrivere il testo, correggerlo, pubblicarlo e promuoverlo. Sono emozioni meravigliose.
7) Com'è nata la tua passione per la scrittura? E quando hai deciso di scrivere il primo libro? La mia passione per la scrittura è nata in maniera molto naturale, senza che me ne rendessi conto. Credevo fosse normale avere sempre una penna in mano, oppure andare a scuola e aspettare con ansia l’ora d’italiano per scrivere dei lunghi temi. Ho cominciato a scrivere all’età di sette anni, prima riempiendo quaderni, poi usando la macchina per scrivere e, infine, passando al computer. Verso tredici anni il mio interesse per la scrittura si è fermato sulla scelta di tematiche più profonde e complesse. Ricordo ancora alcuni dei romanzi che scrissi a tredici anni, che parlavano nella vita nel Bronx, di bambini malati di cancro oppure ambientati in luoghi come Ciudad Juarez… Nonostante questo, però, verso quindici anni decisi che la mia passione era un’altra e mi dedicai anima e corpo al mondo dello spettacolo. Volevo diventare un’attrice affermata ma, dopo varie esperienze in teatro e in televisione, ho capito che quello non era il mondo per me e che potevo esprimermi meglio in altri modi, e così sono tornata alla scrittura.
8) Sto vedendo che ci sono molti blog che parlano di te, è stato importante internet per sostenere i tuoi progetti? Internet per me è stato più che importante. Grazie a Internet, ai social network e al meraviglioso supporto che ho ricevuto da parte di blog come il tuo, da parte di siti dedicati ai libri e anche dai giornali, ho potuto far conoscere i miei libri e i miei progetti e niente di tutto questo è scontato. Se prima di pubblicare il mio romanzo d’esordio ero un po’ reticente e pensavo che nessuno, neanche un blog, si sarebbe interessato a una nuova scrittrice emergente, adesso ho cambiato completamente modo di vedere le cose e sono talmente contenta del supporto dei blog e dei miei lettori che non mi stancherò mai di ripeterlo.
9) Cosa consigli ad un aspirante scrittore che desidera pubblicare il suo libro? Sicuramente consiglio di non affrettare il tempo. Scrivere è meraviglioso, ma prima di pubblicare un libro ogni scrittore deve valutare molte cose. Per quanto mi riguarda, non pubblicherei mai un romanzo in cui non credo al 1000%. Solo dopo aver scritto una trama che m'ispira, che mi fa provare dei brividi, che mi stimola e che mi piacerebbe leggere, allora posso cominciare a pensare di pubblicarlo. Prima, però, ci sono da fare numerose cose. Nonostante la voglia di pubblicare un libro, è essenziale fare un editing accurato, e non soltanto una volta. Dopo varie riletture allora possiamo iniziare la promozione. Io sono molto fortunata perché anche mia sorella ama scrivere, e prima di pubblicare dei nuovi romanzi ce li facciamo leggere reciprocamente, anche per darci consigli. Inoltre, se uno scrittore si avventura in uno storico, o comunque scrive libri che hanno bisogno d'informazioni, consiglio vivamente, prima di sedersi e d’iniziare a scrivere, di fare numerose ricerche e di raccogliere ogni sorta d’informazione, anche la più piccola informazione può fare la differenza e arricchire il testo.
Un altro consiglio che voglio dare, è quello di non scrivere per la fama! Io scrivo per la gioia di farlo, non per diventare famosa. Sappiamo tutti come gira il mondo e che per uno scrittore emergente essere preso da delle grandi case editrici e guadagnare sulle vendite nella maggioranza dei casi rimarrà soltanto un sogno, questo, però, non ferma la passione che nutro nei confronti della scrittura. Scrivete con il cuore e per passione, e non lasciatevi influenzare dagli stili del momento. Se attualmente fanno successo i fantasy, o gli erotici, questo non vuol dire che ogni scrittore debba tuffarsi in quei generi. Ognuno deve trovare la propria strada, e andare avanti, senza fermarsi mai. Anche se delle volte pubblicare un libro sembra difficile, poi le soddisfazioni saranno enormi.

10) Siamo arrivati alla fine dell'intervista, spero che ti sia piaciuta! Che ne dici di salutarci con la tua frase preferita, che sia essa di un libro, canzone, poesia o altro?Grazie di cuore per la bellissima intervista, è stato davvero un grande piacere essere qui!
Concludo con una frase che mi piace molto e che, anche se non è la mia preferita (sono molte le frasi che mi piacciono) tengo molto a condividere con voi tutti. Si tratta di una frase di Amelia Earhart e che può essere perfetta per molte esperienze, non solo per il volo. Anche, ad esempio, quando uno scrittore decide di pubblicare un libro…
“Volare potrebbe non essere tutto rose e fiori, ma il divertimento di per se stesso vale il prezzo!”

che ne dite? vi è piaciuta l’intervista? devo dire che mi ha fatto commuovere! se fossi in voi darei una possibilità a questi due libri!









sabato 13 settembre 2014

Intervista a Giulia Rizzi!

Buon pomeriggio Honey, io sono molto emozionata! Questa è la mia prima intervista, cavolo!
Oggi conosceremo un po' meglio Giulia Rizzi, autrice del self-published Praemonitus - L'ombra del destino (cliccate per leggerne la recensione).
Allora, prima di iniziare con le domande riguardanti il libro, che ne dici di parlaci brevemente della Giulia Rizzi che conoscono tutti? 
Dunque, la Giulia che conoscono tutti ha stressato per mesi amici e parenti, sottoponendoli alla lettura forzata di Praemonitus! Scherzi a parte, lavoro nel settore della prima infanzia e, nel tempo libero, amo leggere e scrivere. Mi piace cucinare per gli amici! Quando capita faccio le cose in grande, dall'antipasto al dolce! Gli ospiti escono di casa rotolando! Vivo con Enrico, il mio ragazzo, e Cipria, una gatta di cinque mesi.
Il tuo libro è un fantasy tradizionale, come mai hai scritto un libro di questo genere letterario?
Trovo che il genere fantasy possa essere “un'arma a doppio taglio” per un aspirante scrittore, perché se da un lato permette di dare libero sfogo alla creatività, dall'altro può facilmente sfuggire