giovedì 4 agosto 2016
Recensione: "Per sempre estate" di Fay Camshell
giovedì 7 aprile 2016
Recensione: L'incastro (im)perfetto di Colleen Hoover
"Scusa," borbotto "avevo sete." Miles si gira verso di me e si appoggia con la spalla al frigo, incrociando le braccia al petto. "Non m'interessa se bevi il mio succo, Tate." Oh, wow. Una frase stranamente sexy. [??COSA??]
giovedì 24 settembre 2015
Recensione: L'Importanza di chiamarsi Cristian Grei, di Chiara Parenti
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lunedì 20 luglio 2015
Anteprima: "Un indimenticabile disastro" di Jamie McGuire.
giovedì 25 giugno 2015
Un'estate contro | Katie McGarry
Oggi sono qui per parlarvi di questo libro molto carino che ho letteralmente divorato in un giorno ^-^ Senza perdere tempo in chiacchere vi lascio subito alla recensione :D
lunedì 9 marzo 2015
Recensione: Da quando non ci sei di Anouska Knight
Dopo un’altra mia lunga assenza, ho deciso di tornare con la recensione di un libro che mi è davvero piaciuto –una storia semplice ma per niente banale.
Voto:
Titolo: Da quando non ci sei
Titolo originale: Since You’ve Been Gone
Autrice: Anouska Knight
Editore: Harlequin Mondadori
Traduzione: Chiara Alberghetti
Data pubblicazione: 10 Febbraio 2015
Pagine: 396
Prezzo: 10,90€
Holly lavora in una pasticceria, chi meglio di lei potrebbe sapere che la vita è fatta a strati, proprio come una ricca torta? Ma a quanto pare non lo sa e dopo una tragedia che le ha sconvolto la vita, si è rifugiata in una serena e pacata quotidianità, dedicandosi solo alla sorella e agli amati dolci. Finché un giorno, consegnando una torta, incontra Ciaran Argyll. I due sono agli antipodi, ma l’attrazione non bada a certi dettagli. Ciaran le commissiona i dolci per una festa elegante che si terrà in un locale alla moda dove anche Holly è invitata e, a quanto pare, da quel momento non riescono più a stare lontani, nonostante i tabloid e un passato ingombrante per entrambi. Ma in fondo si può stare bene insieme anche se si è diversi come la panna e il cioccolato.
Da quando non ci sei, di Anouska Knight, ha scatenato in me sentimenti molto diversi e soprattutto contrastanti. Una parte di me gli vorrebbe dare subito 5 stelline, senza neanche pensarci, un’altra gliene darebbe al massimo due. Questa storia è qualcosa che non si dimentica. Sul serio. E se non fosse per alcuni dettagli gli darei veramente cinque stelle.
Holly è una giovane pasticcera (molto brava anche nel fare pasticci, di altro tipo però), la quale ha perso il marito pochi mesi dopo essersi sposata. E già da qui cominciano i miei dubbi sulla mia –e probabilmente anche sua- bipolarità. Lei è indecisa, ama il marito defunto ma anche Ciaran. E chiariamoci: Charlie non si dimentica. Proprio come Rose non ha dimenticato il suo amato nel Titanic, anche dopo moltissimo tempo, sono sicura che neanche Holly riuscirà mai a dimenticare Charlie. E se l’autrice avesse fatto diversamente sarei rimasta molto delusa. Allo stesso tempo, però, un argomento così delicato mi ha suscitato diverse emozioni: da una parte ero addolorata per ciò che stava passando Holly, la capivo e la capisco ancora ora, ci sono passata. Dall’altra, però, ero arrabbiatissima, avrei voluto gridarle di iniziare a vivere di nuovo. Perché da quando il suo Charlie è morto, lei rimane immobile, e forse è proprio lei a volerlo, di fronte allo scorrere della vita e degli avvenimenti. Ma in fondo non è colpa sua, se la vita è stata così ingiusta con lei.
Conosce Ciaran dopo un’ordinazione stranissima, e i due molto presto faranno amicizia. E diciamolo, la storia è leggermente stereotipata. Lei che non vuole innamorarsi del ricco e strafigo ragazzo, lui –donnaiolo e con un passato tremendo alle spalle- che tenta in tutti i modi di sedurla. Però… be’, nella sua banalità Da quando non ci sei risulta unico. Sì, perché l’autrice è stata capace di prendere questo schema ormai fisso e di dargli un tocco di grazia ed eleganza –non certo come i romanzi che vanno di moda adesso!- creando un mix di fascino, dolcezza e allo stesso tempo delicatezza. Non che non ci siano scene spinte, anzi. Però, a differenza dei tanti erotici ormai in voga, l’autrice è riuscita a dosarli in modo più che appropriato, e soprattutto di non rendere i protagonisti dei semplici cani in calore. Ecco, l’ho detto.
E anche Ciaran, nonostante sembri il solito ragazzo sciupafemmine, stereotipato over 1000%, in realtà è un personaggio che farà breccia anche nei cuori più duri e negli animi dei lettori più esigenti. Perché, a differenza dei ricchi milionari boyfriend libreschi che ereditano soldi dal papino, prima di tutto lui i soldi li guadagna. E a differenza degli stessi ricchi milionari ossessionati dal sesso (ehm… Christian Grey, ad esempio?), lui comunque si comporta in modo bellissimo, dolcissimo e carinissimo (e tantissimi altri –issimo che non mi vengono in mente) con Holly. Prima di tutto non le fa pressioni, non cerca di saltarle addosso alla prima occasione, e forse per la sua cattiva fama sulle riviste, è anche abbastanza discreto. Quindi mi spiace, qui non troverete nessun aereo privato o costose automobili.
Dopo un lunghissimo periodo nel quale Holly rifiuta qualsiasi sentimento che prova per Ciaran (altra cosa che a dir la verità non ho poi apprezzato così tanto, perché era più che evidente che lei provasse qualcosa per lui, e mi è sembrato piuttosto snervante), decide di vivere serenamente la sua vita in santa pace, amen. No, scherzo, il “processo” (non mi vengono altri termini per definirlo, scusate) di accettazione dei suoi sentimenti è più che difficile, ed è qui che faremo la conoscenza di una simpatica vicina leggermente ficcanaso, ma che dispensa saggi consigli.
Passando alla protagonista, penso che se non fosse stato per lei sarei riuscita a dare cinque stelle a questo libro. E non lo dico perché ha impiegato tantissimo tempo per ammettere i suoi sentimenti, perché con un passato come quello era il minimo. Ma lo dico perché –lo si capisce dai suoi comportamenti- è un personaggio fin troppo stereotipato.
E qui torniamo allo stesso punto di prima: ho amato e odiato questo libro insieme, e sarò sincera con voi: se avete veramente tanta pazienza con le protagoniste leggermente immature ve lo consiglio, sennò… anche! Non potete perdervi questa dolcissima storia, che –anche se con qualche difettuccio- vi conquisterà all’istante.
Voto:
venerdì 6 febbraio 2015
Nuove anteprime Harlequin Mondadori per un San Valentino coi fiocchi!
Ah, San Valentino, la festa degli innamorati. Uscire con il proprio partner, una cena romantica, un pacco di cioccolatini in regalo… MA, per quelli e quelle che il partner non l’hanno, non c’è motivo di scoraggiarsi! Infatti, proprio nel periodo più dolce dell’anno, la Harlequin Mondadori ha deciso di pubblicare tanti nuovi libri, per un San Valentino dolce o… bollente. Entrambi disponibili dal 10 Febbraio, sto parlando di Da quando non ci sei, di Anouska Knight, che cover più dolce non poteva averla sul serio (letteralmente!) e Voglio tutto di te, adatto ad un pubblico di adulti, per i veri amanti di 50 Sfumature di Grigio. La scelta c’è, sta a voi scegliere il romanzo più adatto ai vostri gusti!
Titolo: Da quando non ci sei
Autrice: Anouska Knight
Editore: Harlequin Mondadori
Data pubblicazione: 10 Febbraio 2015
Prezzo: 10,90€
Holly lavora in una pasticceria, chi meglio di lei potrebbe sapere che la vita è fatta a strati, proprio come una ricca torta? Ma a quanto pare non lo sa, e dopo la morte del marito si è rifugiata in una serena e pacata quotidianità, dedicandosi solo alla sorella e ai dolci. Finché un giorno, consegnando una torta, incontra l'enigmatico Ciaran Argyll. Le loro vite sono agli antipodi, ma l'attrazione non bada a certi dettagli. Lui le commissiona i dolci per una festa elegante che darà a casa propria, e Holly e il suo socio sono invitati, per poter incontrare un'altra cliente, interessata a ingaggiarli.
Ciaran e Holly a quanto pare non riescono a stare lontani, nonostante i tabloid e un passato ingombrante per entrambi.
Ma in fondo si può stare bene insieme anche se si è diversi come la panna e il cioccolato.

Autori: Maisey Yates, Caitlin Crewa, Kate Hewitt
Titolo: Voglio tutto di te
Editore: Harlequin Mondadori
Data pubblicazione: 10 Febbraio 2015
Prezzo: 14,90 €
Tradimenti, scandali, bollente sensualità. Signore e signori, ecco il romanzo perfetto. Non voglio farti del male, ma quando saremo in quella stanza, avrò quello che voglio. Sesso, denaro, potere, un cocktail che tutti vorrebbero assaporare. Austin, Hunter e Alex, affascinanti e pericolosi, sanno esattamente ciò che vogliono e come ottenerlo. Rampolli della New York che conta, in cui il lusso e i privilegi, così come il sesso senza tabù sono all'ordine del giorno, per anni ne hanno gustato il sensuale e inebriante aroma, sino a quando qualcosa di imprevisto e sconvolgente non ha stravolto le loro vite e le loro certezze. Il passato non si può più cambiare ma il futuro sì. E se questo significa continuare a bere quel cocktail di sesso e potere, loro sono pronti a farlo. Chi sono le donne che li accompagneranno in questa discesa agli inferi, dove la passione erotica si spinge oltre ogni limite? Katy, Zoe e Chelsea sono le prescelte, ma saranno disposte a soddisfare la bollente sete che divora i tre uomini? Se sì, niente sarà più come prima.
Anteprima: Edizione Straordinaria di Michael Murphy
Come ha già anticipato la Dreamspinner Press sul suo sito, in questo periodo sono tantissimi i libri che verranno pubblicati! E io, amante indiscussa di quei libri, non potevo non segnalarvelo. Edizione Straordinaria, di Michael Murphy, arriverà in Italia il 3 Marzo 2015, tra non molto tempo, quindi. Be’, devo dire che questo libro sembra non poco interessante, eh, se fossi in voi un pensierino ce lo farei.
Titolo: Edizione Straordinaria
Titolo originale: Breakins News
Autore: Michael Murphy
Pagine: 187
Copertina: Adrian Nicholas
Traduttore: Victor Millais
Pubblicaizone: 3 Marzo 2015
Coleman Young ha sacrificato la sua vita privata per raggiungere il suo obiettivo professionale: diventare il corrispondente principale del suo canale televisivo alla Casa Bianca. Mentre le altre persone della sua età sono sposate, hanno figli e delle vite private, Cole ha solo il suo fedele cane Riley e sta in un armadio solitario, così la sua produttrice assume un organizzatore di incontri per aiutarlo a trovare l’uomo perfetto.
Costretto a un cambiamento radicale – uscire dal lavoro a un orario ragionevole e prepararsi per il suo primo appuntamento – Cole resta scioccato quando entra in casa e trova qualcuno: Marco, lo studente universitario che si occupa delle passeggiate e del cibo di Riley. Peccato che l’organizzatore non gli abbia programmato un appuntamento con quel giovane dolce, premuroso e terribilmente carino: gli avrebbe risparmiato una sfilza di cene disastrose. Ma Cole non sa se Marco sia gay e non è sicuro di come chiederglielo.
Poi scoppia la più sensazionale notizia di cronaca dell’annata politica e Cole ha l’opportunità unica di prendere posizione: questo potrebbe rovinargli la carriera e forse costringerlo a dichiararsi.
E voi, cosa ne pensate? Vi intriga, o per voi è solo un altro romanzo stereotipato (per esempio)?
martedì 3 febbraio 2015
Recensione: Il mio principe è una lei di Martina Paroli
Honeys cari, dopo una settimana di assenza dal blog (giustificata direi, la scuola mi sta consumando: siamo forse l’unico Istituto sul pianeta a fare le “prove parallele” e non chiedetemi cosa sono perché non lo so neanche io), ho deciso di tornare con la recensione di un libro che mi è veramente, ma veramente, ma veramente piaciuto, anzi, che ho amato, direi. Le letture di questo nuovo 2015 mi stanno tutte sorprendendo piacevolmente, speriamo che continuino così!
Voto:
Autrice: Martina Paroli
Titolo: Il mio principe è una lei
Editore: BookSprint Edizioni
Prezzo (ebook): 4,99€
Prezzo: 12,50€
Pagine: 178
“La sensazione era simile a quella che si prova quando si è sul punto di svenire, ma anche al modo in cui la mente gestisce il risveglio dei sensi alla mattina. Mi sentivo nascere e morire allo stesso tempo. Congelare e bruciare. Respirare e perdere il fiato. L’intero sentimento era un ossimoro in sé.” Jessica, appena uscita dall’adolescenza, si trova a dover affrontare una parte di sé a cui aveva sempre negato l’esistenza, a causa dell’incontro con la tenebrosa e magnetica Samantha. Questa temporalesca estate accompagnerà Jessica nel suo percorso di consapevolezza, nel quale odio e amore, luce e buio, paura e coraggio si intrecceranno sino a fondersi nei colori dell’arcobaleno, scacciando dubbi, timori e pregiudizi dal suo cuore.

Non potete non concedermelo, in questo periodo io e Nora stiamo facendo un lavoro superbo! Sì, su-per-bo. Ad ogni modo, è anche merito degli autori e dei loro fantastici libri! Fantastico proprio come questo, ad esempio. Ad attirarmi, oltre al titolo, è stata la cover, così strana e affascinante al tempo stesso; uno dei casi in cui c’è da lodare l’editore. Ma nonostante la copertina sia così spumeggiante, il contenuto è leggermente più soft, cosa che lo rende però anche più emozionante, quindi buon per me.
Unica pecca è che la storia è fin troppo breve, ma questo è anche un suo punto di forza: l’autrice ha saputo fermarsi, cosa che non si può dire degli autori bestseller che invece fanno serie di 40 libri. Meglio poco, ma buono. E oltre a qualche errore, qualche minuscolo errore qua e là, la lettura risulterà molto piacevole ed emozionante. La mia vena romantica ogni tanto prende il sopravvento, ed anche adesso, con Il mio principe è una lei, è successo. Non trovo una parola per descrivere la fantastica e dolcissima storia tra Sam e Jessica, perché in effetti non si tratta solo di questo: l’autrice ha saputo dare quel tocco realistico al libro, affrontando non solo la prima vera e propria storia d’amore della protagonista, ma anche tutti i problemi che ne scaturiscono. E ammetto che questa storia mi ha anche fatto commuovere, perché è come se l’avessi vissuta io, in prima persona. Perché Jessica è una protagonista adorabile, quasi quanto Sam, ma allo stesso tempo nasconde più segreti di lei. E datele torto, poverina: vede la sua vita completamente rivoluzionata nel tempo di un battito di ciglia –o di un bacio. Perché, come sappiamo tutti, prima di poter amare gli altri è necessario amare se stessi, cosa che Jessie all’inizio proprio non riesce a fare. E questa parte è forse la più realistica del libro. Vivere in un piccolo paese bigotto (e omofobo), crescere in una famiglia all’antica e scoprire tutt’in una volta di essere gay… ammettetelo, non è facile, e solo le persone che ci sono passate possono capirlo. Ed è questa, e non mi stancherò mai di ripeterlo, la cosa che ho apprezzato di più: questo libro sembra la mia vita, storia d’amore struggente a parte. Anzi, se la mettiamo sotto questo punto di vista, devo dire che Jessica è stata molto, ma molto fortunata a trovare Sam, e viceversa. Ma ora basta parlare di lei, e parliamo della sua dolce metà, Sam. Anche lei è un personaggio che ammiro, perché nonostante la “corazza” che sembra proteggerla, sotto sotto anche lei ha un cuore d’oro e sensibile. Ed è semplicemente reduce della vita: ti pone delle sfide, alcune volte troppo difficili, ed è normale costruirsi questa barriera intorno, per proteggersi.
Oltre a questo, però, vivremo anche la paura che ciò che sta accadendo si sappia in giro, e anche qui la storia diventa terribilmente realistica: oltre alla vergogna che si può provare all’inizio, anche la paura (“E se i miei genitori lo scoprono? E se lo dice a qualcuno?) è resa tremendamente bene. La vera e propria fortuna di Jessica, è di essere circondata da persone terribilmente comprensive: eccetto qualcuno, tutti, dalla sua amica al migliore amico di Sam, l’accettano. Come se non bastasse, ha anche un alleata in più, mi riferisco alla madre di Sam (che mi ricorda terribilmente la mia, e che perciò non è potuta non diventare da subito uno dei miei personaggi preferiti), che si rivela comprensiva, ma anche protettiva nei confronti della figlia, e che allo stesso tempo aiuterà Jessica a uscire dall’armadio, quell’armadio che tutti, prima o poi, dobbiamo abbattere, anche se l’impresa non si rivelerà mai semplice come vorremmo.
sabato 24 gennaio 2015
Tripla Recensione: Odyssea #1 #2 #3 di Amabile Giusti
Honeys cari, dopo due giorni di assenza dal blog ho deciso di tornare con voi con la recensione che vi avevo promesso. Che mi siano piaciuti, anzi, che abbia veramente amato questi libri, direi che è un eufemismo. Certo che no: io vivevo per quei libri. Avete presente quando niente importa, quando vi svegliate con quel pensiero fisso e andate a letto con la stessa sensazione? “Devo leggerlo, non importa nient’altro.”
Autrice: Amabile Giusti
Titolo: Odyssea Oltre il Varco Incantato (Odyssea #3)
Prezzo: 5,99€ (ebook)
Editore: Baldini&Castoldi
Data di pubblicazione: 31 Ottobre 2013
Se potesse, Odyssea, sedici anni e nessuna bellezza, chiederebbe molte cose a sua madre. Ad esempio perché da anni sono costrette a vivere come fuggiasche, senza una meta, una casa stabile e, soprattutto, senza un padre. Finché in una tiepida notte d'estate, attraversando un varco incantato nascosto nel bosco, sua madre la riporta a Wizzieville, dove è nata, e lei scopre di appartenere a una cerchia di persone speciali, dotate di rari poteri. Incredula, Odyssea si immergerà in un mondo intriso di magia, dove ogni esperienza - per lei che è sempre vissuta lontano da tutto e da tutti - ha il sapore della prima volta, ma si accorgerà presto, suo malgrado, che dietro la facciata idilliaca e fatata di Wizzieville brulica il Male. Un nemico sanguinario - lo stesso che ha ucciso suo padre dodici anni prima - perseguita la sua famiglia da generazioni ed è tornato sotto mentite spoglie per attuare il suo crudele disegno. Mentre la paura di non essere in grado di gestire i propri poteri arriverà a farle rimpiangere la vita fuori di lì - senza amicizie, né legami né radici - e a temere per l'incolumità di chi ama, terribili, inconfessabili incubi la assaliranno come artigli di un doloroso passato. Come se non bastasse, l'amore la coglie di sorpresa. Il misterioso e impavido Jacko, un giovanotto di poche parole che, a differenza di tutti gli altri, la tratta senza solennità e cerimonie, entra nella sua vita e devasta il suo cuore inesperto. Ma come mai tutti lo temono e lo disapprovano?
Titolo: Odyssea Oltre le Catene Dell’Orgoglio
Autrice: Amabile Giusti
Prezzo: 2,99€ (ebook)
Pagine: 477
Sopravvissuta allo scontro all’ultimo sangue con il suo nemico mortale, Odyssea si è ormai ambientata nella cittadina nascosta oltre il Bosco di Confine. Dopo anni di peregrinazioni ha finalmente una casa e una famiglia.
Alle prese con le regole della Scuola Superiore di Magia Applicata, si immergerà nella vita che non ha mai avuto, facendo l’esperienza dell’amicizia, del confronto coi compagni, con gli insegnanti. Ma qualcuno trama nuovamente nell’ombra. Qualcuno che si nasconde tra le persone dall’apparenza innocua che la circondano e che non esita a eliminare ogni possibile impedimento alla realizzazione di un macabro obiettivo finale: uccidere lei.
Perseguitata da un’oscura presenza, Odyssea dovrà misurarsi ancora con il Male, imparando a proprie spese cosa vuol dire crescere. E mentre la vita andrà avanti, con i misteri e le sorprese di un mondo stregato che le permette di aggrapparsi all’illusione di essere una ragazza normale – tra castelli e balli di corte, draghi e unicorni, incantesimi e filtri magici, spettri ed elfi, gite scolastiche ed esami– capirà che non può sottrarsi al suo destino di vittima predestinata. Come non può sottrarsi all’amore.
Jacko O’Donnell, bello e scontroso da fare male, come un fiume in piena che ormai le scorre nelle vene, travolgerà gli argini della sua innocenza e del suo cuore, rischiando quasi di perderla, pur di non sciogliere le catene dell’orgoglio che gli impediscono di ammettere che è lei che vuole.
Fino ad arrivare al feroce epilogo dal quale sarà difficile uscire vivi.
Titolo: Odyssea Oltre i Confini del Tempo
Autrice: Amabile Giusti
Prezzo: 2,99€
Pagine: 672
Odyssea non riesce a pensare ad altro: Jacko è partito, abbandonando Wizzieville per andare nel Mondo-Altrove, senza dire se e quando tornerà. Neppure l’inizio dell’ultimo anno scolastico e la vicinanza dei suoi amici, valgono a distoglierla dalla nostalgia che le avvelena l'anima. Né ci riesce la certezza che Squartavene, il mostro più efferato che la storia ricordi, sia in agguato, pronto a pugnalarla alla schiena per impedire che si avveri la profezia che lo vedrà sconfitto per sempre.
Disillusa da un futuro che sa di menzogna, Odyssea cercherà di vivere, nonostante tutto, e forse una nuova affascinante conoscenza dagli occhi verdi potrà aiutarla a dimenticare, facendo battere il suo cuore sepolto.
Ma è davvero capace di rinunciare a quell’amore così assoluto?
Sulle tracce del complice di Squartavene, Odyssea sarà costretta a percorrere strade difficili e tortuose che la condurranno ancora dinanzi al Male. Strade che le sveleranno il doloroso e scottante passato di Jacko, e la porranno di fronte a molti altri inquietanti interrogativi: chi ha liberato Hilda Strawberry dal Maniero di Blackhole? Chi è l’uomo misterioso che spia il figlio di Hilda e Pericle, l’erede di Squartavene, nell’orfanotrofio che lo ospita? Cosa nasconde il Muro di Scarabei nel Quartiere a Est che ha respinto Jacko con efferata violenza e sembra invece attrarre lei come un potente richiamo?
Odyssea sa solo una cosa: il suo nemico mortale le dà la caccia. E stavolta è più subdolo e più feroce che mai.
Un terzo volume ricco di eventi, ancora più intenso e drammatico dei precedenti, più nero e spietato, in cui Odyssea dovrà vedersela con straordinarie esperienze, tra grifoni domestici e folletti fantasma, notti di Halloween e scope volanti, baci rubati e cuori frantumati, cupe galere e case maledette, malinconici arrivederci e disperati addii che rischieranno di spezzare definitivamente il suo spirito.
Il terzo volume della saga magica dedicata a Odyssea Bennet e al suo contrastato amore con Jacko.
Come già sapete, come vi ho ripetuto un milione di volte, come vi ripeterò altre mille, di volte: Odyssea è una serie unica. E’ raro, se non quasi impossibile, trovare quel genere di libri che ti entrano dentro e non ti lasciano più. Quei libri che sembrano veri, quei libri che ti fanno soffrire se il protagonista soffre, e ti fanno ridere, gioire, piangere insieme a lui. Ecco, Odyssea è uno di quelli.
Iniziamo la serie con un’Odyssea triste, che viaggia da un posto all’altro senza neanche sapere il perché, con la madre assente e distante. Un giorno accade qualcosa che spinge sua madre a scegliere di abbandonare il Mondo Altrove (il mondo umano) per andare a Wizzieville, la città dove Odyssea aveva vissuto fino alla morte di suo padre, causata dal temibile Squartavene. La magica città che la accoglie, per Odyssea, è qualcosa di completamente nuovo: per la prima volta ha una casa e non deve più spostarsi da un luogo all’altro, senza meta. Odyssea inizia a vivere la vita da normale adolescente che tanto voleva, insieme alla madre, la nonna, Joyce e Percival. Peccato che di normale, Odyssea non abbia niente: una bambina che da sola riesce ad annientare un uomo –sempre se tale si può definire, perché di umano non ha niente- impresa che aveva provocato la morte di molti, ammettetelo, non è normale.
Nella nuova città, Odyssea conosce nuove persone, alcune simpatiche… altre meno. E poi c’è Jacko, i capelli scompigliati, gli occhi dello stesso colore degli aghi di pino, e un carattere alquanto scontroso… e confessatelo, anche voi avete pensato all’inizio: “Che stronzo!”. Ma al cuore non si comanda, diceva qualcuno, e per la prima volta Odyssea si innamora. Una sensazione così nuova per lei, così bella. E sarà proprio insieme a Jacko che Odyssea vivrà cento e una avventure. Perché il mostro che le aveva rovinato la vita è tornato, e vuole lei. Senza sapere di chi fidarsi, traditori in ogni dove, Odyssea può contare solo su una persona: Jacko. Resta solo una domanda: perché? Perché Squartavene è così ossessionato da lei, perché vuole ucciderla a tutti i costi?
La risposta giunge ben presto. Inaspettata e impossibile, Odyssea ne è sicura. E tra rapimenti, tentati omicidi e pozioni avvelenate, Odyssea ci farà vivere insieme a lei la sua magnifica ed adrenalinica avventura. Insieme a lei ci innamoreremo anche di Jacko, ed è con lei che combatteremo per riscattare la nostra vita.
Due anni sono passati dal ritorno a Wizzieville, ormai. Jacko, impossibile da dimenticare, rappresenta ancora una ferita sanguinante per il cuore di Odyssea. L’autrice è stata veramente molto abile nel parlare del loro amore: niente di troppo dolce, ma comunque qualcosa che ti fa sospirare e pensare “Che belli sarebbero insieme!”. E, c’è da dire che è stata anche molto abile nello spezzare il mio cuoricino in tanti piccoli frammenti, ma questa è un’altra storia.
Come stavamo dicendo, sono passati due anni, e Odyssea ha ormai fatto qualche amicizia a scuola. E mentre cerca di dimenticare Jacko, arriva Michael, l’opposto del giovane O’ Donnel: dolce e premuroso, divertente e simpatico. Odyssea riuscirà a fermare quella vocina che le continua a ripetere “Non è Jacko, non è Jacko” e riuscirà finalmente a dimenticarlo?
E proprio quando la pace era tornata, ritornano anche i problemi: questa volta sotto forma di un tredicenne gracile e timido, Hermes. Anche qui c’è da lodare l’abilità di Amabile Giusti nel farci affezionare così in fretta a questo piccolo (forse non così tanto) e fragile (non ci giurerei) ragazzino.
Questa volta Squartavene è tornato, più agguerrito di prima, e soprattutto praticamente invisibile. Chiunque sia il suo complice (e non ve lo dico solo perché sono buona, molto buona, e perché lo ho già detto alla mia amica, che mi vorrebbe uccidere) ha dei poteri inimmaginabili, e soprattutto è palese che vuole la stessa cosa delle volte precedenti in cui le ha fatto la non gradita “visitina”: ucciderla.
E proprio come se l’avesse capito, Jacko ritorna, facendo andare in frantumi i buoni propositi di Odyssea, e i nostri. Ammetto che quando se ne è andato ero col cuore spezzato, sbriciolato, ridotto in polvere, sì, avete capito. E, proprio come Odyssea, mi ero illusa di riuscire a “superare” la cosa, ma se c’è qualcosa che tutti abbiamo capito è che Jacko O’ Donnel non si dimentica. E lo stesso, ovviamente, vale per Odyssea.
Quando Jacko se ne era andato, eravamo tristi, sì, ma era una sua scelta e Ody non poteva farci niente. Ma quando arriverete all’ultima riga di questo sconvolgente libro, dal finale ancor più sconvolgente, allora credetemi: il vostro fragile cuoricino farà crick crick. Perché se è impossibile dimenticare qualcuno quando è lontano un mondo di distanza, allora risulterà straziante non poter dimenticare ma neanche stare insieme a quel qualcuno, questa volta con un isolato a separarvi. Ed Odyssea, purtroppo, lo sa bene. E se c’è una cosa che ha capito nel periodo passato a Wizzieville, è che il nemico si nasconde ovunque, dietro ad un professore, ad un preside, ad un albero o ad un cane. Squartavene si rivela finalmente per quello che è, un mostro senza scrupoli, ma forse anche capace di amare. (Sì, credeteci! Personalmente non mi fiderei, detto da un tizio che ha ucciso i propri genitori per sete di potere men che meno).
E così arriverete alla fine di questo fantastico, meraviglioso, stupendo, shockante, sconvolgente, e sì avete capito, libro. Vi voglio dare un piccolo consiglio: compratevi una bombola d’ossigeno e tenetela vicino mentre leggete Odyssea, perché saranno molte le occasione per le quali c’è da perdere il fiato.
martedì 20 gennaio 2015
Recensione: Dimmi che è vero di TJ Klune
Finalmente, dopo due settimane che ho finito questo libro, posso recensirlo! Non sarà l’influenza o il mal di testa a fermarmi, tanto meno uno svenimento (o un terremoto)!
Be’, sapete che io sono molto schietta nelle recensioni. Se un libro non mi piace, lo dico. E di sicuro, questo libro… non è tra quelli! Una lettura emozionante e coinvolgente, semplicemente stupenda! Questo libro, primo che ho letto di TJ Klune, mi ha fatto ritornare la passione per la lettura, facendomi superare il blocco del lettore che avevo da tempo. Vorrei tanto ringraziare la Dreamspinner Press, perché se non fosse stato per loro, probabilmente non avrei mai letto questo fantastico libro.
Autore: TJ Klune
Titolo: Dimmi che è vero
Titolo originale: Tell me it’s real
Pagine: 398
Traduttore: Claudia Milani
Credete nell’amore a prima vista?
Paul Auster no. Anzi, Paul non crede quasi in niente. Ha trent’anni, è leggermente sovrappeso, e le sue caratteristiche migliori sono l’umorismo caustico e il modo colorito e vivace di commentare quel poco che gli succede. I suoi migliori amici sono Rotelle, un cane con due zampe, e Helena Handbasket, una drag queen sull’orlo del bipolarismo. Paul trascorre le giornate in un cubicolo a svolgere un lavoro senza prospettive, e si ripromette di continuo che se il pappagallo omofobo di sua nonna lo insulterà un’altra volta, gli tirerà il collo.
Poi arriva Vince Taylor.
Vince è il suo esatto contrario: sexy, sicuro di sé, e più ottuso di una gallina. E quando, per qualche ragione sconosciuta, questa specie di dio comincia a fargli insistentemente il filo, Paul si convince di essere il bersaglio di uno scherzo, perché non è possibile che uno come Vince possa essere interessato a un perdente come lui.
Ma dopo averlo investito con la propria auto – involontariamente e con il terrore di aver commesso un omicidio – Paul è costretto a guardare Vince con occhi diversi, e scopre che l’unico ostacolo tra loro è rappresentato solo da se stesso. Un ostacolo che sembra incapace di superare, almeno finché Vince non è costretto ad affrontare un doloroso evento famigliare, e Paul deve decidersi ad accantonare i propri dubbi e stare accanto all’uomo che lo trova perfetto così com’è.
Paul ha trent’anni, un migliore amico di nome Sandy, drag queen, mi raccomando, ricordatevi di chiamarla Helena!, e un cane con due zampe. E forse un fantasma mestruato in casa, anche se la sua esistenza non è così sicura. E poi, quale metodo migliore per attirare l’attenzione di uno sconosciuto se non sputargli addosso il drink altamente alcoolico che ti aveva offerto? E poi investirlo? (Ma era lui che gli è venuto addosso con la bicicletta!). Se poi lo sconosciuto, Vince, inizia a lavorare insieme a Paul… be’, non potere ammettere che è un bel problema.
Sospirai come una miserrima liceale americana in attesa del suo sbrilluccicante fidanzato vampiro. Oh, Cristo Santo.
Paul: balbetta, è sovrappeso, e (direi io) un tantino insicuro. Vince è bello, sicuro, e dicono che sia leggermente idiota (ma io lo trovo solo troppo buono).
Paul non ha intenzione di stare insieme a Vince, no no. Ed è per questo… che invece si mette insieme a lui. Solo dopo un’attenta riflessione (ed averlo quasi ucciso), però.
A differenza di Vince, però, Paul ha una famiglia molto… impicciona, diciamo così.
“Meraviglioso”, esclamai. “Non c’è niente di meglio per la mia autostima che sentire Johnny Depp darmi del ricchione.” “Quell’uccello,” disse la mamma con un tono di disapprovazione. “Dovrebbe andare in terapia.” “Esiste la terapia per uccelli?” domandò papà.
E forse più della sua famiglia, lo è Sandy.
Be’, comunque, stavamo dicendo… sì, Paul si mette (finalmente) insieme a Vince, superando (finalmente) le sue paure, e facendo felice (finalmente) la sua famiglia, Vince e Sandy e anche Johnny Depp, il pappagallo omofobo, innamorato di Vince. D’altronde, chi non ama Vince? E sì, forse la trama potrebbe sembrare banale, ma no, no, no, assolutamente no! E’ uno dei migliori libri che abbia mai letto, ma non solo. L’autore ha preso una storia che potrebbe sembrare banale –ma in realtà non lo è, come scoprirete leggendo- e la ha trasformata in un libro esilarante ma allo stesso tempo emozionante. Inizierete il libro con il sorriso sulle labbra, e lo finirete con lo stesso sorriso.
domenica 21 dicembre 2014
Recensione: Tutto quello che non vedevo di Cindy Sutherland
sabato 13 dicembre 2014
Recensione: Con un poco di zucchero di Chiara Parenti

Autrice: Chiara ParentiTitolo: Con un poco di zucchero
Editore: RizzoliData Pubblicazione: 30 Ottobre 2014Prezzo: 2,49 €
A trent’anni suonati Matteo Gallo, aspirante scrittore senza soldi e senza speranze, è costretto a vivere con la sorella Beatrice e “loro”, Rachele e Gabriele, i due scatenatissimi nipotini. Nessuna delle tate finora ingaggiate è riuscita a domarli. Ma ecco che, come per magia, un pomeriggio di fine settembre, un forte vento che spazza le nubi dal cielo porta tata Katie.
Beatrice e i suoi bambini restano subito incantati da questa ragazza inglese un po’ stravagante e scombinata, che fa yoga, mangia verdure, va pazza per i dolci... e che con le sue storie fantastiche e i suoi giochi incredibili è in grado di cancellare l’amaro della vita. Matteo invece cercherà (o crederà) di sottrarsi al suo influsso: ma sarà tutto inutile, perché Katie compirà su di lui la magia più grande. Quella dell'amore.Dall’autrice del romanzo rivelazione dell’estate 2014 “Tutta colpa del mare (e anche un po' di un mojito)” una nuova, divertente e supercalifragilistichespiralidosa storia d’amore, che fa rivivere il mito di Mary Poppins.
Mood: Ironico - YouFeel è un universo di romanzi digital only da leggere dove vuoi, quando vuoi, scegliendo in base al tuo stato d’animo il mood che fa per te: Romantico, Ironico, Erotico ed Emozionante.

Proprio come “Tutta colpa del mare”, anche Con un poco di zucchero risulta essere un romanzo divertente e coinvolgente al tempo stesso.
Iniziamo vedendo tutto dalla prospettiva di Matteo Gallo, costretto a vivere con la sorella e due nipotini vivaci, molto vivaci, più che vivaci… sì, avete capito!
Ed eccola che arriva, la Psycho Nanny, con borse a forma di animali, e la strana abitudine di contare i gradini quando sale le scale…
E per Matteo Gallo, quella ragazza è un vero e proprio mistero!
Il piccolo non ci sa andare e Tata Katie dice che lei non va mai in bicicletta, ma non chiediamoci il motivo. Nemmeno le menti più brillanti riuscirebbero a dare un senso alle infinite nevrosi che ottenebrano la mente piena di tofu di questa povera ragazza.Una lettura più che piacevole, e diciamocelo, veramente fantasiosa! Forse non lo sapete, ma state parlando alla stessa ragazza che da bambina vedeva di giorno e di notte tutte le puntate de La tata, ancora e ancora. Io AMO le storie con le tate. E Mary Poppins. E l’ironia. Sì, amo molte cose, si è capito, ma soprattutto mi piace quando più elementi vengono ben miscelati in un libro: in questo caso l’ironia e l’emozione. Sì, perché Con un poco di zucchero, è comunque una storia molto, molto, molto emozionante!
E poi ci sono Katie e Matteo. Lei, inglese e vegetariana, lui, scrittore senza soldi e senza ispirazione. E non posso non citare i due nipotini, Gabriele e Rachele. Loro sono adorabili, sono i nipotini che tutti vorremmo! Ma soprattutto, amo i cincillà. Sì, avete capito bene: i cincillà. Che siano cincillà oscuri su giochi per computer, o cari compagni di avventure nei libri… no, dai, seriamente: qualsiasi sia il motivo, amo i cincillà.
Di fronte alla giostra però la tata inchioda bruscamente. “Oh, no! Io non ci entro, là dentro!” si irrigidisce e fa un passo indietro: che abbia visto un Dissennatore?Questa ironia pungente, il continuo estremizzare, sono di sicuro cose che anche voi, come me, apprezzerete di questo libro.
L’ho detto e lo ripeto: risulterà impossibile non amare questo libro. Perciò, basta opporre resistenza: arrendetevi al fascino della tata inglese e dei suoi cincillà, e vedrete come non ve ne pentirete!
Voto:





lunedì 24 novembre 2014
Recensione: Uno splendido sbaglio di Jamie McGuire
Forse non lo sapete, ma io ho amato, adorato, amato di nuovo Uno Splendido Disastro. Non potevo non leggere, allora, questo nuovo libro della McGuire, incentrato sempre su un Maddox. E vorrei anche ringraziare la Garzanti per avermene fornito una copia.
Voto:
Autore: Jamie McGuire
Titolo: Uno splendido sbaglio (The Maddox Brothers Series #1)
Titolo originale: Beautiful Oblivion
Editore: Garzanti
Traduttore: Adria Tissoni
Data Pubblicazione: 6 Novembre 2014
Pagine: 282
Prezzo: 16,40 €
Quando un Maddox si innamora è per sempre.
Agli occhi di tutti Cami è forte e indipendente. Al secondo anno alla Eastern University, vive sola e si paga gli studi facendo la barista al Red Door. Ma dietro quell’aria da ragazza determinata e testarda si nascondono tante insicurezze. Perché Cami è dovuta crescere in fretta, circondata dai suoi possessivi fratelli e da un padre che non ha mai approvato nessuna sua scelta.
Trent Maddox fa il tatuatore e sa come mettersi nei guai. Se nasce una rissa è stato lui a cominciarla, e se c’è un cuore spezzato è quasi sempre colpa sua. Qualcosa nel suo passato gli ha lasciato ferite profonde mai rimarginate. Da quel momento ha chiuso il mondo fuori. C’è solo un avvertimento per quelli come lui: stargli alla larga. Cami lo conosce bene. Ha visto tutte le sue conquiste e le sue bravate, e sta molto attenta a mantenersi sempre a distanza di sicurezza. Ma una sera si incontrano per caso e Tren le offre da bere. Senza un secondo fine, vuole solo esserle amico. Cami non ci crede e avverte subito il pericolo, non ha intenzione di farsi travolgere da lui come fanno tutte le altre. Non si può essere solo amiche di un ragazzo come Trent. Eppure standogli accanto, giorno dopo giorno, scopre la dolcezza di quegli occhi che sembrano aver scoperto le sue fragilità e vogliono solo proteggerla. Fino a quando Trent confessa di volere qualcosa di più dell’amicizia. E come dice suo fratello Travis, se un Maddox si innamora è per sempre. Così è stato per lui e la sua Abby.
Ma Cami non può permettere che questo accada. Sarebbe un grosso, imperdonabile sbaglio. Perché c’è una verità che Trent non conosce e lei deve fare di tutto perché non la conosca mai.
Cami lavora come barista, vive in un appartamento con la sua compagna Raegan e ha un fidanzato di nome T. J., un padre crudele e dei fratelli troppo possessivi.
Trent ha un passato turbolento alle spalle, e vive in una famiglia un po’ complicata.
Due personaggi che nella prima parte del libro sono solo conoscenti, per poi diventare amici, e infine qualcosa di più. Che però non dovrebbe esserci, perché Cami è già fidanzata, e per quanto T. J. possa essere assente, con un lavoro top secret che è la sua priorità, è pur sempre il suo fidanzato.
Ecco, ciò che mi piace dei libri della McGuire, è che le protagoniste, come nei classici New Adult, non possono stare con tale ragazzo, ma c’è un motivo. Non la solita ragione, lui è cattivo. Abby non poteva stare con Travis perché nessuno doveva conoscere la sua vera identità, Cami non può stare con Trent perché è fidanzato. Oltre, ovviamente, perché è il classico cattivo ragazzo.
Ecco, la Mcguire ha usato uno dei più grandi e comuni cliché, ma ha dato un suo tocco personale, di stampo, appunto, McGuire.
“No. Non muore dalla voglia di rendere pubblica la nostra relazione, quindi non andrebbe sicuramente a parlare di me a Trent.”
Hank brontolò qualcosa e si allontanò per tornare poco dopo. “Non mi piace neanche questo. Dovrebbe gridare al mondo che ti ama, non nasconderti come uno sporco segreto!” Da Uno splendido sbaglio
Il fatto è che T. J. è sempre, sempre, sempre assente. E come Cami possa amarlo, per me è tuttora un mistero. Invece Trent c’è, e conosce Cami meglio di T. J. stesso. Compagno di divertimenti, spalla su cui piangere, pian piano il rapporto tra lui e Cami diventa qualcosa di più intimo, e forse è proprio l’assenza di T. J. a renderlo possibile.
Non mi mandava messaggi da tre giorni. Se prima lo giustificavo pensando che fosse impegnato, d’un tratto capii che cosa significasse trascorrere tanto tempo con qualcuno ed esserne contenta, e i messaggi sporadici, le telefonate, la speranza di rivedersi un giorno non mi bastarono più. Neanche lontanamente. Da Uno splendido sbaglio.
Perché il fatto è questo: Cami si era talmente tanto abituata alla distanza, e alla continua assenza di T. J., che ormai sembrava una cosa normale. Finché non viene Trent a rivoluzionare tutto, a sconvolgere le sue abitudini, e a cambiare completamente la sua vita.
Ci fissammo in silenzio. Ci guardammo soltanto e sorridemmo; subito dopo provai una sensazione familiare, un formicolio al ventre e un calore alle labbra. Mi concentrai sulla sua bocca e lui fece un passo verso di me. Da Uno splendido sbaglio
Una cosa che adoro della McGuire, è il suo modo di scrivere. Non solo le storie, quanto le emozioni che mi portano. Proprio come dopo Uno splendido disastro, dove un po’ tutti avremmo voluto un Travis Maddox tascabile, così è per Trent in Uno splendido sbaglio.
E preferisco di gran lunga Cami ad Abby, perché… è un personaggio più coerente con se stessa, prima di tutto, e perché le protagoniste “perfettine” non mi sono mai piaciute.
Ma la cosa che mi piace di più in Uno splendido sbaglio, è che tutti i personaggi sono caratterizzati, ognuno ha una propria storia, che viene spiegata anche piuttosto bene. Così, nonostante i protagonisti siano due, in realtà ne abbiamo dieci, quindici, venti.
Da lodare, però, è anche l’abilità dell’autrice di intersecare i fatti di Uno splendido sbaglio con quelli dei libri precedenti, senza sballare tempi o avvenimenti –cosa comunissima e fastidiosa.
Insomma, direi che è proprio un libro imperdibile, e se avete amato la serie Beautiful, non potrete non leggere e amare anche questo nuovo splendido libro.
lunedì 3 novembre 2014
Recensione: La felicità delle piccole cose di Caroline Vermalle
"È iniziato tutto nel giardino di Monet a Giverny. Lo ricordo come se fosse ieri. Era il dicembre del 1979. Da più di trent’anni, ogni sera mi domando come sarebbe stata la mia vita se non fossi entrato in quel giardino."
Parigi. La neve cade dolcemente sulla città, ammantando di bianco la Tour Eiffel, Notre-Dame e il Panthéon, come in una cartolina. Un uomo passeggia lungo la Senna diretto verso casa, un elegante palazzo sull’Île Saint-Louis. È Frédéric Solis, avvocato di successo con la passione per i quadri impressionisti. Affascinante, ricco e talentuoso, Frédéric sembra avere tutto quello che si può desiderare dalla vita. Gli manca una famiglia, ma dopo essere stato abbandonato dal padre molti anni prima, ha preferito circondarsi di oggetti lussuosi e belle donne piuttosto che mettere ancora in gioco il suo cuore ferito. Fino a quando, un giorno, scopre di aver ricevuto una strana eredità, che consiste in una manciata di misteriosi biglietti e in un disegno che ha tutta l’aria di essere una mappa. Cosa nasconderanno quegli indizi? Convinto di essere sulle tracce di un quadro dimenticato di Monet, Frédéric decide di tentare di decifrare la mappa. Grazie all’aiuto della giovane e stralunata assistente Pétronille, inizia così un viaggio lungo i paesaggi innevati del Nord della Francia, tra i luoghi prediletti dai suoi amati impressionisti: Éragny, Vétheuil, il giardino di Monet, con una tappa d’obbligo al Musée d’Orsay. Di incontro in incontro, di sorpresa in sorpresa, torneranno a galla ricordi che Frédéric credeva di aver dimenticato, e un tesoro ben più prezioso di qualsiasi ricchezza.
domenica 2 novembre 2014
Recensione: Una ragione per amare di Rebecca Donovan
Honeys cari, oggi torno con un’altra –drastica- recensione. Di un libro, sì, dalla trama interessante, ma sviluppato forse con i piedi per il cattivo risultato che ne è venuto.
Voto: ★
Titolo: Una ragione per amare (Breathing #1)
Data di pubblicazione: 6 Febbraio 2014
Casa editrice: Newton Compton
Autrice: Rebecca Donovan
Prezzo: 9,90 €
Pagine: 448
Emma Thomas è una studentessa modello e un’atleta prodigio. Ma è una ragazza taciturna e solitaria: non frequenta nessuno tranne la sua amica Sara, non va alle feste, non esce e non ha un fidanzato. E si copre bene per nascondere i lividi, per paura che qualcuno possa indovinare quello che succede tra le pareti domestiche. Mentre gli altri ragazzi della sua età si divertono spensieratamente, Emma conta in segreto i giorni che mancano al diploma, quando finalmente sarà libera di andare via di casa. Ma ecco che all’improvviso, senza averlo cercato o atteso, Emma incontra l’amore. Un amore intenso e travolgente che entra prepotentemente nella sua vita. E adesso nascondere il suo segreto non sarà più così facile.
Prima di tutto, tendo a precisare che non ho letto tutto il libro: ne avrò letto 8/10, poi sono andata direttamente al finale, perché proprio non riuscivo più a leggerlo. E ora vi spiego perché.
L’idea di base, come ho scritto sopra, era molto, molto carina. Una ragazza orfana di padre, con la madre alcolizzata, che viene affidata agli zii. Gli zii che la picchiano, e la maltrattano, all’insaputa di tutti. La ragazza non può denunciarli, però, perché recherebbe danno ai cugini, dolci bambini che non hanno fatto niente di male, se non nascere da due mostri. O meglio, un mostro (Carol, la zia) e il complice, che non vede perché non vuole –e perché non gli conviene- vedere. La ragazza, Emma, si isola, e ha solo un’amica: Sara, ignara di ciò che le accade. Un giorno arriva un ragazzo che penetra nella sua invisibile barriera, e allora le cose si complicano.
Insomma, una delle classiche trame dei New Adult, tanto in voga in questo periodo.
L’autrice, ha anche un bel modo di scrivere, descrizioni lunghe e precise –forse troppo, ma io amo le descrizioni- e linguaggio ricco ma semplice.
Il punto è: ciò che accade in 448 pagine, è sempre la stessa identica cosa, con il risultato che il libro risulta noioso.
La trama si sviluppa sempre così: Emma sta con Evan, ma non può stare con lui, gli zii la picchiano, allora si allontana,si riavvicina a Evan, gli zii la picchiano, si riallontana. SEMPRE.
Un’altra cosa che non ho apprezzato per niente, in questo libro, è l’assenza di motivazioni, che spinge la protagonista a (non) fare molte cose. L’unica cosa che è veramente motivata, è il fatto che Emma voglia andarsene da casa, perciò studia molto, per ottenere una borsa di studio.
Non si capisce bene perché, però, non possa stare con Evan. All’inizio, sembra chiaro: lui è una distrazione, ed è troppo invadente. Okay, ci sta. Il fatto è che appena se ne va Evan, la protagonista si mette col primo che capita, distruggendo completamente le convinzioni che ci aveva dato in precedenza.
Non svelo altro della trama, perché credo di avervi già fatto capire quanto sia mal sviluppata.
Passiamo ora ai personaggi, ahimé, che personaggi!
Evan e Sara, sono entrambi poco caratterizzati, anonimi, nonostante siano in strettissimi rapporti con la protagonista. Diciamocelo: due alberi sarebbero stati più espressivi di questi due.
Gli zii della protagonista, sono cattivi, ma hanno una cattiveria immotivata. Non è chiaro il motivo che spinge Carol ad odiare Emma, men che meno quello che la spinge a picchiarla. George (credo si chiami così) è invece il classico tipo di mezza età, pelato e panciuto (o almeno così me lo immagino) che si fa abbindolare dalla moglie per non guardare in faccia la realtà. Il fatto è, che l’autrice, non ha reso bene il motivo della loro cattiveria, rendendoli solo degli illogici cattivi spietati.
Passiamo ora al medico che ha curato Emma –inutile parlare di lui, lo so, ma dovevo. Una ragazza si presenta da lui, con gravi contusioni sulla schiena, una commozione cerebrale, diversi lividi e cicatrici, e lui che fa? Giustamente, le chiede: “Sei sicura di essere solo caduta?” –sottinteso: ti hanno picchiata?. Emma risponde di no, e lui che fa? Indaga, manda gli assistenti sociali, insiste? No, no e no! Una viene mezza morta da te, e che fai? Le dici: “Okay, se ne hai voglia parlane con qualcuno”, ma che cazzo di ragionamento è?! Non sarebbe sorprendete se fosse detto da una persona qualunque, ma cavolo, sei un medico, ti DEVI occupare di queste cose!
Gli insegnati di Emma –a quanto pare, tutti deficienti- che non si accorgono di niente, ma non solo. Allora, io sono un tipo piuttosto timido, e non mi sono bene integrata nella classe. I miei professori, che comunque sanno che fantastica persona sia mia madre, non passano un giorno senza spingere me e qualche altro mio compagno, ad “integrarci con la classe”. E ripeto: noi in classe non abbiamo –almeno spero- di queste situazioni. Invece, gli insegnanti di Emma, no: l’alunna si presenta piena di graffi, tagli, lividi, zoppica, non riesce a camminare, sviene durante una partita (e non si sveglia!), nessuno le rivolge la parola, gli zii apparentemente la lasciano da sola e se ne fregano, insomma, una situazione sulla quale indagare; ma cosa fanno? NIENTE DI NIENTE. Telefonare a casa per vedere se l’alunna soffre di qualche problema? Mandarla da uno psicologo? Parlarle in privato? No, meglio: lasciamola schiattare!
Passiamo ora alla protagonista: Emma. Il suo vero nome è Emily, non si capisce bene perché, ma viene chiamata Emma. Prima cosa senza senso. Si vede che l’autrice era indecisa, e allora ha pensato: “Massì, mettiamoli entrambi!”. Posso capire che chi si chiama Emmalyne, Emmeline, o cose così, venga chiamata “Emma”. Ma che c’entra Emma con Emily?!
Per di più, la protagonista è priva di carattere. Completamente. E’ tipo un piccolo genio, fin troppo perfetta. Ma nella sua grande intelligenza, risulta completamente stupida. Senza cervello. 0%. E perché mai, vi chiederete? Mettiamo il caso che io sia vittima di violenza e decida di andarmene via da casa. E mettiamo il caso che mentre sto facendo la valigia, mio zio (il quale mi picchia), mi veda, e mi chieda di rimanere fino all’indomani. Una persona sana di mente cosa farebbe? Capirebbe che è un inganno, se ne infischierebbe, giusto? Sbagliato. La protagonista, che fa? CI CREDE. C I-C R E D E. Credere, voce del verbo CREDERE. C-R-E-D-E-R-E! Inizio a pensare che in una delle tante botte ricevute alla testa, il suo cervello ne sia uscito danneggiato. Okay, questa era cattiva, ma… si può essere così stupidi?! E, ovviamente, la protagonista viene punita della sua intelligente stupidità.
E ora, parliamo della relazione Emma-mondo. Allora, se io fossi completamente invisibile agli altri, non mi calcolerebbero, giusto? Be’, si vede che l’autrice anche qui era indecisa: non sapendo se fare la classica protagonista sfigata, che sta all’ombra della migliore amica, o quella invidiata da tutti, la super-bomba sexy, che cambia ragazzi come se fossero calzini… li mischia. Con il risultato che la protagonista crede di essere brutta, invisibile e odiata, e invece è amata da tutti, e invidiata. Che poi, se io sono figa, lo so! Se i ragazzi vogliono uscire con me, si capisce! Ma non è comprensibile che una che non venga considerata da nessuno, all’improvviso si scopre essere la più ammirata della scuola. No, no, no!
Altra cosa terribile del libro: la trama, descrive un libro drammatico, triste, insomma, se vengo picchiata, la vita non dovrebbe essere poi così semplice! E invece quest’aspetto non è considerato per niente, se non in alcuni casi, in media ogni due capitoli, dove l’autrice se ne ricorda, e dice: “Oh, aspetta, mettiamo la zia che la picchia!”, ovviamente senza motivo, o con motivi così stupidi che non si può. Praticamente il libro ruota intorno ad Evan. Diciamolo: assomiglia a un piatto mal cucinato. La portata principale è Evan, il condimento, a tratti troppo salato, a tratti troppo insipido, sono gli zii cattivi, la salsetta è la vita sociale della protagonista.
Così, del bel romanzo che ne poteva uscire, il risultato è un libro che dovrebbe essere drammatico, ma in realtà ruota intorno all’amore della protagonista per un ragazzo, e alla sua scelta –tutta improvvisa- di farsi finalmente una vita.
Deludente, deludente, deludente. Non è il peggior libro che abbia letto (quel posto lo lascio a C’era una volta l’amore ma ho dovuto ammazzarlo), ma siamo più o meno a quel livello.
Voto: ★