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domenica 12 giugno 2016

Anteprima: Vuoi conoscere un casino?, di Alex Astrid

Eccoci di nuovo a parlare di autori italiani, questa volta, però, per un'anteprima. Quanti di voi sono impazienti di leggere Vuoi conoscere un casino?, di Alex Astrid? Qualcuno di voi, probabilmente, la ricorderà per il suo primo libro, Guardami, qui la mia recensione. A differenza del suo predecessore, però, Vuoi conoscere un casino? sembra trattare tematiche ben più importanti, e insomma, l'opera sembra più complessa, più incasinata, appunto. Tutto questo, ovviamente, è il segno della maturazione da parte della scrittrice, che (come vi avevo già detto) è giovanissima e quindi è del tutto normale! Soprattutto, vi sconsiglio di dubitare di lei, solo per la sua giovane età, perché in realtà è una ragazza simpaticissima e soprattutto una scrittrice fenomenale, migliore di molti uomini e donne con il doppio dei suoi anni! Nonostante la giovane età, infatti (come lei stessa dice nella sua biografia), ha già vinto diversi riconoscimenti, tra i quali quello di miglior autore giovane al concorso "Primavera è donna".
Il libro racconta la storia di Giorgia, una quindicenne di Milano, la cui vita viene sconvolta dalla morte della cugina Martina, vent'anni. La ragazza prova a colmare quel vuoto scrivendole delle lettere, quasi come un diario, e noi, insieme a lei, affronteremo tutti i problemi e le insicurezze che il crescere e diventare adulti comporta. Un libro che, insomma, promette di farci ridere e piangere dopo ogni pagina.
"Dolce Martina,

sono passati due mesi da quel giorno... "
Titolo: Vuoi conoscere un casino?
Autrice: Alex Astrid
Casa editrice: Edizioni Il Ciliegio
Data di pubblicazione: 23 giugno 2016
Prezzo: 17,00€
284 Pagine
Giorgia è una sedicenne della provincia di Milano, scrive a Martina, la cugina morta pochi mesi prima in un incidente d’auto. Martina diventa così “un diario”, un’amica invisibile che accoglie tutte le confessioni e gli sfoghi di Giorgia. La prima lettera è datata 5 febbraio 2014 e narra gli avvenimenti accaduti subito dopo la scomparsa di Martina. Nelle lettere successive Giorgia racconta la sua vita: la famiglia, gli amici, gli amori, ma anche le delusioni e le grandi e piccole gioie. La ragazza racconta soprattutto la storia di un viaggio interiore che la porta fino alla liberazione delle proprie paure e incertezze.
In Vuoi conoscere un casino? c’è tutto il mondo dei giovani di oggi, senza filtri e ipocrisie.

Ed ecco per voi un'estratto del libro, che l'autrice ha voluto condividere sulla sua pagina Facebook.

giovedì 7 aprile 2016

Recensione: L'incastro (im)perfetto di Colleen Hoover

E dopo un mese di assenza, come vi avevo annunciato, sono tornata per millemila recensioni da condividere con voi, alcune riguardanti qualche rilettura, altre, invece, sono delle interessantissime sorprese. Una di esse è proprio L'incastro (im)perfetto, che, nonostante non sia proprio il mio genere, mi ha sorpreso decisamente!
Titolo: L'incastro (im)perfetto
Data di pubblicazione: 24 Settembre 2015
Autrice: Colleen Hoover
Editore: Leggereditore
Prezzo: 12,90 €
352 Pagine
Quando Tate Collins incontra il pilota di linea Miles Archer, sa fin da subito che non potrà trattarsi di amore. A dire il vero, i due non potrebbero nemmeno considerarsi amici, se non fosse che condividono un'innegabile e travolgente attrazione reciproca. Quando scoprono le carte, pensano di aver trovato l'incastro perfetto: lui non cerca l'amore e lei non ha tempo per trovarlo. Cosa c'è di più semplice? L'importante è che Tate si attenga alle uniche due regole che Miles ha imposto: non chiedere mai del passato e non aspettarsi niente dal futuro. Sembra facile, ma non lo è, perché il loro legame si fa sempre più stretto e rispettare i patti per Tate diventa sempre più arduo, fino ad apparirle impossibile. Quella che doveva essere solo una storia di passione travolgente rischia così di trasformarsi in un qualcosa di veramente spiacevole, l'ultima cosa di cui Tate avrebbe bisogno: un amore travagliato e fallimentare.

Nonostante avessi sentito parlare bene, benissimo, di questo libro, non mi ero mai deciso a leggerlo. Non avevo mai visto lo stile della Hoover prima d'ora, e devo dire che mi è piaciuto abbastanza. La storia ruota intorno a Tate e Miles, lei la sorella di un pilota, lui un pilota. Si conoscono grazie a Corbin, il fratello di Tate, con il quale lei condivide, per un periodo, l'appartamento. Non posso dire che mi sia piaciuto il loro primo incontro (Miles era ubriaco fradicio), ma invece mi ha colpito che per la prima volta il protagonista maschile fosse rappresentato come sensibile, umano. Ed infatti Miles mi è piaciuto tantissimo, a mano a mano che andavo avanti con la sua storia (ambientata nel passato, quando lui faceva ancora le superiori) lo capivo sempre di più. Non si tratta del solito bad boy di turno, stereotipato indecentemente per adattarsi ad un pubblico di dodicenni: la sua è una storia profonda, complessa, di fatto ciò che piace a me. Ma se non posso non esprimere il mio amore per Miles, devo condividere con voi il mio odio per Tate. All'inizio ho pensato "che forte questa protagonista!", rimpiangendolo un istante dopo.
"Scusa," borbotto "avevo sete." Miles si gira verso di me e si appoggia con la spalla al frigo, incrociando le braccia al petto. "Non m'interessa se bevi il mio succo, Tate." Oh, wow. Una frase stranamente sexy. [??COSA??] 
La storia ruota (come avrete già capito) intorno alla relazione-non-relazione di Miles e Tate, che in effetti cercano solo sesso, niente romanticismo. E fin qui mi piaceva molto, come idea. Il solito cliché che veniva rivisitato... ma, nel bel mezzo della situazione, ecco che arriva il putiferio! Nonostante entrambi avessero comunicato le loro intenzioni di NON innamorarsi, entrambi falliscono miseramente. Soprattutto Tate. Perché quando Miles capisce di provare qualcosa che vada oltre alla semplice attrazione fisica, lei ne è già innamorata persa. E immaginatemi mentre, e-reader in mano, mi viene voglia di darle uno schiaffo per i suoi atti masochisti. Le condizioni erano ben chiare, entrambi le avevano specificati all'inizio della storia. Tuttavia non riesco ad incolpare Miles per i rifiuti nei confronti di Tate, il suo passato spiega già tutto. Invece punto il dito contro di lei. E' vero, senza il suo essere caparbia non avremmo avuto la storia d'amore tra loro due, ma non sempre un lieto fine è la scelta migliore. Perciò, chiudendo questa immensa parentesi sulla protagonista: un grande "buuuu" per lei. Non mi è piaciuto com'è stata costruita per quanto riguarda personalità, famiglia e azioni.
Parliamo invece di Miles, la quale storia occupa quasi metà della trama. Proprio come in Lo sbaglio più bello della mia vita, la storia si alterna tra passato (PO Miles) e presente. Anche le trame dei due libri sono simili, per certi versi. In realtà, ogni capitolo ci fa desiderare di arrivare al prossimo, io addirittura sono stata tentata anche a saltare quelli dal punto di vista di Tate. Penso che se la storia fosse stata completamente vista dagli occhi di Miles, il libro ci avrebbe guadagnato parecchio.

giovedì 25 febbraio 2016

Recensione: "Raccontami di un giorno perfetto" di Jennifer Niven

Un fenomeno della letteratura, un libro indimenticabile, qualcosa di magico che lascia il segno: ecco come molti di voi avranno descritto Raccontami di un giorno perfetto dopo averlo letto. Io, però, non la penso così. Un libro che tratta tematiche importanti, per l'amor di Dio, ma assolutamente non realistico e mal strutturato!
Titolo: Raccontami di un giorno perfetto
Autrice: Jennifer Niven
Casa editrice: De Agostini
Data di pubblicazione: 31 marzo 2015
Prezzo: 14,90 €(cartaceo) 6,99 €(ebook)
298 Pagine

È una gelida mattina d’inverno quella in cui Theodore Finch decide di salire sul tetto della scuola solo per capire che cosa si prova a guardare di sotto. L’ultima cosa che si aspetta però è di trovare qualcun altro lassù, in bilico sul cornicione. Men che meno Violet Markey, una delle ragazze più popolari del liceo. Eppure Finch e Violet si somigliano più di quanto possano immaginare. Sono due animi fragili: lui lotta da anni con la depressione, lei ha visto morire la sorella in un terribile incidente d’auto. È in quel preciso istante che i due ragazzi iniziano a provare la vertigine che li legherà nei mesi successivi. Una vertigine che per lei potrebbe essere un nuovo inizio, e per lui l’inizio della fine… 
Un romanzo straordinariamente toccante. Una storia che spezza il cuore in tutti i modi possibili.

Voglio sempre essere particolarmente tragica nelle mie recensioni, specialmente in quelle "negative". Non mi piace imporre il mio volere, e capisco perché molti di voi abbiano amato Raccontami di un giorno perfetto. Io no. Non mi piace neanche dire qualcosa, però, senza spiegarne il motivo e i ragionamenti che ci sono dietro.
Come ho già detto, la Niven affronta nella sua opera diversi temi particolarmente drammatici: suicidio, lutto, depressione, bipolarismo. Lo si può capire dalle prime due righe del romanzo. Violet Markey ha da poco perso la sorella in un tremendo incidente d'auto, se ne sente in qualche modo responsabile: decide perciò di gettarsi dalla torre campanaria della scuola, dove però non sarà sola. Finch vive in una famiglia disagiata, e adesso andremo a vedere perché. E' palesemente depresso, ha bisogno di aiuto, eppure sarà lui ad aiutare Violet, impedendole di buttarsi e dicendo in giro di essere stato salvato da lei. E già qui partiamo con il piede sbagliato.
Sarebbe anche un bel libro, se non fosse per la totale mancanza di realismo. L'incontro tra i due è palesemente forzato: okay, hai salvato la ragazza, le hai detto tre parole, e già ne sei innamorato? Per favore. E tra l'altro lei neanche gli aveva rivolto la parola, ancora. E' tutto un film mentale nella testa di Finch. E qui ci troviamo a due opposti: lui, i cui dialoghi sono finti quasi quanto il personaggio, che si mette a recitare citazioni di Cesare Pavese e Virginia Woolf anche per chiedere "Scusa, il bagno dov'è?" (magari sto esagerando un po'); e poi lei, che praticamente è un'automa priva di carattere e personalità.
Entrambi sono assistiti da uno psicologo, in particolare Finch, che lo visita una volta a settimana a scuola. E qui siamo cascati di brutto. Lo psicologo si chiama Embrio, e, riassumendo, è un incapace. Non solo aggredisce Finch (ehi, sveglia! Quel tizio è palesemente depresso, stiamo parlando di un ragazzino, e tu gli dici di non uccidersi perché senno perderesti il tuo schifoso lavoro?!), ma la sua figura è sviluppata talmente male da sembrare una satira di un personaggio che invece sarebbe dovuto essere importante. Parliamo di un sedicenne, okay? Di un minorenne, qui come nello stato dell'Indiana, dove la storia è ambientata. Anche io ho frequentato la psicologa della mia scuola, e so per esperienza che di vero, nel libro della Niven, non c'è neanche una virgola. Come già detto, essendo Finch minorenne, la diagnosi (prima di depressione, poi di bipolarismo) che gli viene fatta andrebbe comunicata alla madre, non a lui, e non al telefono. Perché ciò che si limita a fare Embrio è questo: svegliarsi la mattina, andare al bagno e pulirsi il didietro con la sua laurea (sì, la sto paragonando alla carta igienica), lasciare un messaggio alla madre di Finch e lavarsene le mani di tutto. Messaggi che, tra l'altro, non arriveranno mai: verranno tutti intercettati da Kate, la sorella più grande di Finch.
Questo ragazzo, con dei palesi problemi, viene praticamente abbandonato a se stesso. Viene richiamato dal preside, i suoi voti sono penosi, viene addirittura espulso, ma in quella scuola cose come i colloqui sono troppo mainstream. Ma neanche le lettere spedite a casa, no? Ma della famiglia, altro fattore ridicolo, ne parleremo dopo.
Soffermiamoci invece sull'altra psicologa, quella di Violet, di cui mi sfugge anche il nome. Anche lei del tutto incapace, anche lei invece di parlare con i genitori della ragazza dei suoi palesi problemi dopo la morte della sorella li esclude del tutto. Ma a differenza di quelli di Finch, i genitori di Violet sono presenti, sono forse gli unici personaggi resi decentemente nel romanzo. Perché di sicuro due genitori mandano la figlia dalla psicologa per liberarsi di lei due orette, non perché vogliono aiutarla, no no.

lunedì 24 agosto 2015

Recensione: "La regina degli zombie" di Gena Showalter

Oggi sono qui per parlarvi del libro che si è rivelato una delle migliori letture dell'anno, ovviamente mi riferisco a La regina di zombie, di Gena Showalter! Sconvolgente, entusiasmante, travolgente e semplicemente perfetto, una degna quasi-conclusione a questa meravigliosa serie. Dico quasi, perché a quanto pare c'è in programma un altro libro, A Mad Zombie Party, che probabilmente sarà concentrato principalmente su Frosty, ma non solo! Infatti i POV saranno due in questo quarto capitolo. In più, acquistandolo sul sito della Barnes&Noble, potrete leggere un capitolo esclusivo!
Insomma, com'è solita fare Gena Showalter, le sorprese sono sempre molte, sia per quanto riguarda Zombie allo specchio (qui), sia per quanto riguarda La regina degli zombie!

Titolo: La regina degli zombie
Titolo originale: The Queen of Zombie Hearts
Autrice: Gena Showalter
Editore: Harlequin Mondadori
Voto:
☆☆☆☆
Consideravo gli zombie il nemico peggiore mai esistito sulla terra, ma mi sbagliavo: gli esseri umani possono essere molto più pericolosi. C'è un'azienda là fuori, la Anima Industries. Controlla gli zombie e ha deciso che i cacciatori sono un problema che può essere risolto in un modo soltanto: sterminandoli. E adesso i cacciatori devono scegliere. Ritirarsi o scendere in campo. Mentre si prepara insieme ai suoi amici per quella che si prospetta una guerra senza quartiere, Ali Bell scopre che anche lei può controllare gli zombie... e che non è la ragazza che era convinta di essere. In qualche modo è legata alla donna che ha ucciso e trasformato la madre di Cole, ed è certa che questo finirà per rovinare il loro rapporto. Ma con l'emergere di nuovi, ancor più sconvolgenti segreti, mentre i suoi compagni perdono la vita o vengono catturati, una certezza si fa strada nel cuore di Ali: per vincere è disposta a tutto. Anche a sacrificare la propria vita per coloro che ama. I romanzi della serie "White Rabbit Chronicles": Alice in Zombieland Zombie allo specchio La regina degli Zombie - Parte prima (dal 20/07) La regina degli Zombie - Parte seconda (dal 27/07) La regina degli Zombie - Parte terza (dal 03/08) La regina degli Zombie - Parte quarta (dal 10/08)

Come ben saprete, e se non lo sapete ve lo dico adesso, l'effetto che questa serie ha avuto su di me è stato devastante, specialmente per questo libro in particolare. Non è stato lo stress, il trasloco, un contenitore di vetro quasi caduto sulla mia testa, o il fatto che il libro fosse stato diviso in quattro parti, a potermi fermare. Due giorni fa lo cominciavo a leggere, e ieri, alle due di notte, lo avevo finito. Vi assicuro che raramente piango per i libri, ma non potete neanche immaginare l'effetto devastante che ha avuto su di me questo capolavoro. Non solo perché siano molte le scene strappalacrime, ma perché sapevo che era la fine, e questa consapevolezza mi ha spinto a gustarmi ogni secondo trascorso a leggerlo.

Perché è veramente la fine. La Anima, un'organizzazione il cui scopo è curare la morte, si fa sempre meno scrupoli, e dichiara apertamente guerra ai cacciatori. Attaccandoli nelle loro stesse case. E, come in ogni guerra, su entrambi i fronti ci sono delle perdite. Quattro per i nostri amici.
Per quanto lo scopo della Anima sembri onorevole, come tutti sappiamo, i mezzi che usa lo sono molto meno. Dopo aver preso Justin e Collins in ostaggio -e, badate bene, solo uno di loro tornerà vivo- i cacciatori decidono di rifugiarsi da Mr. Ankh, ma anche là la Anima sembra essere un passo avanti a loro: il sistema di sicurezza, infatti, non rileva le orde di zombie che circondano l'edificio ogni giorno.
Per Ali e Cole l'unico modo per avere una possibilità di vittoria, sarà quello di allearsi con gli altri cacciatori della banda di River, più numerosi ma con una morale leggermente più bassa della loro. Ma, nonostante tutto, Ali sa di poter contare su Cole, come in fondo lo sappiamo noi lettori, e il loro rapporto cresce sempre di più. Almeno, finché Ali non scopre qualcosa di terribile sul suo passato, qualcosa che ha a che fare con la morte della madre di Cole e nuove abilità che acquisisce grazie a una certa Helen, che è disposta a sacrificarsi per lei. Ad aiutarla. Nonostante lei stessa avesse collaborato con l'Anima.

domenica 9 novembre 2014

Recensione: Avevano spento anche la luna di Ruta Sepetys

 Ben ritrovati Honeys!! Okay, scusatemi se vi sto bombardando di recensioni -.- il punto è che le preparo, ma non ho il tempo di postarle. E aspettatevi anche un mega "in my mailbox" 
Purtroppo anche con le letture sto andando davvero a rilento, ho appena finito “Uno splendido disastro” (recensione a breve) e ora sto leggendo "La diciannovesime luna" e spero di finirlo entro il millennio. Anche perchè ho molti altri libri che aspettano di essere letti e recensiti. 
Anyway, come avrete potuto notare abbiamo incominciato a collaborare con diverse case editrici, tra cui la Garzanti, che, gentilmente, su mia richiesta, ha inviato il libro che sto per recensirvi ^^

SCHEDA DEL LIBRO

Titolo: Avevano spento anche la luna
Autore: Ruta Sepetys
Casa editrice: Garzanti
Prezzo: 9,99 €
Lina ha appena compiuto quindici anni quando scopre che basta una notte, una sola, per cambiare il corso di tutta una vita. Quando arrivano quegli uomini e la costringono ad abbandonare tutto. E a ricordarle chi è, chi era, le rimangono soltanto una camicia da notte, qualche disegno e la sua innocenza. È il 14 giugno del 1941 quando la polizia sovietica irrompe con violenza in casa sua, in Lituania.
Lina, figlia del rettore dell'università, è sulla lista nera, insieme a molti altri scrittori, professori, dottori e alle loro famiglie. Sono colpevoli di un solo reato, quello di esistere. Verrà deportata. Insieme alla madre e al fratellino viene ammassata con centinaia di persone su un treno e inizia un viaggio senza ritorno tra le steppe russe. Settimane di fame e di sete. Fino all'arrivo in Siberia, in un campo di lavoro dove tutto è grigio, dove regna il buio, dove il freddo uccide, sussurrando. E dove non resta niente, se non la polvere della terra che i deportati sono costretti a scavare, giorno dopo giorno.
Ma c'è qualcosa che non possono togliere a Lina. La sua dignità. La sua forza. La luce nei suoi occhi. E il suo coraggio. Quando non è costretta a lavorare, Lina disegna. Documenta tutto. Deve riuscire a far giungere i disegni al campo di prigionia del padre. È l'unico modo, se c'è, per salvarsi. Per gridare che sono ancora vivi. Lina si batte per la propria vita, decisa a non consegnare la sua paura alle guardie, giurando che, se riuscirà a sopravvivere, onererà per mezzo dell'arte e della scrittura la sua famiglia e le migliaia di famiglie sepolte in Siberia.
Ispirato a una storia vera, Avevano spento anche la luna spezza il silenzio su uno dei più terribili genocidi della storia, le deportazioni dai paesi baltici nei gulag staliniani. Venduto in ventotto paesi, appena uscito in America è balzato in testa alle classifiche del «New York Times». Definito all'unanimità da librai, lettori, giornalisti e insegnanti un romanzo importante e potente, racconta una storia unica e sconvolgente, che strappa il respiro e rivela la natura miracolosa dello spirito umano, capace di sopravvivere e continuare a lottare anche quando tutto è perso.

LA MIA RECENSIONE:

 Allora, la prima cosa che mi ha attirato di questo libro non è stata la copertina o altro, ma il titolo. Insomma, pensateci…Avevano spento anche la luna, è un titolo così poetico e struggente... che parla di qualcosa che è stato tolto, e per una volta, preferisco  la copertina italiana rispetto a quella straniera. 

domenica 2 novembre 2014

Recensione: Una ragione per amare di Rebecca Donovan

Honeys cari, oggi torno con un’altra –drastica- recensione. Di un libro, sì, dalla trama interessante, ma sviluppato forse con i piedi per il cattivo risultato che ne è venuto.
Voto:

978-88-541-6102-3 Titolo: Una ragione per amare (Breathing #1)
Data di pubblicazione: 6 Febbraio 2014
Casa editrice: Newton Compton
Autrice: Rebecca Donovan
Prezzo: 9,90 €
Pagine: 448
 Emma Thomas è una studentessa modello e un’atleta prodigio. Ma è una ragazza taciturna e solitaria: non frequenta nessuno tranne la sua amica Sara, non va alle feste, non esce e non ha un fidanzato. E si copre bene per nascondere i lividi, per paura che qualcuno possa indovinare quello che succede tra le pareti domestiche. Mentre gli altri ragazzi della sua età si divertono spensieratamente, Emma conta in segreto i giorni che mancano al diploma, quando finalmente sarà libera di andare via di casa. Ma ecco che all’improvviso, senza averlo cercato o atteso, Emma incontra l’amore. Un amore intenso e travolgente che entra prepotentemente nella sua vita. E adesso nascondere il suo segreto non sarà più così facile.

recensione2

Prima di tutto, tendo a precisare che non ho letto tutto il libro: ne avrò letto 8/10, poi sono andata direttamente al finale, perché proprio non riuscivo più a leggerlo. E ora vi  spiego perché.
L’idea di base, come ho scritto sopra, era molto, molto carina. Una ragazza orfana di padre, con la madre alcolizzata, che viene affidata agli zii. Gli zii che la picchiano, e la maltrattano, all’insaputa di tutti. La ragazza non può denunciarli, però, perché recherebbe danno ai cugini, dolci bambini che non hanno fatto niente di male, se non nascere da due mostri. O meglio, un mostro (Carol, la zia) e il complice, che non vede perché non vuole –e perché non gli conviene- vedere. La ragazza, Emma, si isola, e ha solo un’amica: Sara, ignara di ciò che le accade. Un giorno arriva un ragazzo che penetra nella sua invisibile barriera, e allora le cose si complicano.
Insomma, una delle classiche trame dei New Adult, tanto in voga in questo periodo.
L’autrice, ha anche un bel modo di scrivere, descrizioni lunghe e precise –forse troppo, ma io amo le descrizioni- e linguaggio ricco ma semplice.
Il punto è: ciò che accade in 448 pagine, è sempre la stessa identica cosa, con il risultato che il libro risulta noioso.
La trama si sviluppa sempre così: Emma sta con Evan, ma non può stare con lui,  gli zii la picchiano, allora si allontana,si riavvicina a Evan, gli zii la picchiano, si riallontana. SEMPRE.

Un’altra cosa che non ho apprezzato per niente, in questo libro, è l’assenza di motivazioni, che spinge la protagonista a (non) fare molte cose. L’unica cosa che è veramente motivata, è il fatto che Emma voglia andarsene da casa, perciò studia molto, per ottenere una borsa di studio.
Non si capisce bene perché, però, non possa stare con Evan. All’inizio, sembra chiaro: lui è una distrazione, ed è troppo invadente. Okay, ci sta. Il fatto è che appena se ne va Evan, la protagonista si mette col primo che capita, distruggendo completamente le convinzioni che ci aveva dato in precedenza.

Non svelo altro della trama, perché credo di avervi già fatto capire quanto sia mal sviluppata.

Passiamo ora ai personaggi, ahimé, che personaggi!
Evan e Sara, sono entrambi poco caratterizzati, anonimi, nonostante siano in strettissimi rapporti con la protagonista. Diciamocelo: due alberi sarebbero stati più espressivi di questi due.
Gli zii della protagonista, sono cattivi, ma hanno una cattiveria immotivata. Non è chiaro il motivo che spinge Carol ad odiare Emma, men che meno quello che la spinge a picchiarla. George (credo si chiami così) è invece il classico tipo di mezza età, pelato e panciuto (o almeno così me lo immagino) che si fa abbindolare dalla moglie per non guardare in faccia la realtà. Il fatto è, che l’autrice, non ha reso bene il motivo della loro cattiveria, rendendoli solo degli illogici cattivi spietati.
Passiamo ora al medico che ha curato Emma –inutile parlare di lui, lo so, ma dovevo. Una ragazza si presenta da lui, con gravi contusioni sulla schiena, una commozione cerebrale, diversi lividi e cicatrici, e lui che fa? Giustamente, le chiede: “Sei sicura di essere solo caduta?” –sottinteso: ti hanno picchiata?. Emma risponde di no, e lui che fa? Indaga, manda gli assistenti sociali, insiste? No, no e no! Una viene mezza morta da te, e che fai? Le dici: “Okay, se ne hai voglia parlane con qualcuno”, ma che cazzo di ragionamento è?! Non sarebbe sorprendete se fosse detto da una persona qualunque, ma cavolo, sei un medico, ti DEVI occupare di queste cose!
Gli insegnati di Emma –a quanto pare, tutti deficienti- che non si accorgono di niente, ma non solo. Allora, io sono un tipo piuttosto timido, e non mi sono bene integrata nella classe. I miei professori, che comunque sanno che fantastica persona sia mia madre, non passano un giorno senza spingere me e qualche altro mio compagno, ad “integrarci con la classe”. E ripeto: noi in classe non abbiamo –almeno spero- di queste situazioni. Invece, gli insegnanti di Emma, no: l’alunna si presenta piena di graffi, tagli, lividi, zoppica, non riesce a camminare, sviene durante una partita (e non si sveglia!), nessuno le rivolge la parola, gli zii apparentemente la lasciano da sola e se ne fregano, insomma, una situazione sulla quale indagare; ma cosa fanno? NIENTE DI NIENTE. Telefonare a casa per vedere se l’alunna soffre di qualche problema? Mandarla da uno psicologo? Parlarle in privato? No, meglio: lasciamola schiattare!
Passiamo ora alla protagonista: Emma. Il suo vero nome è Emily, non si capisce bene perché, ma viene chiamata Emma. Prima cosa senza senso. Si vede che l’autrice era indecisa, e allora ha pensato: “Massì, mettiamoli entrambi!”. Posso capire che chi si chiama Emmalyne, Emmeline, o cose così, venga chiamata “Emma”. Ma che c’entra Emma con Emily?!
Per di più, la protagonista è priva di carattere. Completamente. E’ tipo un piccolo genio, fin troppo perfetta. Ma nella sua grande intelligenza, risulta completamente stupida. Senza cervello. 0%. E perché mai, vi chiederete? Mettiamo il caso che io sia vittima di violenza e decida di andarmene via da casa. E mettiamo il caso che mentre sto facendo la valigia, mio zio (il quale mi picchia), mi veda, e mi chieda di rimanere fino all’indomani. Una persona sana di mente cosa farebbe? Capirebbe che è un inganno, se ne infischierebbe, giusto? Sbagliato. La protagonista, che fa? CI CREDE. C I-C R E D E. Credere, voce del verbo CREDERE. C-R-E-D-E-R-E! Inizio a pensare che in una delle tante botte ricevute alla testa, il suo cervello ne sia uscito danneggiato. Okay, questa era cattiva, ma… si può essere così stupidi?! E, ovviamente, la protagonista viene punita della sua intelligente stupidità.

E ora, parliamo della relazione Emma-mondo. Allora, se io fossi completamente invisibile agli altri, non mi calcolerebbero, giusto? Be’, si vede che l’autrice anche qui era indecisa: non sapendo se fare la classica protagonista sfigata, che sta all’ombra della migliore amica, o quella invidiata da tutti, la super-bomba sexy, che cambia ragazzi come se fossero calzini… li mischia. Con il risultato che la protagonista crede di essere brutta, invisibile e odiata, e invece è amata da tutti, e invidiata. Che poi, se io sono figa, lo so! Se i ragazzi vogliono uscire con me, si capisce! Ma non è comprensibile che una che non venga considerata da nessuno, all’improvviso si scopre essere la più ammirata della scuola. No, no, no!

Altra cosa terribile del libro: la trama, descrive un libro drammatico, triste, insomma, se vengo picchiata, la vita non dovrebbe essere poi così semplice! E invece quest’aspetto non è considerato per niente, se non in alcuni casi, in media ogni due capitoli, dove l’autrice se ne ricorda, e dice: “Oh, aspetta, mettiamo la zia che la picchia!”, ovviamente senza motivo, o con motivi così stupidi che non si può. Praticamente il libro ruota intorno ad Evan. Diciamolo: assomiglia a un piatto mal cucinato. La portata principale è Evan, il condimento, a tratti troppo salato, a tratti troppo insipido, sono gli zii cattivi, la salsetta è la vita sociale della protagonista.
Così, del bel romanzo che ne poteva uscire, il risultato è un libro che dovrebbe essere drammatico, ma in realtà ruota intorno all’amore della protagonista per un ragazzo, e alla sua scelta –tutta improvvisa- di farsi finalmente una vita.

Deludente, deludente, deludente. Non è il peggior libro che abbia letto (quel posto lo lascio a C’era una volta l’amore ma ho dovuto ammazzarlo), ma siamo più o meno a quel livello.

Voto: ★

venerdì 31 ottobre 2014

Recensione: Io non sono Mara Dyer di Michelle Hodkin

It's Halloween!!! Muahahahahahahahahha che bello!!! 

Buonsalve Honeys, come va? Spero bene! Oggi come voi saprete è Halloween, e cosa c'è di meglio della recensione di un libro che vi farà  c***** sotto morire di paura?
Ed ecco qui finalmente la recensione di “Io non sono Mara Dyer” e avverto chi non ha letto il primo libro: 
STATE ALLA LARGA DA QUESTA RECENSIONE!! QUI PIENO DI SPOILER DEL PRIMO LIBRO, SCIò TORNATE QUANDO AVRETE FINITO IL PRIMO LIBRO!!
Vi considero avvisati :-P
SCHEDA DEL LIBRO


 Titolo: Io non sono Mara Dyer
Autore: Michelle Hodkin
Casa editrice: Mondadori Chrisalide
Prezzo: € 17.00
Trama:Mara Dyer sa di aver commesso un omicidio. Jude voleva farle del male, e lei si è difesa, grazie al terribile potere che le permette di uccidere con la forza del pensiero. Ma ora Jude è tornato, e nessuno le crede mentre giura di averlo visto con i suoi occhi. Quel ragazzo dovrebbe essere morto, e Mara rischia di finire i suoi giorni nell'ospedale psichiatrico in cui è tenuta in osservazione per probabile schizofrenia. L'unica possibilità di salvezza è assecondare i medici e fingere di avere avuto un'allucinazione. Così la sera è libera di tornare a casa e vedere Noah, l'unico che ancora crede in lei e cerca di aiutarla a fare luce sui misteri che circondano la sua vita, proteggendola da Jude. I fatti inquietanti si moltiplicano, e Mara rischia di impazzire sul serio: qualcuno entra in camera sua la notte e la fotografa mentre dorme, e un giorno le fa trovare una bambola appartenuta alla nonna, che soffriva dei suoi stessi disturbi. Mara, esasperata, cerca di bruciarla, ma nel fuoco rinviene un talismano complementare a quello in possesso di Noah...


RECENSIONE

Mamma mia mi viene freddo solo a guardare la cover 
Allora, questo libro…la parola giusta per descriverlo è INQUIETANTE. Non sto scherzando, è degno di un horror.  Il che implica gatti squartati, rapimenti, omicidi taanto sangue, bambole inquietanti e per cambiare una clinica psichiatrica…tutto nella norma insomma. La storia si riprende dal punto esatto in cui era finito l’altro libro, e come l’altro, come poteva iniziare se non con un bel risveglio in ospedale?? Okay, lo ammetto, il fattore “risvegliati in un ospedale” mi ha seccato un po’ a prescindere dalle vicende precedenti. Ora quindi Mara, considerata un pazza psicotica deve andare in un centro riabilitativo, dove deve sforzarsi per sembrare normale in modo da ritornarsene a casa. Sembrare, già, perché Mara ha il potere di uccidere con il pensiero, e durante il libro scopriremo anche il perché. Poi c’è Noah…un ragazzo perfetto in pratica…ma sotto la sua perfezione scopriremo che c’è qualcosa di rotto, davvero. I momenti romantici di questo libro si contano sulle dita di una mano. Sul serio. 

Un fantastiliardo punto a favore del libro è la copertina. Spieghiamoci: adoro la ragazza sotto l’acqua, rispecchia in pieno il libro secondo me, potevano tenersi accidentaccio la copertina originale che c’entrava ancora di più u.u

Il libro ti tiene sempre col fiato sospeso, non sai mai quello che potrebbe accadere: un minuto prima Mara sta bene, quello dopo potrebbe risvegliarsi in un ospedale…il finale poi è stato WOW fantastico e inaspettato!!! Non vedo l’ora di leggere il terzo, che, se non sbaglio dovrebbe uscire (o è già uscito, non lo so) nei prossimi giorni in America…Chissà quando lo pubblicheranno qua. Mahh staremo a vedere. 

Il personaggio che mi è piaciuto meno è stata proprio Mara, l’ho trovata davvero insopportabile, tranne le rare volte in cui tirava fuori la grinta…sicuramente non è il personaggio più coraggioso di cui abbia letto. Poi viene Noah…vorrei poter dire di averlo amato ma… no mi dispiace. Siamo agli estremi: se Mara è troooppo debole e spaventata e confusa, Noah è tutto il contrario: cinico, freddo e delle volte senza cuore, tranne in rari momenti, ovvio. La storia invece è bellissima: partita da un’idea molto originale e fuori dai soliti schemi, la Hodkin ha saputo giocare con maestria la storia e il suo svolgimento. Lo stile è accattivante e ti trascina in un vortice da cui è impossibile uscire, anche se ci mette un po’ a ingranare nelle prime pagine. Per concludere gli do ben quattro stelle e mezzo. 

Ero indecisa perché la trama è stupenda ed era la mia parte preferita del libro, ma d’altra parte i personaggi li ho trovati non particolarmente come si può dire piacevoli (WTF??!!) perciò penso che questo voto sia quello più adatto.
Se siete riusciti a leggere fino a qui avete tutta la mia stima XD noi ci vediamo alla prossima.

VOTO:

(arrotondiamo per eccesso :-P)

Un abbraccio a tutti e buon Halloween!!

Nora A.

sabato 11 ottobre 2014

Recensione: The sky is everywhere di Jandy Nelson

Buonsabato Honeys! No, non preoccupatevi, non sono sparita! Oggi vi voglio parlare di un libro che ho finito la settimana scorsa e che volevo assolutamente recensire...peccato che blogger mi abbia cancellato il primo post, ed ora mi ritrovo a scrivere la recensione tutta da capo!! -.-* No comment...
Vabbè, eccovi la mia recensione, spero vi piaccia!

SCHEDA DEL LIBRO

Titolo: The sky is everywhere
Autore: Jandy Nelson
Casa editrice: Fazi Editore
Prezzo: € 15,00
Trama: La diciassettenne Lennie Walker è praticamente perfetta: ama i libri, suona il clarinetto nella banda della scuola e trascorre gran parte del suo tempo felicemente riparata dall'ombra della volitiva sorella maggiore, Bailey. Ma quando Bailey muore, d'improvviso Lennie si ritrova catapultata al centro del palcoscenico della vita. E, a dispetto della sua inesistente esperienza con l'altro sesso, si troverà a barcamenarsi tra le attenzioni di ben due ragazzi. Toby è l'ex fidanzato di Bailey: il suo dolore fa da eco a quello di Lennie. Joe, invece, si è da poco trasferito in città, dopo un'infanzia trascorsa a Parigi, e il suo magico sorriso sembra essere eguagliato solo dal suo straordinario talento musicale. Per Lennie, Toby e Joe sono come il sole e la luna: se uno è capace di spazzar via il dolore, l'altro le offre conforto. Eppure, proprio come le loro controparti celesti, i due ragazzi non possono incontrarsi l'uno nell'orbita dell'altro senza che il mondo esploda.

RECENSIONE
A dir la verità, è la prima volta che mi capita di rimanere senza parole di fronte a un libro. Davvero.
Ho amato tutto: la storia, lo stile, i personaggi, e anche le poesie che c'erano all'inizio di ogni capitolo. Delle poesie bellissime, davvero, dove c'era tutta la malinconia ed il dolore e la nostalgia di Lennie per sua sorella. 
Un esempio:

" C'erano una volta due sorelle
che non avevano paura del buio
perchè il buio era abitato dalla voce dell'altra
perchè anche quando la notte era scura
e senza stelle
loro tornavano a casa insieme dal fiume
giocando a chi resisteva di più
senza accendere la torci,
non avevano paura perchè a volte a notte era fonda
si stendevano sul sentiero
a guardare in su finchè non tornavano le stelle
e quando ricomparivano
sollevavano le braccia per sfiorarle
e le toccavano davvero" Da The sky is everywhere

Questo libro mi ricorda tantissimo "Noi siamo grandi come la vita" di Ava Dellaira, solo mille volte più bello; un storia di crescita, dolore, nostalgia, musica ma anche di rinascita e soprattutto amore. Mi è piaciuto molto il percorso di trasformazione di Lennie... da quello di ragazza che si ritrova all'improvviso a fare i conti con la vita senza sua sorella, a giovane donna che prende in mano i cocci del suo cuore spezzato e li affida a Joe, il ragazzo che ha la musica nel sangue e anche colui che le fa vedere che il cielo è dappertutto...Non fatevi traviare dal triangolo amoroso, non è fastidioso ma aiuta a comprendere delle parti della storia.  Tra gli altri personaggi che ho amato, c'è la nonna di Lennie, una donna stravagante, che ama curare i suoi bellissimi fiori e dipingere le sue "signore verdi" e Toby, l'ex fidanzato di Bailey. Mi è dispiaciuto moltissimo per lui, molto più che per Lennie, e se avete letto anche voi il libro, sapete perchè. Questo è un racconto che ha così tanto dentro...e mi dispiace davvero non riuscire ad esprimere il mio amore per questo libro. Quando l'ho letto, ho avuto l'impressione di sentirmi, non come Lennie, ma come Bailey piuttosto, che dall'alto, osserva sua sorella. Non so se avete avuto anche voi questa impressione. Nella storia, ci sono vari flashback, alcuni ricordi legati a Bailey e ad alcune sue abitudini o modi di fare, perciò è come se conoscessimo un po' anche lei. Molto importante è il fattore musica, che lega Lennie e Joe, molto originale e fuori dai soliti schemi. 
Consiglio questo libro a tutti ovviamente, ma soprattutto a chi cerca qualcosa di profondo e malinconico, e vorrei concludere questa recensione senza senso, con una frase che c'è sul retro del libro, la quale, a mio parere, è azzeccatissima.

"Il dolore è per sempre. Non scompare, diventa parte di te, passo dopo passo, respiro dopo respiro. Non smetterò mai di soffrire per la morte di Bailey perchè non smetterò mai di amarla. È così. Il dolore e l'amore vivono intrecciati, non esiste uno senza l'altro. Non posso fare che questo, volerle bene, e cercare di vivere come faceva lei, con coraggio energia e gioia." Da The sky is everywhere

VOTO:





venerdì 5 settembre 2014

Recensione "Fino all'ultimo respiro" di Rebecca Domino

Buongiorno Honey! Eccomi qui con una recensione che ho preparato da molto tempo, ma che, per un motivo o per l'altro non sono riuscita a pubblicare prima, -.- . Il libro si intitola "Fino all'ultimo respiro" e ringrazio l' autrice per avermi permesso di leggerlo. "Fino all'ultimo respiro" è uno dei romanzi con iniziative benefiche che vi abbiamo presentato in questo post.

Titolo: Fino all'ultimo respiro
Autore:Rebecca Domino
Pagine: 290
Data di pubblicazione: 19 Maggio 2014
Voto: ☆☆☆1/2
Allyson Boyd è una diciassettenne come tante, nata e cresciuta ad Avoch, piccolo paesino scozzese. Un giorno deve andare a portare dei compiti a una ragazza della sua stessa scuola, Coleen Hameldon, e la sua vita cambia per sempre. Perché lei e Coleen diventeranno migliori amiche. E perché Coleen sta lottando da due anni e mezzo contro la leucemia.
Nella vita di Allyson entrano parole come chemioterapia, effetti collaterali, trapianto di midollo osseo, ma Coleen non vuole compassione. Vuole solamente una vita normale; una vita fatta di risate, scherzi, esperienze, viaggi, musica, chiacchiere e confidenze, fino a quando non sarà costretta a prendere una decisione che cambierà la sua vita, quella di Allyson e delle altre persone che le vogliono bene.
È possibile non avere paura della morte?
Ed è possibile insegnare a vivere?
Una storia sulla speranza, un inno alla vita. Un romanzo che ci ricorda il coraggio quotidiano di tutti gli adolescenti che lottano contro il cancro e quello degli amici al loro fianco.



Incomincio dicendo che la cosa che all'inizio mi ha colpito di più di questo romanzo è stato il titolo, Fino all'ultimo respiro. Penso vi dia quella sensazione di qualcosa che sta per andarsene, ma che resiste per rimanere. Poi è stato il turno della copertina, bellissima, che si adatta perfettamente al romanzo... il cielo blu e in primo piano il soffione che vola via, spezzato da un respiro, insomma, non vi da la sensazione di qualcosa di poetico e di incredibilmente malinconico?

giovedì 4 settembre 2014

Recensione e breve commento del film "Colpa delle stelle" di John Green

Buonasera a tutti Honey!! Che bello, è il 4 settembre e sapete cosa vuol dire??!! Che oggi nelle sale italiane esce il film COLPA DELLE STELLE finalmente direi e ho pensato perciò di scrivere la recensione del libro che ho finito la settimana scorsa e magari qualche commento sul film!

Titolo: Colpa delle stelle
Autore: John Green
Casa Editrice: Rizzoli
Prezzo: €16,00
Trama: Hazel ha sedici anni, ma ha già alle spalle un vero miracolo: grazie a un farmaco sperimentale, la malattia che anni prima le hanno diagnosticato è ora in regressione. Ha però anche imparato che i miracoli si pagano: mentre lei rimbalzava tra corse in ospedale e lunghe degenze, il mondo correva veloce, lasciandola indietro, sola e fuori sincrono rispetto alle sue coetanee, con una vita in frantumi in cui i pezzi non si incastrano più. Un giorno però il destino le fa incontrare Augustus, affascinante compagno di sventure che la travolge con la sua fame di vita, di passioni, di risate, e le dimostra che il mondo non si è fermato, insieme possono riacciuffarlo. Ma come un peccato originale, come una colpa scritta nelle stelle avverse sotto cui Hazel e Augustus sono nati, il tempo che hanno a disposizione è un miracolo, e in quanto tale, andrà pagato.
Penso che ormai quasi tutti abbiano letto questo libro, e per chi non l'avesse ancora fatto: CORRETE SUBITO A LEGGERLO, COSA CI FATE ANCORA QUI??!! ve lo consiglio vivamente, è in libro che merita tantissimo.
Partiamo con una piccola premessa: la prima volta ho letto il libro a gennaio, e devo dire che non mi ha fatto impazzire. Non fraintendetemi, mi è piaciuto ma non da dire che era il mio preferito. Era come se avessi una specie di blocco tra me e i personaggi, non riuscivo a sentirli fino in fondo per così dire. Ho avuto lo stesso problema anche l'anno scorso con "Cercando Alaska" sempre dello stesso autore, e penso che sia perchè li ho letti molto in fretta, per capire come finiva la storia. Ora invece penso che i libri di John Green vadano letti con calma, assaporati diciamo. Questa volta, infatti, ho apprezzato di più lo stile dell'autore e anche le vicende dei personaggi, sono riuscita ad immergermi nella storia proprio come avevo desiderato.
"Colpa delle stelle" è racconto triste, ironico, dolce, triste, divertente e malinconico allo stesso tempo. Tutti questi aggettivi non sono minimamente in grado di esprimere quanto io abbia amato questo libro.
Ci immergiamo nella vita di Hazel Grace, un'adolescente che di ordinario non ha proprio niente, e non sto parlando del tumore alla tiroide con una colonia satellite nei polmoni. No. So parlando di come affronta i suoi giorni ormai contati, di come cerca di alleviare il dolore di chi le sta intorno per la sua condizione e per la sua futura perdita, e così tra il Phalanxifor (un farmaco speciale che la mantiene in vita) e varie visite e controlli, incontra, in un gruppo di supporto, Augustus Waters, un'altra vittima del cancro, sopravvissuto ma senza una gamba. Gus, il ragazzo divertente, carismatico e dal cuore d'oro, fissato con le metafore e con l'ossessione di lasciare un segno nel mondo e nell'umanità, lasciando alla fine solo un segno nel cuore di Hazel. Qui nasce il loro amore avversato dalle stelle, un' amore giovane ed un po' goffo, come tutti gli amori a quell'età. Una delle innumerevoli ragioni per cui il libro mi è piaciuto è perchè è VERO. Non ci sono colpi di fulmine o guarigioni miracolose, semplicemente ti tocca le corde del cuore e le fa suonare come un'arpa.
Questa era la mia recensione e mi scuso se non è abbastanza per questo libro o se è infantile, in fondo, sono i pensieri di una ragazza questi.

Il film l'ho visto in anteprima il 31 agosto, dato che lo davano ambedue i cinema vicini, perciò ne ho approfittato e lasciatemi dire che è uno dei pochi film con cui ho pianto. non ho pianto nemmeno con il libro, per quanto mi avesse toccato, ma gli attori ( che abbiamo visto anche in divergent) erano davvero, davvero bravi. I dialoghi erano stupendi, davvero e mi hanno fatto davvero ridere le facce e le espressioni di Ansel alias Ogastas  Augustus, e Shailene ha saputo cogliere, immergersi, nella parte di Hazel. Un grosso punto a favore anche per Nat Wolff, a parte i capelli scuri era un Isaac perfetto. Le uniche pecche sono alcune piccole modifiche che se avete letto il libro, rileverete di sicuro, ma niente di importante, ed il personaggio di van Houten. Fisicamente non ci siamo proprio. Per concludere, un film bellissimo, che ha quasi perfettamente rispettato il libro. Se volete parlarne, potete commentare e potremmo discuterne se vi va.

mercoledì 3 settembre 2014

Anteprima: Scommesse d'amore di Katie McGarry

Honey, ho intenzione di riempirvi di anteprime, che è una buona scusa per non studiare, così eccoci qui!
Ma prima, con un argomento che non c'entra niente, ditemi PERCHE' CAVOLO NELLA MIA CITTA' NON PORTANO COLPA DELLE STELLE!
Ed ecco a voi Reggio Calabria, la città demmerda. Che cazz... portano anche i film delle Winx. Le WINX. E non portano il film che in America dicono diventerà il film dell'anno. OKAY.

Ora torniamo a noi, però. Perché prestissimo uscirà Scommessa d'amore, o meglio Dare You To, secondo della serie Oltre i Limiti, di Katie McGarry!

martedì 5 agosto 2014

Recensione: "Come lacrime nella pioggia" di Sofia Domino

Buongiorno Honey, oggi vi voglio parlare di questo libro speciale, ma veramente, che l'autrice mi ha permesso di leggere gratuitamente, (anche voi potete farlo!) e io ovviamente ho accettato!
Voto:
★★★★★
Autrice: Sofia Domino
Titolo: Come lacrime nella pioggia
Pubblicazione: 19 Maggio 2014
Editore: / / /
Pagine: 281
A ventidue anni Sarah Peterson è una comune ragazza di New York, appassionata di fotografia e di viaggi.
A quindici anni Asha Sengupta è una giovane ragazza indiana, venduta come sposa da suo padre.
D’improvviso il presente di Sarah s’intreccia con quello di Asha. L’amicizia tra due ragazze, diverse ma uguali, spiccherà il volo. Non solo Sarah si ritrova, con il suo fidanzato, a vivere per lunghi periodi in un villaggio remoto dell’India, ma scoprirà che cosa si nasconde in un Paese magico e allo stesso tempo terrorizzante.
Asha farà di tutto per lottare per i suoi sogni, per avere dei diritti paritari a quelli degli uomini e per continuare a studiare, perché non vuole sposarsi così giovane, e non vuole sposare chi non ama. Sarah si schiererà dalla sua parte, ma nel suo secondo viaggio in India scoprirà che Asha è scomparsa. 
Liberarla dalla trappola in cui è caduta, per Sarah diventerà un’ossessione.
Un romanzo che fa luce su una verità dei giorni nostri, una storia di violenze, di corruzioni, di diritti negati. Una storia sull’amicizia. 
Una storia in grado di aprire gli occhi sull’India, il Paese peggiore in cui nascere donna.

Come lacrime nella pioggia è un libro speciale, vero, crudo, ma racconta storie che accadono ogni giorno, le ingiustizie nei confronti delle donne. è di sicuro un libro che fa riflettere proprio su queste numerose ingiustizie, e ti accende un "fuoco" dentro, che ti spinge a voler fare qualcosa, proprio come Sarah.

venerdì 1 agosto 2014

Resta anche domani - trailer italiano

Buon pomeriggio Honey, come state? Come saprete, il 18 settembre uscirà nelle sale italiane il film di "Resta anche domani", tratto dall'omonimo romanzo di Gayle Forman. Nei giorni precedenti è uscito anche il trailer italiano e con mia immensa sorpresa devo dire che è doppiato davvero bene non come lo schifo che hanno fatto a "colpa delle stelle"  ma veniamo al punto:
Questo è il trailer in inglese:


Qui vediamo Chloe Grace Moretz nei panni di Mia, una violoncellista molto dotata, con una vita normale, un ragazzo, Adam, che invece suona la chitarra in un gruppo, e la sua famiglia. Un tragico incidente le porterà via tutto...e lei dovrà decidere se restare o andarsene, da qui il titolo del libro. (Se non l'avete ancora letto, cosa aspettate??!! Forza correte alla prima libreria!) Lasciatemi dire che adoro l'attrice, Mia l'avevo immaginata proprio così!

Questo, invece, il trailer italiano:


Ovviamente preferisco quello inglese, ma anche questo non mi dispiace ^^
Inoltre la Mondadori ha fatto una nuova ristampa del libro con la locandina del film come cover. Sinceramente adoro la nuova copertina perchè quella precedente non mi faceva affatto impazzire, anzi -_-
Le potete vedere qui:



















E per finire grazie all'uscita del film, i tempi per la pubblicazione del seguito, "Where she went", si sono velocizzati. L'uscita del romanzo, in italiano "Resta sempre qui" è prevista per febbraio del 2015

E voi? Avete già letto il libro o lo dovete leggere?
Aspettate il seguito? Io siiiiiii!!!!
E chi come me si fionderà al cinema appena uscito il film?

lunedì 7 luglio 2014

Recensione: Lo sbaglio più bello della mia vita di Katie Contugno

E' fantastico leggere un libro che riesca ad appassionarti come pochi, a spingerti a parlare con i personaggi ed emozionarti. E' un libro come pochi, che merita sul serio di essere letto.
Voto:
☆☆☆☆☆
Titolo: Lo sbaglio più bello della mia vita
Data di pubblicazione: 24 giugno 2014
Editore: Sperling & Kupfer
Autrice: Katie Cotugno
Prezo: 15,90 €
Ebook: 9,90 €
Pagine: 278
Questa è una storia d’amore. Ma non è la favola del primo bacio. O del colpo di fulmine che aggiusta tutto. Parla di Reena, che da sempre è innamorata di Sawyer e pagherebbe per un suo sguardo. E parla di Sawyer, che un giorno all’improvviso si accorge di lei e la trascina in una storia tormentata, e un altro giorno all’improvviso se ne va, lasciandola sola con i suoi sedici anni, i suoi sogni infranti e una bambina in arrivo. Poi, dopo tre anni, eccolo di ritorno. Come se il cuore di Reena fosse un giocattolo da smontare e rimontare. Come se per imparare ad amare fosse necessario farsi del male. Sbagliare e riprovare. Come se Reena e Sawyer stessero vivendo una vera storia d’amore.

Lo sbaglio più bello della mia vita, è il primo libro ad affrontare queste tematiche. L'autrice, pubblicandolo, si è gettata nel vuoto: poteva piacere, oppure no. A me piace, e tanto. Non è la solita storia d'amore, tutto rosa e fiori, dove poi si litiga e finisce la pacchia. Qui, la pacchia, non c'è mai stata, per intenderci.

Reena ha sedici anni, ed è una figlia modello: brava a scuola, giudiziosa, intelligente. Magari solo un po' asociale. Non che amici non ne abbia, ma non le piace molto stare con loro. Non con tutti, almeno. E poi c'è Sawyer: lavora come barista al bar di Reena, e lei ha sempre avuto una cotta per lui, anche se sembra che non gli interessi di Reena, considerandola quasi invisibile. E poi iniziano ad uscire insieme, giorno dopo giorno. Sawyer e Reena.Sawyer, il ragazzo più figo della scuola e Reena, che sta per diplomarsi in anticipo per andare all'università a Chicago. Sawyere, che la lascia senza dire una parola e Reena, che si ritrova incinta, senza più possibilità di sognare, e con una gravidanza da spiegare ai genitori.

giovedì 3 luglio 2014

Anteprima: "Ti fidi di me?" di J. Lynn. C'e Cam! CAM. Ooooooh.

Quindi, Honey, iniziamo con le anteprime! Tante tante anteprime di libri che ci accompagneranno sotto l'ombrellone -un ombrellone dall'atmosfera moooolto romantica. Il libro di cui vi voglio parlare (conosciuto anche dagli alieni che la stessa autrice ha creato) si chiama Ti fidi di me? di J. Lynn, in uscita proprio OGGI. Oh yeah! Chi si fionderà in libreria? Io ci vado proprio ora!
 Ti fidi di me? è la stessa storia del primo libro, ma narrata dal punto di vista di... (sto per esplodere, ma non posso trattenermi, sto gridando) CAM. Avete amato "Ti aspettavo"? Ora, amerete Ti fidi di me?, capiiiito? E, appena vado in libreria, e lo compro, poi ci ritorno (necessita primaria di altri libri per colmare il vuoto e l'attesa lasciato da  Ti fidi di me?) e farò come Hermione: "Io l'ho letto".