"Dolce Martina,
sono passati due mesi da quel giorno... "
domenica 12 giugno 2016
Anteprima: Vuoi conoscere un casino?, di Alex Astrid
giovedì 7 aprile 2016
Recensione: L'incastro (im)perfetto di Colleen Hoover
"Scusa," borbotto "avevo sete." Miles si gira verso di me e si appoggia con la spalla al frigo, incrociando le braccia al petto. "Non m'interessa se bevi il mio succo, Tate." Oh, wow. Una frase stranamente sexy. [??COSA??]
giovedì 25 febbraio 2016
Recensione: "Raccontami di un giorno perfetto" di Jennifer Niven
lunedì 24 agosto 2015
Recensione: "La regina degli zombie" di Gena Showalter
☆☆☆☆☆
domenica 9 novembre 2014
Recensione: Avevano spento anche la luna di Ruta Sepetys
Lina, figlia del rettore dell'università, è sulla lista nera, insieme a molti altri scrittori, professori, dottori e alle loro famiglie. Sono colpevoli di un solo reato, quello di esistere. Verrà deportata. Insieme alla madre e al fratellino viene ammassata con centinaia di persone su un treno e inizia un viaggio senza ritorno tra le steppe russe. Settimane di fame e di sete. Fino all'arrivo in Siberia, in un campo di lavoro dove tutto è grigio, dove regna il buio, dove il freddo uccide, sussurrando. E dove non resta niente, se non la polvere della terra che i deportati sono costretti a scavare, giorno dopo giorno.
Ma c'è qualcosa che non possono togliere a Lina. La sua dignità. La sua forza. La luce nei suoi occhi. E il suo coraggio. Quando non è costretta a lavorare, Lina disegna. Documenta tutto. Deve riuscire a far giungere i disegni al campo di prigionia del padre. È l'unico modo, se c'è, per salvarsi. Per gridare che sono ancora vivi. Lina si batte per la propria vita, decisa a non consegnare la sua paura alle guardie, giurando che, se riuscirà a sopravvivere, onererà per mezzo dell'arte e della scrittura la sua famiglia e le migliaia di famiglie sepolte in Siberia. Ispirato a una storia vera, Avevano spento anche la luna spezza il silenzio su uno dei più terribili genocidi della storia, le deportazioni dai paesi baltici nei gulag staliniani. Venduto in ventotto paesi, appena uscito in America è balzato in testa alle classifiche del «New York Times». Definito all'unanimità da librai, lettori, giornalisti e insegnanti un romanzo importante e potente, racconta una storia unica e sconvolgente, che strappa il respiro e rivela la natura miracolosa dello spirito umano, capace di sopravvivere e continuare a lottare anche quando tutto è perso.
domenica 2 novembre 2014
Recensione: Una ragione per amare di Rebecca Donovan
Honeys cari, oggi torno con un’altra –drastica- recensione. Di un libro, sì, dalla trama interessante, ma sviluppato forse con i piedi per il cattivo risultato che ne è venuto.
Voto: ★
Titolo: Una ragione per amare (Breathing #1)
Data di pubblicazione: 6 Febbraio 2014
Casa editrice: Newton Compton
Autrice: Rebecca Donovan
Prezzo: 9,90 €
Pagine: 448
Emma Thomas è una studentessa modello e un’atleta prodigio. Ma è una ragazza taciturna e solitaria: non frequenta nessuno tranne la sua amica Sara, non va alle feste, non esce e non ha un fidanzato. E si copre bene per nascondere i lividi, per paura che qualcuno possa indovinare quello che succede tra le pareti domestiche. Mentre gli altri ragazzi della sua età si divertono spensieratamente, Emma conta in segreto i giorni che mancano al diploma, quando finalmente sarà libera di andare via di casa. Ma ecco che all’improvviso, senza averlo cercato o atteso, Emma incontra l’amore. Un amore intenso e travolgente che entra prepotentemente nella sua vita. E adesso nascondere il suo segreto non sarà più così facile.
Prima di tutto, tendo a precisare che non ho letto tutto il libro: ne avrò letto 8/10, poi sono andata direttamente al finale, perché proprio non riuscivo più a leggerlo. E ora vi spiego perché.
L’idea di base, come ho scritto sopra, era molto, molto carina. Una ragazza orfana di padre, con la madre alcolizzata, che viene affidata agli zii. Gli zii che la picchiano, e la maltrattano, all’insaputa di tutti. La ragazza non può denunciarli, però, perché recherebbe danno ai cugini, dolci bambini che non hanno fatto niente di male, se non nascere da due mostri. O meglio, un mostro (Carol, la zia) e il complice, che non vede perché non vuole –e perché non gli conviene- vedere. La ragazza, Emma, si isola, e ha solo un’amica: Sara, ignara di ciò che le accade. Un giorno arriva un ragazzo che penetra nella sua invisibile barriera, e allora le cose si complicano.
Insomma, una delle classiche trame dei New Adult, tanto in voga in questo periodo.
L’autrice, ha anche un bel modo di scrivere, descrizioni lunghe e precise –forse troppo, ma io amo le descrizioni- e linguaggio ricco ma semplice.
Il punto è: ciò che accade in 448 pagine, è sempre la stessa identica cosa, con il risultato che il libro risulta noioso.
La trama si sviluppa sempre così: Emma sta con Evan, ma non può stare con lui, gli zii la picchiano, allora si allontana,si riavvicina a Evan, gli zii la picchiano, si riallontana. SEMPRE.
Un’altra cosa che non ho apprezzato per niente, in questo libro, è l’assenza di motivazioni, che spinge la protagonista a (non) fare molte cose. L’unica cosa che è veramente motivata, è il fatto che Emma voglia andarsene da casa, perciò studia molto, per ottenere una borsa di studio.
Non si capisce bene perché, però, non possa stare con Evan. All’inizio, sembra chiaro: lui è una distrazione, ed è troppo invadente. Okay, ci sta. Il fatto è che appena se ne va Evan, la protagonista si mette col primo che capita, distruggendo completamente le convinzioni che ci aveva dato in precedenza.
Non svelo altro della trama, perché credo di avervi già fatto capire quanto sia mal sviluppata.
Passiamo ora ai personaggi, ahimé, che personaggi!
Evan e Sara, sono entrambi poco caratterizzati, anonimi, nonostante siano in strettissimi rapporti con la protagonista. Diciamocelo: due alberi sarebbero stati più espressivi di questi due.
Gli zii della protagonista, sono cattivi, ma hanno una cattiveria immotivata. Non è chiaro il motivo che spinge Carol ad odiare Emma, men che meno quello che la spinge a picchiarla. George (credo si chiami così) è invece il classico tipo di mezza età, pelato e panciuto (o almeno così me lo immagino) che si fa abbindolare dalla moglie per non guardare in faccia la realtà. Il fatto è, che l’autrice, non ha reso bene il motivo della loro cattiveria, rendendoli solo degli illogici cattivi spietati.
Passiamo ora al medico che ha curato Emma –inutile parlare di lui, lo so, ma dovevo. Una ragazza si presenta da lui, con gravi contusioni sulla schiena, una commozione cerebrale, diversi lividi e cicatrici, e lui che fa? Giustamente, le chiede: “Sei sicura di essere solo caduta?” –sottinteso: ti hanno picchiata?. Emma risponde di no, e lui che fa? Indaga, manda gli assistenti sociali, insiste? No, no e no! Una viene mezza morta da te, e che fai? Le dici: “Okay, se ne hai voglia parlane con qualcuno”, ma che cazzo di ragionamento è?! Non sarebbe sorprendete se fosse detto da una persona qualunque, ma cavolo, sei un medico, ti DEVI occupare di queste cose!
Gli insegnati di Emma –a quanto pare, tutti deficienti- che non si accorgono di niente, ma non solo. Allora, io sono un tipo piuttosto timido, e non mi sono bene integrata nella classe. I miei professori, che comunque sanno che fantastica persona sia mia madre, non passano un giorno senza spingere me e qualche altro mio compagno, ad “integrarci con la classe”. E ripeto: noi in classe non abbiamo –almeno spero- di queste situazioni. Invece, gli insegnanti di Emma, no: l’alunna si presenta piena di graffi, tagli, lividi, zoppica, non riesce a camminare, sviene durante una partita (e non si sveglia!), nessuno le rivolge la parola, gli zii apparentemente la lasciano da sola e se ne fregano, insomma, una situazione sulla quale indagare; ma cosa fanno? NIENTE DI NIENTE. Telefonare a casa per vedere se l’alunna soffre di qualche problema? Mandarla da uno psicologo? Parlarle in privato? No, meglio: lasciamola schiattare!
Passiamo ora alla protagonista: Emma. Il suo vero nome è Emily, non si capisce bene perché, ma viene chiamata Emma. Prima cosa senza senso. Si vede che l’autrice era indecisa, e allora ha pensato: “Massì, mettiamoli entrambi!”. Posso capire che chi si chiama Emmalyne, Emmeline, o cose così, venga chiamata “Emma”. Ma che c’entra Emma con Emily?!
Per di più, la protagonista è priva di carattere. Completamente. E’ tipo un piccolo genio, fin troppo perfetta. Ma nella sua grande intelligenza, risulta completamente stupida. Senza cervello. 0%. E perché mai, vi chiederete? Mettiamo il caso che io sia vittima di violenza e decida di andarmene via da casa. E mettiamo il caso che mentre sto facendo la valigia, mio zio (il quale mi picchia), mi veda, e mi chieda di rimanere fino all’indomani. Una persona sana di mente cosa farebbe? Capirebbe che è un inganno, se ne infischierebbe, giusto? Sbagliato. La protagonista, che fa? CI CREDE. C I-C R E D E. Credere, voce del verbo CREDERE. C-R-E-D-E-R-E! Inizio a pensare che in una delle tante botte ricevute alla testa, il suo cervello ne sia uscito danneggiato. Okay, questa era cattiva, ma… si può essere così stupidi?! E, ovviamente, la protagonista viene punita della sua intelligente stupidità.
E ora, parliamo della relazione Emma-mondo. Allora, se io fossi completamente invisibile agli altri, non mi calcolerebbero, giusto? Be’, si vede che l’autrice anche qui era indecisa: non sapendo se fare la classica protagonista sfigata, che sta all’ombra della migliore amica, o quella invidiata da tutti, la super-bomba sexy, che cambia ragazzi come se fossero calzini… li mischia. Con il risultato che la protagonista crede di essere brutta, invisibile e odiata, e invece è amata da tutti, e invidiata. Che poi, se io sono figa, lo so! Se i ragazzi vogliono uscire con me, si capisce! Ma non è comprensibile che una che non venga considerata da nessuno, all’improvviso si scopre essere la più ammirata della scuola. No, no, no!
Altra cosa terribile del libro: la trama, descrive un libro drammatico, triste, insomma, se vengo picchiata, la vita non dovrebbe essere poi così semplice! E invece quest’aspetto non è considerato per niente, se non in alcuni casi, in media ogni due capitoli, dove l’autrice se ne ricorda, e dice: “Oh, aspetta, mettiamo la zia che la picchia!”, ovviamente senza motivo, o con motivi così stupidi che non si può. Praticamente il libro ruota intorno ad Evan. Diciamolo: assomiglia a un piatto mal cucinato. La portata principale è Evan, il condimento, a tratti troppo salato, a tratti troppo insipido, sono gli zii cattivi, la salsetta è la vita sociale della protagonista.
Così, del bel romanzo che ne poteva uscire, il risultato è un libro che dovrebbe essere drammatico, ma in realtà ruota intorno all’amore della protagonista per un ragazzo, e alla sua scelta –tutta improvvisa- di farsi finalmente una vita.
Deludente, deludente, deludente. Non è il peggior libro che abbia letto (quel posto lo lascio a C’era una volta l’amore ma ho dovuto ammazzarlo), ma siamo più o meno a quel livello.
Voto: ★
venerdì 31 ottobre 2014
Recensione: Io non sono Mara Dyer di Michelle Hodkin
sabato 11 ottobre 2014
Recensione: The sky is everywhere di Jandy Nelson
Vabbè, eccovi la mia recensione, spero vi piaccia!
Autore: Jandy Nelson
Casa editrice: Fazi Editore
Prezzo: € 15,00
venerdì 5 settembre 2014
Recensione "Fino all'ultimo respiro" di Rebecca Domino
Titolo: Fino all'ultimo respiro
Autore:Rebecca Domino
Pagine: 290
Data di pubblicazione: 19 Maggio 2014
Voto: ☆☆☆1/2
Allyson Boyd è una diciassettenne come tante, nata e cresciuta ad Avoch, piccolo paesino scozzese. Un giorno deve andare a portare dei compiti a una ragazza della sua stessa scuola, Coleen Hameldon, e la sua vita cambia per sempre. Perché lei e Coleen diventeranno migliori amiche. E perché Coleen sta lottando da due anni e mezzo contro la leucemia.
Nella vita di Allyson entrano parole come chemioterapia, effetti collaterali, trapianto di midollo osseo, ma Coleen non vuole compassione. Vuole solamente una vita normale; una vita fatta di risate, scherzi, esperienze, viaggi, musica, chiacchiere e confidenze, fino a quando non sarà costretta a prendere una decisione che cambierà la sua vita, quella di Allyson e delle altre persone che le vogliono bene.
È possibile non avere paura della morte?
Ed è possibile insegnare a vivere?
Una storia sulla speranza, un inno alla vita. Un romanzo che ci ricorda il coraggio quotidiano di tutti gli adolescenti che lottano contro il cancro e quello degli amici al loro fianco.
Incomincio dicendo che la cosa che all'inizio mi ha colpito di più di questo romanzo è stato il titolo, Fino all'ultimo respiro. Penso vi dia quella sensazione di qualcosa che sta per andarsene, ma che resiste per rimanere. Poi è stato il turno della copertina, bellissima, che si adatta perfettamente al romanzo... il cielo blu e in primo piano il soffione che vola via, spezzato da un respiro, insomma, non vi da la sensazione di qualcosa di poetico e di incredibilmente malinconico?
giovedì 4 settembre 2014
Recensione e breve commento del film "Colpa delle stelle" di John Green
Titolo: Colpa delle stelle
Autore: John Green
Casa Editrice: Rizzoli
Prezzo: €16,00
Trama: Hazel ha sedici anni, ma ha già alle spalle un vero miracolo: grazie a un farmaco sperimentale, la malattia che anni prima le hanno diagnosticato è ora in regressione. Ha però anche imparato che i miracoli si pagano: mentre lei rimbalzava tra corse in ospedale e lunghe degenze, il mondo correva veloce, lasciandola indietro, sola e fuori sincrono rispetto alle sue coetanee, con una vita in frantumi in cui i pezzi non si incastrano più. Un giorno però il destino le fa incontrare Augustus, affascinante compagno di sventure che la travolge con la sua fame di vita, di passioni, di risate, e le dimostra che il mondo non si è fermato, insieme possono riacciuffarlo. Ma come un peccato originale, come una colpa scritta nelle stelle avverse sotto cui Hazel e Augustus sono nati, il tempo che hanno a disposizione è un miracolo, e in quanto tale, andrà pagato.
Penso che ormai quasi tutti abbiano letto questo libro, e per chi non l'avesse ancora fatto:
Partiamo con una piccola premessa: la prima volta ho letto il libro a gennaio, e devo dire che non mi ha fatto impazzire. Non fraintendetemi, mi è piaciuto ma non da dire che era il mio preferito. Era come se avessi una specie di blocco tra me e i personaggi, non riuscivo a sentirli fino in fondo per così dire. Ho avuto lo stesso problema anche l'anno scorso con "Cercando Alaska" sempre dello stesso autore, e penso che sia perchè li ho letti molto in fretta, per capire come finiva la storia. Ora invece penso che i libri di John Green vadano letti con calma, assaporati diciamo. Questa volta, infatti, ho apprezzato di più lo stile dell'autore e anche le vicende dei personaggi, sono riuscita ad immergermi nella storia proprio come avevo desiderato.
"Colpa delle stelle" è racconto triste, ironico, dolce, triste, divertente e malinconico allo stesso tempo. Tutti questi aggettivi non sono minimamente in grado di esprimere quanto io abbia amato questo libro.
Ci immergiamo nella vita di Hazel Grace, un'adolescente che di ordinario non ha proprio niente, e non sto parlando del tumore alla tiroide con una colonia satellite nei polmoni. No. So parlando di come affronta i suoi giorni ormai contati, di come cerca di alleviare il dolore di chi le sta intorno per la sua condizione e per la sua futura perdita, e così tra il Phalanxifor (un farmaco speciale che la mantiene in vita) e varie visite e controlli, incontra, in un gruppo di supporto, Augustus Waters, un'altra vittima del cancro, sopravvissuto ma senza una gamba. Gus, il ragazzo divertente, carismatico e dal cuore d'oro, fissato con le metafore e con l'ossessione di lasciare un segno nel mondo e nell'umanità, lasciando alla fine solo un segno nel cuore di Hazel. Qui nasce il loro amore avversato dalle stelle, un' amore giovane ed un po' goffo, come tutti gli amori a quell'età. Una delle innumerevoli ragioni per cui il libro mi è piaciuto è perchè è VERO. Non ci sono colpi di fulmine o guarigioni miracolose, semplicemente ti tocca le corde del cuore e le fa suonare come un'arpa.
Questa era la mia recensione e mi scuso se non è abbastanza per questo libro o se è infantile, in fondo, sono i pensieri di una ragazza questi.
Il film l'ho visto in anteprima il 31 agosto, dato che lo davano ambedue i cinema vicini, perciò ne ho approfittato e lasciatemi dire che è uno dei pochi film con cui ho pianto. non ho pianto nemmeno con il libro, per quanto mi avesse toccato, ma gli attori ( che abbiamo visto anche in divergent) erano davvero, davvero bravi. I dialoghi erano stupendi, davvero e mi hanno fatto davvero ridere le facce e le espressioni di Ansel alias
mercoledì 3 settembre 2014
Anteprima: Scommesse d'amore di Katie McGarry
Ma prima, con un argomento che non c'entra niente, ditemi PERCHE' CAVOLO NELLA MIA CITTA' NON PORTANO COLPA DELLE STELLE!
Ed ecco a voi Reggio Calabria, la città demmerda. Che cazz... portano anche i film delle Winx. Le WINX. E non portano il film che in America dicono diventerà il film dell'anno. OKAY.
Ora torniamo a noi, però. Perché prestissimo uscirà Scommessa d'amore, o meglio Dare You To, secondo della serie Oltre i Limiti, di Katie McGarry!
martedì 5 agosto 2014
Recensione: "Come lacrime nella pioggia" di Sofia Domino
Voto:
★★★★★
venerdì 1 agosto 2014
Resta anche domani - trailer italiano
Questo è il trailer in inglese:
Qui vediamo Chloe Grace Moretz nei panni di Mia, una violoncellista molto dotata, con una vita normale, un ragazzo, Adam, che invece suona la chitarra in un gruppo, e la sua famiglia. Un tragico incidente le porterà via tutto...e lei dovrà decidere se restare o andarsene, da qui il titolo del libro. (Se non l'avete ancora letto, cosa aspettate??!! Forza correte alla prima libreria!) Lasciatemi dire che adoro l'attrice, Mia l'avevo immaginata proprio così!
Questo, invece, il trailer italiano:
Ovviamente preferisco quello inglese, ma anche questo non mi dispiace ^^
Inoltre la Mondadori ha fatto una nuova ristampa del libro con la locandina del film come cover. Sinceramente adoro la nuova copertina perchè quella precedente non mi faceva affatto impazzire, anzi -_-
Le potete vedere qui:
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E per finire grazie all'uscita del film, i tempi per la pubblicazione del seguito, "Where she went", si sono velocizzati. L'uscita del romanzo, in italiano "Resta sempre qui" è prevista per febbraio del 2015
lunedì 7 luglio 2014
Recensione: Lo sbaglio più bello della mia vita di Katie Contugno
Voto:
☆☆☆☆☆
Titolo: Lo sbaglio più bello della mia vita
Data di pubblicazione: 24 giugno 2014
Editore: Sperling & Kupfer
Autrice: Katie Cotugno
Prezo: 15,90 €
Ebook: 9,90 €
Pagine: 278
Questa è una storia d’amore. Ma non è la favola del primo bacio. O del colpo di fulmine che aggiusta tutto. Parla di Reena, che da sempre è innamorata di Sawyer e pagherebbe per un suo sguardo. E parla di Sawyer, che un giorno all’improvviso si accorge di lei e la trascina in una storia tormentata, e un altro giorno all’improvviso se ne va, lasciandola sola con i suoi sedici anni, i suoi sogni infranti e una bambina in arrivo. Poi, dopo tre anni, eccolo di ritorno. Come se il cuore di Reena fosse un giocattolo da smontare e rimontare. Come se per imparare ad amare fosse necessario farsi del male. Sbagliare e riprovare. Come se Reena e Sawyer stessero vivendo una vera storia d’amore.
giovedì 3 luglio 2014
Anteprima: "Ti fidi di me?" di J. Lynn. C'e Cam! CAM. Ooooooh.

Ti fidi di me? è la stessa storia del primo libro, ma narrata dal punto di vista di... (sto per esplodere, ma non posso trattenermi, sto gridando) CAM. Avete amato "Ti aspettavo"? Ora, amerete Ti fidi di me?, capiiiito? E, appena vado in libreria, e lo compro, poi ci ritorno (necessita primaria di altri libri per colmare il vuoto e l'attesa lasciato da Ti fidi di me?) e farò come Hermione: "Io l'ho letto".