martedì 7 giugno 2016

Teaser Tuesday #12

Buon pomeriggio, lettori e lettrici! Non è ancora finita la scuola (per me lo è, però) eppure sto cercando di aggiornare il blog il più frequentemente possibile! Tra qualche giorno spero anche di poter ricominciare a commentare i vostri, di blog, e completare le segnalazioni! Oggi però torniamo qui per il nostro appuntamento settimanale con Teaser Tuesday, rubrica del blog Should be reading che consiste nel condividere con voi uno spezzone (teaser) del libro che sto leggendo, e voi con me!

Fu in una cupa notte di novembre che vidi la realizzazione delle mie fatiche. Con un’inquietudine che rasentava il parossismo, misi assieme attorno a me gli strumenti della vita con cui avrei potuto infondere una scintilla di esistenza nella cosa inanimata che giaceva ai miei piedi. Era già l’una del mattino; la pioggia picchiettava lugubre contro i vetri e la mia candela era quasi consumata quando, alla fievole luce che si stava esaurendo, io vidi aprirsi l’occhio giallo, privo di espressione, della creatura; respirava a fatica, e un moto convulso agitava le sue membra. Come posso spiegare le mie emozioni di fronte a questa catastrofe e come posso descrivere l’infelice che con attenzione e dolori infiniti io ero riuscito a plasmare? Le sue membra erano proporzionate, e avevo selezionato le sue fattezze in modo che risultassero belle. Belle! Gran Dio! La sua pelle giallastra a mala pena copriva il lavorio sottostante dei muscoli e delle arterie; i suoi capelli erano folti, di un nero lucido e i suoi denti di un bianco perlaceo; ma questi caratteri rigogliosi non facevano che contrastare in modo più orrendo con i suoi occhi umidi che sembravano quasi dello stesso colore bianco sporco delle orbite su cui poggiavano, con la sua pelle raggrinzita e con le sue labbra nere e dritte. I vari eventi della vita non sono incostanti come i sentimenti della natura umana. Avevo lavorato duro per quasi due anni, con il solo fine di infondere la vita in un corpo inanimato. Per questo mi ero privato della salute e del riposo. Lo avevo desiderato con un ardore che andava al di là di ogni moderazione; ma ora che avevo finito, la bellezza del sogno scompariva, e un orrore e un disgusto affannoso mi riempivano il cuore. Tratto dal romanzo "Frankenstein, o il moderno Prometeo" di Mary Shelley

2 commenti:

  1. Mamma mia, che bell'estratto! Ne sono rimasta veramente affascinata *-* magari lo aggiungo in TBR :D
    Se ti va di venire a sbirciare, qui c'è il mio Teaser

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